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Diagnosi energetica: cos’è, come si fa, quanto costa

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La diagnosi energetica di un edificio è una procedura che consente di capire quanto consuma in termini energetici e allo stesso tempo individuare quali sono le migliori strategie da adottare per apportare un miglioramento per ottenere un risparmio energetico. Vediamo quindi di approfondire questo tema cercando di capire come si fa, a cosa serve e quanto costa.

diagnosi energetica
Cos'è e come si fa la diagnosi energetica (foto di Etadly - Fonte: pixabay,cpm)

Cos'è la diagnosi energetica di un edificio

Quando parliamo di diagnosi energetica di un edifico si intende applicare una procedura specifica per individuare quali sono i reali consumi energetici di un edificio e impianti industriali e stabilire quali sono le modalità per ottenere un risparmio energetico contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra promuovendo la sostenibilità ambientale.

Questo è un tema molto attuale soprattutto negli ultimi tempi in quanto sempre più ci si rende conto dei vari cambiamenti climatici che stanno stravolgendo il clima e di conseguenza le attività e la vita dell’uomo e di ogni essere vivente sul pianeta Terra.

La diagnosi energetica in molti casi è obbligatoria per legge, viene fatta da un professionista qualificato nel settore dell’efficienza energetica e deve rispettare specifici requisiti di completezza, attendibilità, tracciabilità, verificabilità e utilità.

Ecco che la diagnosi energetica diventa fondamentale e indispensabile per avere dei dati oggettivi. La definizione ufficiale di diagnosi energetica secondo il  Decreto Legislativo 115/2008 è la seguente: “una procedura sistematica mirata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di un’attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico”.

A cosa serve la diagnosi energetica

Come si può intuire facilmente la diagnosi energetica serve a valutare e analizzare il consumo energetico di un edificio o di un’azienda con la finalità di capire quali possono essere gli interventi da fare per migliorare l’efficienza energetica.

In questo processo vengono valutati in maniera dettagliata i consumi energetici delle apparecchiature e delle abitudini di consumo all’interno dell’edificio. Di fatto è uno strumento molto importante per incentivare il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera. 

Quali sono gli obiettivi

Come detto in precedenza lo scopo per cui viene fatta la diagnosi energetica di un edificio è quella di vedere quali sono le opportunità per migliorare l’efficienza energetica ed avere dei benefici dal punto di vista economico, ambientale e operativo.

Gli obiettivi della diagnosi energetica sono:

  • identificazione delle inefficienze energetiche: la diagnosi energetica aiuta a individuare le inefficienze nel consumo di energia, che possono derivare da apparecchiature obsolete, isolamento termico insufficiente, perdite di calore o sprechi di energia;
  • risparmio: migliorare l’efficienza energetica può portare a notevoli risparmi sui costi energetici. Le raccomandazioni emerse dalla diagnosi, infatti, possono aiutare a ridurre i consumi energetici e quindi le spese correlate;
  • riduzione delle emissioni di gas serra: l’efficienza energetica è un importante strumento nella lotta ai cambiamenti climatici. Analizzando e riducendo i consumi energetici, si contribuisce a diminuire le emissioni di gas serra;
  • pianificazione strategica: la diagnosi energetica può essere utile per la pianificazione strategica a lungo termine di un’azienda o di una struttura, perché aiuta a identificare gli investimenti che possono essere fatti per migliorare l’efficienza energetica e a calcolare i ritorni sull’investimento previsti;
  • aumento del comfort e della qualità dell’ambiente di lavoro: migliorare l’efficienza energetica può portare a un ambiente più confortevole per gli occupanti di un edificio.

Chi è obbligato a fare la diagnosi energetica

Ora che abbiamo visto cos’è la diagnosi energetica, a cosa serve e quai sono i suoi obiettivi cerchiamo di capire se e quando è obbligatoria.

Nel nostro paese, secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo 102/2014 che a sua volta recepisce la Direttiva Europea 2012/27/UE relativa all’efficienza energetica, la diagnosi energetica è obbligatoria per determinate categorie di imprese e edifici. 

Secondo quanto stabilito dalla normativa vi sono alcuni soggetti che sono obbligati a eseguire la diagnosi energetica ogni 4 anni. Tali soggetti sono:

  • grandi imprese: parliamo di imprese con oltre 250 dipendenti o un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro e un bilancio totale superiore a 43 milioni di euro;
  • PMI a forte consumo di energia: le pubbliche e medie imprese che superano determinate soglie di consumo energetico sono soggette all’obbligo della diagnosi energetica;
  • altri soggetti: edifici pubblici e privati  sono soggetti all’obbligo di diagnosi energetica in caso di ristrutturazione se superano una certa superficie.
I vari criteri e le specifiche esigenze non sono uguali per tutto il territorio nazionale e possono variare da Regione a Regione, settore industriale e le dimensioni dell’azienda consigliamo di rifarsi al decreto legislativo e ai siti ufficiali.

Chi fa la diagnosi energetica?

I soggetti coinvolti nella diagnosi energetica possono essere diversi ognuno con ruoli diversi come il proprietario dell’edificio, il gestore degli impianti, il direttore dei servizi tecnici, il personale della sicurezza o gli inquilini.

Detto questo la diagnosi energetica deve essere fatta da un tecnico (che si chiama  Referente della Diagnosi Energetica) che è il responsabile dell’intera procedura. Il referente può essere un un libero professionista abilitato iscritto all’Albo (libero o associato), da una società di servizi, da un Ente Pubblico competente o da un team di lavoro, con un’ottima conoscenza della progettazione degli edifici e degli impianti collegati.

Le diagnosi energetiche obbligatorie secondo il decreto CAM, devono invece essere redatte da un soggetto certificato ESCO (UNI CEI 11352) o EGE (UNI CEI 11339)

Quanto costa fare una diagnosi energetica

Per completare il quadro sulla diagnosi energetica andiamo ora ad analizzare quanto costa farne una. Di sicuro questa analisi complessa e delicata è molto costosa e il costo può dipendere da vari fattori come:

  • l’ubicazione del sito,
  • dalle dimensioni dell’edifico da indagare,
  • la complessità di produzione di beni/servizi,
  • il numero di vettori energetici,
  • il costo applicato dal professionista scelto.
Detto questo possiamo dire che in linea generale il costo medio di una diagnosi energetica di un edificio si attesta attorno ai 7.000 euro con un ampio intervallo che va da 1.000 € a 16.000 euro.
ATTENZIONE: Per chi non rispetta l’obbligatorietà di una diagnosi energetica, sono previste multe fino ai 40.000 euro mentre se la diagnosi non risulta conforme alle prescrizioni di legge si rischia una multa che va da 2.000 fino a 20.000 euro.
 
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