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Gruppo di continuità: cos’è, come funziona e a cosa serve

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Il gruppo di continuità un un’apparecchiatura elettrica indispensabile se lavori in ufficio o a casa con il pc perchè è in grado di proteggere il tuo pc dagli sbalzi di corrente. Vediamo meglio cos’è, come funziona e quanto costa.

gruppo di continuità
Postazione pc con gruppo di continuità (foto di francycrave1 – Fonte: pixabay.com)

Cos’è il gruppo di continuità e a cosa serve

Il gruppo di continuità UPS (acronimo di Uninterruptible power supply, che letteralmente significa “fornitura di energia ininterruttibile”) è un apparecchio elettrico che serve a mantenere acceso il computer quando ci sono sbalzi di corrente elettrica. Tali anomalie della rete elettrica possono essere dovute ad esempio a causa di un blackout, di una interruzione temporanea del servizio da parte del gestori per eseguire lavori di manutenzione sulla linea oppure a causa di un temporale.

Senza il gruppo di continuità, oltre a perdere il lavoro fatto per lo spegnimento improvviso del computer, potrebbe anche danneggiarlo talvolta in maniera irreversibile. Questo dispositivo quindi, molto utile per gli uffici e se si lavora con il pc a casa, mette fine alle repentine anomalie nella fornitura di energia elettrica.

Come funziona il gruppo di continuità

Il gruppo di continuità UPS funziona grazie a delle batterie che si trovano al suo interno che tramite un sistema elettronico di conversione, immagazzinano e forniscono la tensione idonea ad alimentare i carichi dei dispositivi collegati.

Le batterie generano corrente che dura per un periodo limitato, ovvero fino a quando non si scaricano del tutto. Ovviamente il tempo è sufficiente per salvare ed eventualmente chiudere il computer in maniera normale. In questo modo si preserva il pc e non si corre il rischio di perdere il lavoro fatto.

I gruppi di continuità funzionano anche da stabilizzatore in quanto riescono a proteggere il carico da improvvisi sbalzi di tensione o di corrente.

Gruppi di continuità: tipologie e caratteristiche

In commercio esistono diverse tipologie di gruppi di continuità con diversi gradi di protezione, ognuna delle quali ha specifiche caratteristiche che si adattano alle varie esigenze. Possiamo suddividere i gruppi di continuita in tre macrocategorie:

  1. on line a doppia conversione,
  2. off line,
  3. Line-interactive.

Gruppo di continuità offline

Questo gruppo di continuità è quello più economico (con un prezzo stimato attorno ai 40 euro) ed è quello che viene normalmente utilizzato nelle abitazioni per sopperire i famosi cali di tensione che possono provocare seri danni a  pc e hard disk con possibile perdita di dati.

I gruppi di continuità offline hanno una forma a ciabatta o a torre e consentono una protezione dai disturbi base. Essi infatti sono dotati di batterie con una durata che va dai 3 ai 7 minuti massimo e la stabilizzazione della tensione non avviene in maniera costante ma discontinua.

Gruppo di continuità line-interactive

I gruppi di continuità line-interactive vengono utilizzati negli uffici e quando ci sono più workstation collegate. A differenza dei precedenti questi gruppi UPS per pc sono dotati di un circuito di stabilizzazione della tensione (chiamato chiamato AVR Automatic Voltage Regulator) che si attiva quando quest’ultima scende sotto il livello di rete di oltre il 20%. Questi dispositivi riescono a stabilizzare variazioni di tensione entro un range di +/- 3%; ovviamente in questo caso il prezzo è maggiore come anche la sicurezza che danno.

Gruppo di continuità online a doppia conversione

Come è facile intuire i gruppi di continuità online a doppia conversione sono in assoluto i più efficienti e potenti; essi vengono normalmente utilizzati nelle applicazioni critiche, dove la sicurezza degli apparati collegati deve essere garantita in modo costante e ottimale.

La doppia conversione è una tecnologia in grado di garantire una protezione assoluta eliminando i disturbi provocati dalla rete elettrica.

Questi gruppi di continuità prendono in ingresso la corrente alternata (AC), la convertono in corrente continua (DC) per ricaricare la batteria e riconvertirla in corrente alternata alimentando così il dispositivo collegato. Questa operazione fa si che questi gruppi di continuità consumino molta più energia dei precedenti dispositivi.

Uso e manutenzione

I gruppi di continuità UPS in realtà non richiedono grande manutenzione anche se per avere la massima affidabilità ed efficienza è consigliato cambiare la batteria ogni 2-3 anni. La durata della batteria e quindi la sua sostituzione è in funzione del modello scelto e dall’utilizzo che se ne fa.

La sostituzione della batteria è un’operazione semplice alla portata di tutti; è sufficiente  scollegare i due cavi che collegano la batteria (prima il filo nero e poi quello rosso). A questo punto andremo a collegare la nuova batteria: il filo rosso, ovvero quello positivo, va collegato prima di quello negativo e il gioco è fatto.

Per mantenere il gruppo di continuità sempre efficiente ed affidabile si consiglia di fare le seguenti operazioni:

  • caricare l’UPS almeno 8-10 ore prima di provarlo;
  • non applicare carichi eccessivi;
  • evitare di far scaricare completamente le batterie;
  • staccare l’UPS dalla presa in caso di periodi di inattività prolungata.

Quali sono i migliori

Ora che abbiamo visto cosa sono i gruppi di continuità UPS, come funzionano e a cosa servono andiamo a vedere quali sono i migliori in base alle loro caratteristiche e alle nostre esigenze.

Di sicuro se si collega il pc a casa o si lavora in ufficio occorre scegliere un gruppo di continuità del tipo line-interactive in grado di assicurare la massima sicurezza ed efficienza senza il rischio di perdere dati. I modelli che si trovano in commercio bene o male si equivalgono sia per caratteristiche che per prezzo.

Le cose a cui prestare attenzione in fase di acquisto è guardare il tipo di presa (presa IEC o presa Shucko), scegliere dei gruppi UPS dotati di alcuni watt in più rispetto a quelli realmente necessari. Inoltre occorre prestare attenzione alla tipologia di ingressi presenti sul retro dell’UPS e accertarsi che sia un dispositivo dotato di un’onda sinusoidale pura o al massimo approssimata.

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