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Il trattamento dei rifiuti

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L’essere umano svolgendo le sue attività sul pianeta terra produce dei rifiuti
che hanno un impatto sull’ecosistema in generale. Imparare a gestire e
trattare questi rifiuti per non inquinare e produrre energia e
contemporaneamente produrne di meno è fondamentale per la nostra esistenza. In
questo articolo analizzeremo la tipologia dei rifiuti e ci soffermeremo sui
rifiuti solidi.

rifiuti-cassonetto
Rifiuti solidi urbani (foto di RitaE – Fonte: poxabay.com)

Il problema dei rifiuti

Una caratteristica delle società avanzate è quella di
produrre enormi quantità di rifiuti il cui smaltimento presenta
problemi molto complessi e comporta costi elevati.

Negli ultimi decenni è maturata l’attenzione verso le gravi ripercussioni che
lo smaltimento scritterato dei rifiuti provoca sull’ambiente e il dibattito
sul da farsi per contenere i danni si è fatto via via sempre più all’ordine
del giorno cercando di immaginare scenari e sviluppi futuri, non solo in
termini di minor produzione degli stessi ma anche nel riciclo, riutilizzo e
nel trasformare il rifiuto in una
fonte di energia alternativa.

La relazione tra produzione e consumo di beni e integrità dell’ambiente è
duplice: da un lato esiste la necessità di produrre beni “intrinsecamente
ecologici”, tali cioè da contenere al più basso livello possibile il deperimento delle risorse del pianeta; dall’altro la necessità che essi non sviluppino durante il loro ciclo di produzione o dopo il loro consumo reliquati che non si riescono a smaltire facilmente.

Cosa sono i rifiuti solidi

I rifiuti solidi urbani (RSU) hanno la caratteristica di essere
prodotti in quantità straordinariamente elevata e con un basso rapporto
peso/volume. La tendenza a produrre rifiuti sempre più leggeri e ingombranti
comporta l’esigenza di impiegare per la loro conservazione territori sempre
più estesi.

Il loro enorme volume viene ridotto attraverso le operazioni di compattamento
effettuate sugli automezzi utilizzati per la raccolta, ma la vera rivoluzione
è stata quella di adottare (ormai da circa vent’anni a sta parte) la
raccolta differenziata

e la raccolta porta a porta. Molto c’è ancora da fare per migliorare sempre di
più l’efficacia e l’efficienza di questo tipo di raccolta su tutto il
territorio nazionale, ma moltissimo è già stato fatto.

raccolta differenziata
Raccolta differenziata dei rifiuti (foto di blickpixel – Fonte:
pixabay.com)

Classificazione dei rifiuti

La prima e fondamentale classificazione dei rifiuti è quella che li divide in:

  • solidi,
  • liquidi,
  • gassosi.

All’interno di ciascuna di queste tre grandi categorie i prodotti di risulta
possono essere ancora ripartiti in vario modo, a seconda dello specifico
problema che si intende analizzare. Tra queste classificazioni sono
particolarmente importanti quelle che selezionano i prodotti secondo tipo ed
entità del danno che sono in grado di arrecare all’ambiente. Esse implicano il
concetto di biodegradabilità, ovvero l’attitudine del materiale refluo
ad essere attaccato dagli agenti naturali ed essere ricondotto a sostanza
compatibili con l’ambiente.

Un’altra classificazione molto importante è quella che divide i rifiuti in
domestici, urbani e industriali. Alla categoria dei rifiuti industriali
appartengono anche materie altamente pericolose, come gli scarti di determinate
lavorazioni dell’industria chimica e le scorie delle centrali nucleari.

Tecniche di smaltimento dei rifiuti solidi

Il recupero dei materiali ed energia dai rifiuti solidi può avvenire
attraverso svariate tecniche quali:

  • recupero durante i processi di incenerimento,
  • utilizzo dei rifiuti solidi urbani come combustibile solido ausiliario,
  • recupero mediante distillazione distruttiva in assenza di ossigeno di
    componenti organici,
  • produzione di biogas per fermentazione anaerobica,
  • recupero mediante processi chimici,
  • formazione di materiali per l’edilizia (blocchi, aggregati leggeri e
    pannelli).

LEGGI ANCHE: Come ridurre i rifiuti domestici

Le tecniche di smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono:

  1. discarica controllata,
  2. incenerimento,
  3. compostaggio.


Discarica controllata

La discarica controllata consiste nel depositare i rifiuti in aree
dotate di specifici requisiti, per quanto possibile prossime ai punti di
prelievo ma a sufficiente distanza dalle aree abitate. I rifiuti depositati
nella discarica vengono compattati e ricoperti da terra o altro materiale
adatto, in modo da rendere possibile la loro disgregazione da parte dei
microrganismi del terreno.

A seconda della natura del terreno e delle condizioni climatiche della zona,
la discarica controllata può essere del tipo:

  • a trincea: adatta per terreni piani, falde acquifere profonde e
    buona disponibilità di materiali di copertura;
  • a dispersione areale: adatta in presenza di falde superficiali e in
    carenza di materiali da copertura;
  • a rampe: nei terreni irregolari o dissestati.

La discarica controllata costituisce la
forma più diffusa di smaltimento
anche se, oltre a impegnare aree molto estese, può essere origine di
problemi igienici e comporta riflessi negativi sulle aree prossime alle
discariche.

Incenerimento

L’incenerimento dei rifiuti con recupero dell’energia termica
prodotta è operazione conveniente e ecologicamente accettabile solo se
condotta in impianti di elevata potenzialità ed efficienza. Il calore
prodotto durante l’incenerimento viene recuperato e utilizzato per
alimentare
impianti di cogenerazione
o di teleriscaldamento.

Per approfondire leggi questo articolo:
Come funzionano gli inceneritori.

Compostaggio

Il compostaggio consiste nella trasformazione dei rifiuti solidi
urbani in prodotti per l’agricoltura, ma fornisce risultati apprezzabili
soltanto con rifiuti contenenti elevate percentuali di
prodotto organico adatto alla decomposizione biologica.

Il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani

L’espressione riciclaggio sta a indicare le re immissione nel ciclo
produttivo di un materiale che è già stato impiegato per un’altra
lavorazione. Esistono due tipologie di riciclaggio:

  • primo livello: trattamenti degli sfridi o degli scarti delle
    lavorazioni industriali che vengono raccolti e avviati al recupero delle
    stesse aziende;
  • secondo livello: sono quelli che utilizzano i materiali recuperati
    attraverso la raccolta differenziata.

L’incenerimento, invece, è il processo di trasformazione attraverso il quale viene
recuperata una parte dell’energia che è stata necessaria per la produzione
del materiale iniziale.

borse-plastica-spesa
Borse della spesa di plastica (foto di MabelAmber – Fonte:
pixabay.com)

Cosa bisognerebbe fare

La cosa migliore da fare oltre alle operazioni di
raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti sarebbe quello di
contenere la produzione ei rifiuti solidi urbani alla fonte. Se si producono
meno rifiuti si avranno quindi meno problemi di stoccaggio e riciclaggio
abbattendo così anche i costi di queste operazioni.

Uno dei problemi principali che caratterizza l’economia mondiale è la
produzione di imballaggi,

ed è proprio qui che deve essere perseguita la vera strategia per ridurre
sensibilmente questo problema. Riducendo gli imballaggi e utilizzando
carta e plastica riciclata oppure acquistando prodotti sfusi senza buste di
plastica o nylon sarebbe certamente la soluzione migliore. Per fortuna
recentemente l’Unione Europea si è mossa in tal senso bandendo la produzione
di borse di plastica per fare la spesa.

Un’altra soluzione molto efficace, già adottata in alcuni paesi ma in Italia
fatica a prendere piede, è quella della vendita con il
“vuoto a rendere” che consiste nella riconsegna nel punto di vendita
da parte del consumatore dell’involucro che conteneva la merce
precedentemente acquistata. In tal senso dovremmo solamente organizzarci e
lavorare sull’educazione e sulla sensibilità delle persone.

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