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Impianti antintrusione: come difenderci dai ladri

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Gli impianti antintrusione sono fondamentali per garantire la
sicurezza degli immobili ma  anche delle persone che vivono all’interno
dell’abitazione. In commercio ci sono diversi tipi di sistemi per un
efficace protezione dell’abitazione, scopriamone uno: l’impianto
antintrusione
.

impianto antintrusione-casa-sicurezza-ladro
Ladro tenta di entrare in casa (foto di S_Salow – Fonte:
https://pixabay.com)

Sistemi antintrusione: attivi e passivi

L’equipaggiamento degli edifici con sistemi antintrusione è una
caratteristica distintiva delle architetture delle diverse epoche e delle
diverse culture. I sistemi di protezione vengono usualmente distinti
in:

  • sistemi attivi: quelli che, in presenza di situazioni di
    pericolo, intervengono con operazioni di segnalazione, dissuasione,
    prevenzione o difesa. Appartengono a questa categoria le operazioni di
    vigilanza e quelle affidare agli impianti antintrusione e di allarme.

Gli elementi essenziali della sicurezza per
difenderci dai ladri contro la violazione della proprietà privata sono le porte, con il loro equipaggiamento di sistemi di chiusura, le
protezioni delle finestre, come le tapparelle o le persiane, l’uso di vetri
stratificati e le protezioni degli spazi esterni come muri di cinta,
ringhiere e cancellate. Oggi è fondamentale difenderci dai ladri con
un impianto antintrusione non solo se abitiamo in una casa isolata in
campagna ma anche se viviamo in un appartamento in un condominio di
periferia o centro città.

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Componenti dell’impianto antifurto

Le tecnologie moderne, più che sostituire i sistemi di protezione
tradizionali, li hanno integrati con dispositivi di protezione attiva come
segnalatori acustici, dispositivi di potenziamento delle chiusure
tradizionali, etc. Il funzionamento di un sistema antintrusione (o
impianto antifurto) è in larga misura affidato all’elettronica e
spesso è coordinato con altri sistemi di segnalazione e di allarme.

Si tratta sostanzialmente di una serie di sensori, o
rilevatori di presenza, che in condizioni normali mantengono attivi
circuiti elettrici collegati a una centralina di controllo con la
quale i sensori “dialogano”, ricevendo, trasmettendo informazioni e
comandi.

Quando un elemento anomalo sollacita uno dei sensori, l’alimentazione al
circuito che fa capo a quel sensore viene a mancare provocando l’azionamento
di un sistema di allarme. Le
centraline di controllo antintrusione possono essere elettroniche o a
microprocessori.

Tipologia di sensori

I sensori possono essere perimetrali o volumetrici, a
seconda che proteggano un elemento dell’involucro edilizio
o il suo spazio interno. I sensori perimetrali (o rilevatori
puntuali) agiscono contro i tentativi di apertura di porte e finestre o
l’effrazione violenta di serramenti. Essi mettono la centralina di
controllo in condizione di reagire prima che l’intruso entri nel
“perimetro allarmato”.

I sensori volumetrici sono rilevatori ambientali che segnalano la
presenza di intrusi attraverso due tecniche distinte:

  • sensori a raggi infrarossi passivi: individuano le variazioni
    termiche prodotte dal movimento dell’intruso. Hanno portate più o meno
    lunghe e angoli di rilevamento più o meno ampi;
  • sensori a microonde o radar: agiscono con portate che possono
    arrivare anche a 60 metri producendo aree di rilevazione ellissoidali dette
    “a sigaro”. Sono più soggetti a falsi allarmi e usati più in ambito
    industriale. Inoltre richiedono attenta manutenzione.
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I sensori a doppia tecnologia

Un inconveniente particolarmente fastidioso dei sistemi antintrusione
è quello dei falsi allarmi, che possono essere scongiurati in maniera
pressoché assoluta con l’impiego di
sensori detti a doppia tecnologia, cioè costituiti dalla combinazione
di rilevatori volumetrici a infrarosso passivo e a
microonde.

Questi sensori consentono l’intervento dei dispositivi di allarme soltanto
se entrambi i sistemi di rilevazione segnalano una presenza estranea. Per
escludere definitivamente i falsi allarmi l’impianto può poi essere dotato
di un circuito speciale (informer) che interroga e confronta entrambi
i sistemi di rilevazione.

Altri tipi di sistemi di rilevazione sensori per gli
impianti antintrusione sono:

  • sistemi di rilevazione per esterni;
  • sensori volumetrici a microonde;
  • sistemi volumetrici a infrarossi attivi

Esiste un’ulteriore tipologia di impianto, gli
Impianti antintrusione wireless facili da installare e che consentono
di ridurre i costi in fase di installazione: questo impianto infatti non
richiede
opere murarie
e si adatta benissimo ad ogni necessità però sono meno sicuri dei sistemi
cablati e se manca la rete internet non funzionano, quindi sono vulnerabili.

Tipologie di impianti antintrusione

Esistono tre tipologie di impianti antintrusione:

  • impianti di protezione volumetrica interna: si compongono di
    sensori di movimento installati all’interno del locale e che rilevano
    solamente i movimenti di una persona che è già riuscita entrare in
    casa;
  • impianti di protezione perimetrale interna: questi impianti prevedono l’installazione di dispositivi nei serramenti o in prossimità degli stessi per rilevare l’attraversamento delle persone. In
    questo modo è garantita la messa in sicurezza del perimetro della casa,
    azionando l’allarme prima che il ladro entri in casa;
  • impianti di protezione volumetrica esterna: sono utili e necessari se si possiede un giardino; questo impianto
    consente di posizionare dei sensori lungo i bordi della proprietà privata
    lungo gli accessi ma non solo eventualmente coadiuvati da telecamere in
    grado anche di fare dei filmati registrati.

Ovviamente la commistione di entrambi gli
impianti antintrusione (interno ed esterno) è la soluzione migliore
e necessaria per garantire la massima efficacia e protezione per
l’edificio da sorvegliare.

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Caratteristiche e componenti dell’impianto antintrusione

Il cuore pulsante di un impianto antintrusione è certamente la
centralina d’allarme che è alimentata a corrente elettrica: senza
di essa l’impianto non potrebbe funzionare; alla centralina infatti sono
collegati tutti gli altri componenti. La centralina deve poter lavorare
per almeno 12 ore anche in assenza di corrente e comunicare la mancanza di
corrente. Alcuni tipi di centralina più moderni al posto della corrente
elettrica utilizzano batterie al litio che garantiscono un’autonomia media
di 5 anni.

Un altro componente fondamentale è il
rilevatore acustico esterno (la sirena con lampeggiante) che deve
essere necessariamente posta sulla facciata principale dell’edificio che
da sulla pubblica via in modo da essere visibile dalle forze dell’ordine
in caso di allarme. Gli impianti antintrusione seri infatti quando
scatta l’allarme invia immediatamente la chiamata di soccorso alle forze
dell’ordine o guardie giurate private per intervenire tempestivamente.

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