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Inerzia termica: tutto quello che c’è da sapere

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Per fare uno studio accurato sul comportamento dell’involucro edilizio di un fabbricato e fare una corretta progettazione al fine del risparmio energetico è molto importante valutare alcuni fattori fra cui l‘inerzia termica. Vediamo meglio di cosa si tratta e perchè è importante.

inerzia termica
inerzia termica involucro edilizio (foto di 652234 - Fonte: pixabay.com)

Premessa

Oggi sempre più si sente parlare di risparmio energetico ed efficienza energetica degli edifici che devono obbligatoriamente rispettare determinati parametri al fine di garantire un elevato comfort abitativo. Normalmente si pensa solamente all’isolamento termico con il rivestimento a cappotto, ai serramenti assieme all’utilizzo degli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

Nell’edilizia sostenibile bisognerebbe ragionare in termini più ampi cercando di progettare gli edifici con sistemi passivi che riescono a garantire il comfort termico con un utilizzo minimo degli impianti di climatizzazione.

La normativa di riferimento sull’efficientamento energetico degli edifici di nuova costruzione o di interventi di ristrutturazione pone l’accento solamente sulla trasmittanza termica dei materiali o la conducibilità termica ma in realtà occorre valutare anche altri parametri fra cui l’inerzia termica. 

Cos'è l'inerzia termica

L’inerzia termica è una proprietà fisica dei materiali che compongono la facciata dell’edificio che indica il tempo e la velocità di modificare la propria temperatura in funzione della temperatura esterna (sia freddo che caldo). In poche parole si tratta della capacità di accumulo e di immagazzinare calore e di rilasciarlo in relazione alla sua resistenza termica.

Quindi quando si progetta in maniera corretta l’involucro edilizio di un edificio oltre alla conducibilità termica e alla trasmittanza è necessario analizzare e rispettare i valori minimi di inerzia termica; solo così si riesce realmente a contenere i consumi energetici e ad utilizzare il meno possibile gli impianti.

L’inerzia termica produce due effetti: 

  • lo sfasamento: slittamento temporale del passaggio di calore dall’esterno all’interno di una superficie;
  • lo smorzamento: riduzione dell’intensità dell’energia che attraversa la struttura.
In pratica l’inerzia termica definisce la capacità della parete esterna di mitigare tra interno ed esterno, smorzando e ritardando il passaggio tra dentro e fuori riducendo le oscillazioni interne delle temperature. 
 
E’ proprio grazie a questa importantissima proprietà una parete è in grado di assorbire energia in un dato momento, accumularla e rilasciarla nell’ambiente confinante in un momento successivo.

Come valutare l'inerzia termica

L’inerzia termica di un involucro edilizio è strettamente legata ai materiali con cui è fatta e alle loro caratteristiche: calore specifico, la sua massa e il valore di conducibilità termica. Infatti l’inerzia termica è inversamente proporzionale a queste caratteristiche dei materiali.

Per valutare l’inerzia termica occorre poi conoscere altri parametri come:

  • la diffusività termica (indica il tempo impiegato dal calore per attraversare una struttura);
  • la trasmittanza termica periodica (rapporto tra il fattore di attenuazione e la trasmittanza periodica stazionaria).
Grazie alla conoscenza di tutti questi valori è possibile fare un’analisi attenta e approfondita sui comportamenti reali della parete e valutare la capacità di una parete di “controllare” e attenuare i carichi termici.

Inerzia termica o isolamento?

Quando si costruisce un edificio e si progetta il suo involucro edilizio occorre rispettare i parametri di legge a riguardo dei consumi energetici ma anche garantire un buon comfort abitativo limitando le dispersioni di calore e l’utilizzo degli impianti tecnologici.

Detto questo lo studio sul comportamento delle pareti andrebbe fatto sia per la stagione invernale ma anche per quella estiva, perchè se è vero che con un buon isolamento termico si isola l’edificio dal freddo esterno non avviene lo stesso per il caldo estivo. L’utilizzo del climatizzatore in estate non è da sottovalutare rispetto all’uso del riscaldamento in inverno.

Una parete molto spessa con elevata inerzia termica va bene per il caldo estivo (vedi le chiese antiche che sono fresche in estate senza l’utilizzo del climatizzatore ma sono fredde in inverno), mentre in zone con climi freddi vanno bene strutture leggere con elevato spessore di isolamento termico.

Le problematiche maggiori ci sono alle nostre latitudini con climi temperati dove si hanno inverni freddi ed estati molto calde, quindi occorre avere una struttura ibrida con una giusta via di mezzo costituita ad esempio dalla struttura in calcestruzzo armato e dall’isolamento a cappotto. Fondamentale qui è la scelta del tipo di isolamento corretto (ad esempio un isolante leggero come il polistirene è meno indicato di un isolante in fibra di legno).

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