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Ruolo del RUP nel nuovo Codice degli appalti

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Con l’introduzione del nuovo Codice degli Appalti (DLgs 36/2023), la figura del RUP (Responsabile Unico del Procedimento) assume un ruolo centrale e strategico nell’intero processo di appalto pubblico.

Il RUP diventa il responsabile dell’intero ciclo di vita di un progetto, volto a garantire trasparenza, correttezza e conformità alle normative vigenti.

Immagine che rappresenta il RUP insieme ad un operario che controllano un cantiere

Il RUP nel nuovo Codice dei contratti pubblici

Quando si parla di appalti pubblici, la figura e il ruolo del RUP è una di quelli fondamentale. La figura del RUP è fondamentale per garantire il successo e la conformità dei progetti nel contesto del nuovo Codice degli Appalti. Assicura trasparenza, correttezza e gestione efficiente degli appalti pubblici. Con l’entrata in vigore del DLgs 36/2023, è ancora più cruciale che i professionisti coinvolti abbiano competenze tecniche, giuridiche e amministrative adeguate per gestire la crescente complessità del settore. Per chi desidera ricoprire questo ruolo, una formazione continua e una solida esperienza nella gestione dei progetti pubblici sono essenziali.

Nomina e assunzione dell'incarico di RUP

Il ruolo del RUP (Responsabile Unico del Procedimento) è disciplinato dall‘art. 31 del Codice degli Appalti e dalle linee guida n. 3 dell’ANAC. Ogni affidamento contrattuale richiede la nomina formale di un RUP da parte del dirigente o di altra figura preposta all’unità organizzativa, con il primo atto della procedura. In mancanza di nomina, le funzioni del RUP sono assunte dal funzionario preposto all’unità organizzativa interessata.

La nomina del RUP è obbligatoria e non può essere rifiutata. La scelta avviene tra i dipendenti con qualifica dirigenziale o direttiva, oppure tra i dipendenti con competenze professionali adeguate. Per lavori e servizi di ingegneria e architettura, il RUP deve essere un tecnico con specifica formazione professionale e costante aggiornamento.

Le linee guida n. 3 stabiliscono diversi requisiti per il RUP in base al valore dei lavori, inclusi formazione, titoli ed esperienza. Una disciplina analoga si applica agli appalti di servizi, forniture e concessioni. Se l’organico della PA non dispone di figure con i requisiti necessari, il ruolo di RUP può essere affidato a soggetti esterni selezionati con procedure ordinarie.

Compiti principali del RUP nel nuovo codice degli appalti

Il ruolo e i compiti del RUP sono definiti dall‘art 31, co. 4, del Codice, rinviando ad altre disposizioni (interne al Codice stesso) la previsione di ulteriori compiti. Il RUP interviene in tutte le fasi della procedura, in particolare le sue competenze principali sono le seguenti:

  • Pianificazione e Avvio del Procedimento: Il RUP si occupa della programmazione dei fabbisogni e dell’avvio del procedimento, preparando tutta la documentazione necessaria.

  • Gestione della Gara d’Appalto: Sovrintende alla predisposizione e pubblicazione del bando, valutando le offerte insieme alla commissione giudicatrice e assicurando la corretta esecuzione del contratto.

  • Monitoraggio dell’Avanzamento Lavori: Supervisiona l’esecuzione dei lavori, servizi o forniture per garantire il rispetto delle scadenze, del budget e dei requisiti tecnici.

  • Interfaccia con gli Stakeholder: È il punto di riferimento principale tra l’amministrazione aggiudicatrice, i fornitori e gli altri soggetti coinvolti.

Compensi e requisiti necessari per diventare RUP

I compensi variano in base alla complessità e al valore dell’appalto, generalmente compresi tra il 2% e il 5% dell’importo totale del progetto. Tuttavia, possono essere soggetti a limitazioni e regolamentazioni specifiche.

Il RUP deve possedere competenze tecniche e amministrative specifiche:

    • Laurea tecnica o economica.
    • Esperienza di almeno 5 anni nella gestione di progetti pubblici o privati.
    • Conoscenza del nuovo Codice degli Appalti.
    • Competenze in project management (preferibile la certificazione PMP o equivalente).
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