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Linee Vita: cosa sono e a cosa servono

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Guida completa sui migliori Dispositivi di Protezione Individuae (DPI) e Dispositivi di Protezione Anticaduta (DPA) per lavori in quota secondo la normativa europea UNI EN 795.

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Operaio che esegue lavori in quota in sicurezza (foto di fallprotection – Fonte: pixabay.com)

Cosa sono le Linee Vita

Le linee vita sono dei dispositivi anticaduta, da installare obbligatoriamente sulle coperture (tetti a falde e tetti piani) e servono per garantire la sicurezza degli operatori mentre realizzano lavori in quota e operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ogni operatore è dotato dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) come l’imbracatura, il caschetto, i guanti e le calzature adeguate; gli operai e il personale che esegue i lavori in quota con i DPI e i relativi cordini si agganciano agli ancoraggi puntuali posizionati sulla copertura da personale qualificato e certificato secondo la normativa oppure a un cavo d’acciaio orizzontale. Esistono come vedremo diverse tipologie di ancoraggi e di DPA (Dispositivi di Protezione Anticaduta) dispositivi di protezione anticaduta, ognuno specifico per il tipo di edificio e di copertura che si andrà a realizzare.

Un tempo una delle cause maggiori di morti sul luogo di lavoro e in particolare nei cantieri edili era proporio la mancanza di sicurezza e il fatto che gli operai si muovevano tranquillamnete 9-12-15 metri di altezza senza nessuna protezione e ogni tant qualcuno ci lasciava le penne. Dal 2009 le linee vita sono obbligatorie su tutte le nuove coperture e sui lavori di ristrutturazione e rifacimento del manto di copertura è obbligatorio installarle.

ACE Safety Kit di Protezione Anticaduta 

A cosa servono

Come avrete ben capito le linee vita servono a salvare la vita delle persone ed evitare incidenti mortali e ad eseguire i lavori in quota sui tetti e sulle coperture degli edifici in totale sicurezza. In cantiere esistono diverse figure con il compito di assicurare la corretta esecuzione dei lavori e la sicurezza di tutti gli operatori presenti durante la durata dei lavori e sono i Direttore dei Lavori e il Coordinatore della Sicurezza in fase di cantiere con il compito di redigere il PSC, il layout di cantiere e verificare che siano utilizzati correttamente tutti i DPI e i DPA per tutti i tipi di lavorazione e i lavori in quota. Ma l’installazione delle linee vita è obbligatoria anche per le ristrutturazioni e per i lavori di manutenzione che sono necessari a causa del passare del tempo oppure di un forte evento meteorologico.

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Linea vita sulla copertura a falde (foto di D&B carpenteria srl – Fonte: flickr.com)

Perchè è necessario installare una linea vita

Sono semplici i motivi per cui bisogna installarle una linea vita sul tetto: a parte il fatto che salvano la vita delle persone ed evitano incidenti mortali e ora (per fortuna devo dire) sono anche obbligatorie, gli altri motivi per cui è necessario installare una linea vita sulla copertura della propria abitazione o, se siamo imprenditori, della propria azienda sono:

  • è necessatia per avere il nulla osta dal Comune per il Certificato di Agibilità e Abitabilità;
  • è necessaria per accedere alla copertura per sopralluoghi, controlli, riparazioni o lavori di manutenzione;
  • nel caso si debbano eseguire dei lavori non sarà necessario montare ponteggi e parapetti che incidono notevolmente sulla spesa finale;
  • è necessaria se si deve e vuole vendere l’immobile;
  • un’impresa seria può (e deve) rifiutarsi di eseguire qualsiasi lavoro in assenza di linee vita certificate e manutentate.

Inoltre bisogna ricordare e far presente che il proprietario dell’immobile, sia esso pubblico o privato, è responsabile di qualsiasi incidente che possa succedere sulla sua proprietà.

Tipologie di linee vita

Nei cantieri di edifici pubblici come nelle abitazioni private deve sempre essere garantita la sicurezza per gli operatori che si trovano a lavorare in quota. Agli effetti delle disposizioni riguardanti le “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota” per lavoro in quota si intende l’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 metri rispetto al piano stabile. L’art. 77 del D,Lgs. n. 81/2008 obbliga il datore di lavoro ad assicurare l’addestramento per i dispositivi di protezione individuale (DPI) che appartengono alla “terza categoria”, ovvero dei dispositivi destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente.

I dispositivi di ancoraggio delle linee vita devono essere a norma di
legge, certificati e collaudati con il marchio CE e devono essere
montati da ditte specializzate e da personale esperto e qualificato che
ne rilascia anche la certificazione. Le linee vita devono essere
progettate in base al tipo di copertura (tetto piano, copertura a due o
più falde) e in base all’esigenza specifica, da un professionista
abilitato alla firma (geometra, architetto, etc.) e il fascicolo deve
essere allegato al PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento). Esse devono rispondere a esigenze di carattere funzionale ma anche possibilmente estetico.

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Altro esempi odi linea vita su tetto (foto di Montagnoli Rino – Fonte: flickr.com)

Esistono diversi tipi di linee vita, caratterizzate da differenti specifiche tecniche, regolamentate dalla normativa europea UNI EN 795 che le divide in cinque macrocategorie:

  • classe A: dispositivi di ancoraggio con uno o più punti di ancoraggio puntuali
  • classe B: dispositivi di ancoraggio provvisori e rimovibili a fine lavoro
  • classe C: dispositivi di ancoraggio con linee di ancoraggio flessibile
  • classe D: dispositivi di ancoraggio con carrello su rotaia rigida
  • classe E: dispositivi di ancoraggio con zavorra a corpo morto su spazi piani.

Altri tipi di sistemi di protezione collettivi per condomini o edifici pubblici sono per esempio i parapetti, le passerelle e le reti lucernari. Inoltre in base al materiale utilizzato (di solito acciaio o alluminio) possono essere:

  • rigide o flessibili
  • permanenti oppure temporanee (cioè essere rimosse a fine lavori)
  • utilizzabili solamenta da una persona alla volta o più persone contemporaneamente.

Progettazione delle linee vita

Come dicevamo l’installazione delle linee vita su una copertura di un edificio richiede un vero e proprio progetto firmato da un tecnico abilitato alla firma che allegherà al resto della documentazione per le varie pratiche del cantiere. Il progetto consiste in un elaborato grafico con la planimetria della copertura dove si individuano, posizione e tipologia di ancoraggi e sistemi di protezione, in funzione dei punti di accesso alla copertura, della pendenza del tetto e della conformazione delle falde, assicurandosi che gli ancoraggi siano ben ancorati alla struttura portante e siano in grado si sopportare i carichi richiesti. Inoltre non è necessario solamente installare la linea vita anticaduta dall’alto ma è necessario che il personale che andrà ad operare sulla copertura sia opportunamente formato con corsi specifici, sappia utilizzare e indossare l’imbracatura e sappia utilizzar ei vari dispositivi di collegamento.

Le linee vita una volta installate richiedono una manutenzione periodica e costante perchè con il passare del tempo e l’inutilizzo per periodi prolungati potrebbe comprometterne la funzionalità. La manutenzione deve essere fatta:

  • una volta all’anno, se la linea vita è certificata secondo la EN795
  • ogni due anni, se la linea vita è certificata secondo la UNI 11578

Questo aspetto è molto importante e fondamentale per la sicurezza di chi andrà ad operare sulla copertura: gli operatori infatti possono richiedere tale documentazione prima di eseguire i lavori e in mancanza di tale certificato di collaudo possono rifiutarsi di salire sul tetto. Purtroppo spesso accade vedere operai sopra i tetti degli edifici con materiale obsoleto o addirittura senza i vari DPI (caschetto, occhiali protettivi, imbrago, guanti, etc.) rischiando la vita; in genere questo problema ricade nelle imprese edili locali medio piccole che eseguono lavori in cantieri piccoli dove c’è ancora poca formazione del personale, mentre le grandi imprese edili che lavorano su grandi cantieri pubblici sono altamente qualificate.  

 

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Le Linee Vita sono obbligatorie?

In Italia, la normativa nazionale attualmente in vigore, che tratta il tema della sicurezza sul lavoro è il Decreto Legislativo 81/08, che però non obbliga l’installazione dei dispositivi di ancoraggio sulle coperture ma di fatto affligge importanti e severe responsabilità penali:

  • agli operatori
  • al datore di lavoro
  • al proprietario dell’immobile.

Tuttavia, come dicevamo la normativa non obbliga a livello nazionale l’installazione di sistemi anticaduta per cuidi fatto ogni Regione attura dei regolamenti interni; il precursore è stato la Regione Toscana nel lontano 2005 e ora a distanza di più di 10 anni anche altre Regioni hanno adottato regolamenti regionali. Attualmente sono in vigore una serie di norme tecniche di settore di matrice europea che dicono quali sono i requisiti prestazionali che devono avere i dispositivi anticaduta; queste norme però hanno carattere volontario e non obbligatorio.

Sicuramente molto si è fatto in questi ultimo dieci anni e alcune
Regioni (come il Veneto per esempio) hanno adottato tutta una serie di
regolamenti per cui di fatto è obbligatoria l’installazione delle linee vita nelle
nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni, ma molto c’è ancora da fare
(visto il numero ancora troppo elevato di “morti bianche” sul lavoro) e
soprattutto bisognerebbe estendere l’obbligo a livello nazionale con una
legge specifica.

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