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Nuovo codice degli appalti: tutto quello che c’è da sapere

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Con il dlgs 36/2023 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 marzo 2023, è entrato in vigore il nuovo codice degli appalti 2023 che ha apportato diverse importanti modifiche e novità. Scopri le novità del nuovo codice degli appalti e quando è entrato effettivamente e pienamente in vigore.

Foto di un edificio in costruzione con gru

Nuovo codice degli appalti: aggiornamenti 2024

Il 31 Marzo 2023 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 77 il
dlgs 36/2023 che ha introdotto il nuovo codice degli appalti, il quale ha di fatto mandato in pensione il precedente codice regolamentato dal dlgs 50/2016 dopo solo 7 anni di attività. Dopo un periodo transitorio durante il quale alcune disposizioni del vecchio codice hanno coesistito con il nuovo, il codice è entrato definitivamente e pienamente in vigore dal 1 Gennaio 2024. 

La novità principale del nuovo codice è stata senza dubbio la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dell’appalto.  Anche per le stazioni appaltanti è stato introdotto l’obbligo di utilizzare sistemi informatizzati BIM (Building Information Modelling) e piattaforme aperte interoperabili.

In cosa consiste il nuovo codice degli appalti

Come detto, la prima grande novità è stata l’introduzione dell’utilizzo di piattaforme BIM che sono in grado di digitalizzare l’intero processo.

Nello specifico verranno adottati metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti per importo a base di gara superiore a 1 milione di euro.

La stazione appaltante è tenuta quindi a rispettare diversi adempimenti, tra i quali:

  • formazione del personale atto alla predisposizione di un opportuno atto organizzativo per la gestione BIM;
  • acquisizione di un ambiente di condivisione dei dati;
  • opportuna configurazione dello stesso;
  • predisposizione dei capitolati informativi;
  • gestione delle offerte.

Consigli utili

Il nuovo d.lgs. 36/2023 anche se è entrato in vigore il 1 Aprile 2023 in realtà c’è quello che viene definito “periodo transitorio” per dare tempo alle stazioni appaltanti, alle imprese e ai professionisti di adeguarsi alle nuove disposizioni. In questo periodo transitorio ci sarà un’estensione di vigenza di alcune disposizioni del d.lgs. 50/2016.

Alla luce di quanto abbiamo appena detto e delle novità introdotte è bene non trovarsi impreparati. Ecco perché ci riserviamo di darti questi consigli:

  • se sei un tecnico (ingegnere, architetto, geometra o perito), utilizza solo strumenti aggiornati e rispondenti alle tue esigenze;
  • se sei una stazione appaltante, affidati ad un unico interlocutore in grado di assisterti al meglio;
  • se sei un’impresa, utilizza soluzioni in Cloud appositamente sviluppate.

Nuovo codice degli appalti e digitalizzazione

Oggi viviamo in un mondo sempre più tecnologico e informatizzato fatto di banche dati interconnesse fra di loro uniti dal processo di digitalizzazione. Anche il codice degli appalti non poteva che adeguarsi al nuovo che avanza. Il nuovo sistema digitalizzato è costituito dai seguenti elementi:

  • banca dati nazionale dei contratti pubblici;
  • fascicolo virtuale dell’operatore economico, appena reso operativo
    dall’Autorità nazionale anti corruzione (ANAC);
  • piattaforme di approvvigionamento digitale;
  • procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici;
  • digitalizzazione totale dell’accesso agli atti delle procedure di
    affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici.

Principali novità introdotte: le procedure di affidamento

Oltre alla digitalizzazione, anche il sistema delle procedure di affidamento è stato completamente rivisitato. Il nuovo art. 50 del nuovo codice degli appalti prevede infatti un sistema semplificato, alzando le soglie per l’affidamento diretto.

Per il lavori sono previste le seguenti procedure di affidamento:

  • affidamento diretto fino a 150.000 euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 5 operatori economici,
    per i lavori di importo fino a 1 milione di euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 10 operatori
    economici, per i lavori di importo fino a soglia;

Mentre per i Servizi e forniture le seguenti soglie:

  • affidamento diretto fino a 140.000 euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 5 operatori economici,
    per i servizi/fornitura fino a soglia di rilevanza europea.

Per  quanto riguarda invece l’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 1 milione di euro e fino 5,382 milioni di euro è fatta salva la possibilità di procedere con gara ad evidenza pubblica senza necessità di motivazione.

La figura del RUP

Anche il ruolo del RUP è di fatto cambiato con il nuovo codice degli appalti 2023. Rispetto al d.lgs. 50/2016 il RUP ha cambiato nome, diventando da responsabile unico del procedimento a responsabile unico del progetto con le seguenti mansioni:

  • programmazione;
  • progettazione;
  • affidamento;
  • esecuzione.

Subappalto a cascata e livelli di progettazione

Con il nuovo d.lgs. 36/2023 grazie all’art. 119 è stato introdotta la possibilità di ricorrere al subappalto a cascata, cioè all’affidamento di lavori di competenza del subappaltatore, ad una impresa terza. Il nuovo codice appalti stabilisce che è possibile farlo a discrezione della stazione appaltante.

Altra importante modifica è stata l’eliminazione del progetto definitivo, riducendo a due i livelli di progettazione:

  1. progetto di fattibilità tecnico-economica;
  2. progetto esecutivo.

Sono stati quindi ridefiniti anche i contenuti di questi due livelli di progettazione, stabilendo il contenuto minimo del quadro delle necessità e del documento di indirizzo della progettazione che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono predisporre.

Appalto integrato

Un’altra importante novità del nuovo codice degli appalti è stata l’introduzione dell’appalto integrato: è ammesso dunque che il contratto abbia per oggetto sia la progettazione che l’esecuzione dei lavori, ossia l’affidamento della progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato.  

Qualificazione delle stazioni appaltanti

Al fine di riorganizzare le PA (pubbliche amministrazioni) nel settore degli appalti pubblici e per ottenere una maggiore efficienza e qualità nella gestione delle gare, con l’art. 62 e l’art. 63 del nuovo d.lgs. 36/2023 è stata definita la qualificazione delle stazioni appaltanti prevista per:

  • affidamento diretto di servizi e forniture superiori alle soglie;
  • affidamento di lavori superiori a 500.000 €.

Revisione dei prezzi

Infine l’ultima grossa novità introdotta con il nuovo codice degli appalti pubblici 2023, ha riguardato la revisione dei prezzi nelle procedure di affidamento dei lavori.

Sono state introdotte obbligatoriamente le clausole di revisione prezzi che si attivano per variazioni del costo dell’opera, della fornitura o del servizio, in aumento o in diminuzione, superiori al 5% dell’importo complessivo e operano nella misura dell’80% della variazione stessa, in relazione alle prestazioni da eseguire in maniera prevalente.

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