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White List: guida completa

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Molti di voi avranno già sentito il termine “white list”, mentre altri ne conosceranno il significato, ma quasi tutti potrebbero non essere aggiornati sugli ultimi sviluppi normativi riguardanti questo adempimento.

Questo articolo ha l’obiettivo di chiarire tali aspetti, fornendo al lettore una guida semplice e completa sugli aggiornamenti normativi relativi alla white list, per comprendere meglio obblighi, procedure e requisiti.

white list

Cos'è e a cosa serve

La white list è un elenco istituito per identificare le imprese che operano in settori considerati a rischio di infiltrazione mafiosa e che, dopo aver superato rigorosi controlli, sono state giudicate idonee a partecipare a gare d’appalto pubbliche e private. 

L’inclusione in questo elenco certifica che l’impresa è libera da influenze criminali, garantendo così maggiore sicurezza e trasparenza nelle procedure di appalto.

Introdotta con la legge n. 190 del 6 novembre 2012, conosciuta come “Legge Anticorruzione”, la white list ha lo scopo di prevenire e contrastare la corruzione e l’infiltrazione mafiosa nei contratti pubblici. Le aziende iscritte nella white list devono rispettare specifici requisiti di legalità e trasparenza, e la loro iscrizione viene verificata periodicamente per assicurare il continuo rispetto di tali standard.

Quando è obbligatoria

Per tutti i settori a rischio così come indicati all’art.1, comma 53 della Legge 190/2012 e successivi aggiornamenti (art. 4-bis, legge n. 40 del 2020) la stipula, l’approvazione o l’autorizzazione di contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubbliche sono subordinati all’iscrizione dell’impresa nella c.d. “White list”

L’elenco delle attività a rischio attualmente in vigore è il seguente:

  • estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
  • confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
  • noli a freddo di macchinari;
  • fornitura di ferro lavorato;
  • noli a caldo;
  • autotrasporto per conto terzi;
  • guardiania ai cantieri;
  • servizi funerari e cimiteriali;
  • ristorazione, gestione delle mense e catering;
  • servizi ambientali, comprese le attività di raccolta, di trasporto nazionale e transfrontaliero, anche per conto di terzi, di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, nonché le attività di risanamento e di bonifica e gli altri servizi connessi alla gestione dei rifiuti;

Come si ottiene l'iscrizione e quanto dura

Per ottenere l’iscrizione bisogna presentare apposita domanda presso la Prefettura della provincia dove l’impresa ha la propria residenza o sede legale.
Se l’impresa è costituita all’estero, la Prefettura della provincia dove l’impresa ha una sede stabile ai sensi dell’art.2508 c.c..
Se l’impresa è costituita all’estero senza sede stabile nel territorio dello Stato , la Prefettura nel cui elenco è richiesta l’iscrizione.

Procedura per ottenere l'iscrizione

Nel sito della prefettura sono riportate le modalità di presentazione della domanda che solitamente prevedono:

  1. Invio di apposita istanza da parte del titolare dell’impresa individuale ovvero il legale rappresentante della società, specificando il settore o i settori di attività per cui chiede l’iscrizione;
     
  2. Invio di dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio;  

  3. invio delle autocertificazioni rese da ciascun soggetto sottoposto a verifica ai sensi dell’art.85 del Codice Antimafia relative ai familiari conviventi;

L’istanza dovrà essere trasmessa per posta certificata, specificando nell’oggetto “richiesta iscrizione in White list”.

La Prefettura, esperite con esito favorevole le verifiche volte ad accertare l’insussistenza delle citate condizioni ostative, dispone l’iscrizione dell’impresa nell’elenco pubblicato sul sito, dandone contestuale comunicazione all’interessato.

Nel caso in cui, a seguito delle verifiche disposte, emergano condizioni ostative, il Prefetto rigetta l’istanza di iscrizione dandone notizia all’interessato.

Durata dell'iscrizione, aggiornamenti e rinnovo

L’iscrizione nelle white list è di natura esclusivamente volontaria, ed ha validità per un periodo di dodici mesi a decorrere dalla data in cui è stato adottato il provvedimento che la dispone.
(art. 2, comma 2 e 3, del D.P.C.M. 18 aprile 2013).

L’impresa iscritta nell’elenco ha l’obbligo di comunicare alla Prefettura qualsiasi modifica dell’assetto proprietario e dei propri organi sociali entro 30 giorni dalla data della modifica (adozione dell’atto o stipula del contratto che determina tali modifiche). Le società di capitali quotate in mercati regolamentati comunicano le variazioni rilevanti secondo quanto previsto dal testo unico di cui al D. Lgs. 24 febbraio 1998, n.58.
La mancata comunicazione comporta la cancellazione dell’iscrizione.

Per rinnovare l’iscrizione l’impresa dovrà comunicare alla Prefettura, almeno trenta giorni prima della data di scadenza della validità dell’iscrizione, l’interesse a permanere nell’elenco, allegando la dichiarazione sostitutiva aggiornata del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio e le autocertificazioni aggiornate rese da ciascun soggetto sottoposto a verifica ai sensi dell’art.85 del Codice Antimafia relative ai familiari conviventi. 

L’impresa potrà richiedere di permanere nell’elenco anche per settori di attività ulteriori o diversi.

Domande e risposte su white list

Domanda: L’iscrizione alla white list serve anche se l’impresa dovrà svolgere solo una parte dell’attività compresa in quelle a rischio?

Risposta: Sì, l’iscrizione è un requisito obbligatorio anche se una quota qualsiasi delle prestazioni in appalto è costituita da attività individuate dall’art. 1, commi 52, legge n. 190/2012

Sentenza: TAR Salerno, 27.12.2023 n. 3106

Domanda: White list e anagrafe antimafia sono equivalenti?

Risposta: Secondo l’art. 119 del D.Lgs. 36/2023, l’iscrizione nella white list e nell’anagrafe antimafia sono considerate equivalenti ai fini delle verifiche antimafia. Entrambe le iscrizioni assolvono alla funzione di prevenire infiltrazioni mafiose nei settori degli appalti pubblici.

Domanda: il requisito dell’iscrizione alla white list può essere “prestato” da una consorziata a un consorzio?

Risposta: No, Il riscontro del requisito morale, compresa la white list, è obbligatorio e non può essere “prestato” da una consorziata al Consorzio (come è legittimo per i requisiti tecnico-professionali-operativi).

Sentenza: TAR Cagliari, 20.04.2022 n. 259

 

Se avete qualche domanda in merito alla White List? Scrivetela sotto nei commenti e saremo lieti di rispondervi.

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