Come rendere anti-sismica una casa in muratura

Come rendere anti-sismica una casa in muratura

Partendo la presupposto che, anche parlando di case di nuova generazione , un edificio non potrà mai essere al 100% antisismico, è giusto predisporre questo tipo di sistema nelle nostre abitazioni.
Ormai è obbligatorio per legge predisporre un sistema anti-sismico nelle nostre case, ma per chi possedesse una casa molto “anziana” come si può procedere? Si deve procedere? Conviene procedere? Assolutamente SI
Dovete fare tutto ciò che è possibile per ridurre il rischio di crollo durante un terremoto, e questo è decisamente il modo giusto in quanto il compito degli ingegneri che predispongono queste contromisure agli eventi sismici è proprio quello di ridurre la vulnerabilità degli edifici in queste particolari condizioni. 
Purtroppo quando parliamo di terremoti siamo completamente impotenti e possiamo solo metterci al sicuro ed aspettare che finiscano, quindi perché non mettere in sicurezza anche la nostra casa?
In questo articolo ci occuperemo di come rendere anti-sismici gli edifici in muratura (anche quelli piuttosto datati) che non sono quindi stati “attrezzati” per questi fenomeni spaventosi.
 
anti-sismica
Foto di Sophia Hilmar, Fonte : Pixabay.com

Perché la muratura è vulnerabile al sisma

Per capire come intervenire è utile sapere perché gli edifici in muratura soffrono particolarmente durante un terremoto. La muratura è un materiale che resiste molto bene agli sforzi di compressione (il peso che “schiaccia” verso il basso), ma è estremamente debole quando viene sollecitata a trazione o a taglio, cioè proprio le sollecitazioni che le scosse sismiche generano facendo oscillare l'edificio in orizzontale. Un muro non collegato agli altri tende a ribaltarsi verso l'esterno, come una pagina di libro che si apre, e questo è uno dei meccanismi di crollo più frequenti e pericolosi.

Le case più datate presentano spesso alcune criticità ricorrenti: malte degradate e poco coese, mancanza di collegamenti efficaci tra pareti ortogonali, solai in legno semplicemente appoggiati e privi di un cordolo perimetrale, aperture troppo ampie o irregolari che indeboliscono i maschi murari. A queste si aggiungono le “vulnerabilità di secondo livello” come comignoli, cornicioni, parapetti e timpani, che possono staccarsi e cadere ancora prima che la struttura principale ceda. Riconoscere queste debolezze è il presupposto per scegliere l'intervento giusto: l'obiettivo non è rendere il muro indistruttibile, ma fare in modo che l'edificio lavori come un'unica scatola rigida e ben collegata, capace di dissipare l'energia del sisma senza disgregarsi.

Tecniche maggiormente impiegate

Per rendere anti-sismici gli edifici in muratura (ma in generale qualsiasi tipo di edificio, in questo articolo ci focalizzeremo sui primi) vengono utilizzate quattro tecniche selezionate anche in base alla tipologia di edifico, dalla metratura e dalla sua conformazione interna. 
I metodi sono :
  1. IMPIEGO DI TIRANTI (o catene) che andranno inseriti nella struttura, più precisamente fissati alle murature ed ancorati alle loro opposte, andando ad unirle. Il tutto viene poi bloccato grazie a piastre in acciaio fissate ai vari muri. In questo modo andiamo a creare un sistema di murature sempre in collaborazione tra loro, perché unite e strettamente in contatto quando bisogna resistere ad uno sforzo, che può essere la troppa neve di una notte o un terremoto
  2. INSERIMENTO DEL CORDOLO lungo tutto il muro corrispondente al solaio (andando così a rinforzare quest ultimo) che durante i fenomeni sismici è sempre una delle prime parti di un edificio a crollare. Esso può essere realizzato con i seguenti materiali:                                    – Muratura armata con acciaio                                                                                                      Muratura armata con FRP                                                                                                          Acciaio                                                                                                                                          Cemento armato
  3. INTONACO ARMATO che verrà predisposto sotto forma di lastre che andranno poi ad aderire alla superficie in muratura grazie a dei tiranti in acciaio (che ovviamente contribuiscono poi alla resistenza agli sforzi). Questa tecnica va, in parole povere, ad ispessire il muro rendendolo più resistente alla onde sismiche. Vengono quindi trasferite al muro in murature delle proprietà tipiche dell’acciaio
  4. CUCITURA DELLA MURATURA mediante tondini di acciaio inox posizionati sia verticalmente che orizzontalmente fino a formare una vera e propria maglia metallica (ecco perché cucitura). Questi tondini poi vengono conficcati nella parete di muratura, diventando un tutt’uno con essa

Questi metodi vengono ormai ampiamente applicati, anche da chi decide di ristrutturare un fienile per farne la propria abitazione, perché come dicevo prima è ormai obbligatorio per leggere fare le abitazioni anti-sismiche. Poi comunque è una sicurezza in più anche per voi, sapere che la vostra casa non crollerà su se stessa in caso di fenomeni sismici. 

Negli ultimi anni alle tecniche tradizionali si sono affiancati i materiali compositi a base di fibra di carbonio (FRP) e le reti in fibra applicate con intonaci strutturali (sistemi CRM, ovvero Composite Reinforced Mortar). Si tratta di soluzioni leggere, sottili e poco invasive: non appesantiscono la struttura, non riducono in modo significativo lo spazio interno e si prestano bene anche agli edifici vincolati dal punto di vista storico-artistico, dove l'estetica della facciata va preservata. La scelta tra una tecnica e l'altra non è mai banale e va sempre calibrata sul singolo edificio dal tecnico progettista.

Adeguamento o miglioramento sismico

Quando si parla di interventi su un edificio esistente è importante distinguere due concetti che la normativa tecnica tiene ben separati. L'adeguamento sismico è l'intervento più “spinto”: porta la costruzione a rispettare integralmente i requisiti di sicurezza richiesti a un edificio nuovo. È obbligatorio in alcuni casi specifici, come la sopraelevazione, l'ampliamento, il cambio di destinazione d'uso che aumenta i carichi o gli interventi che modificano in modo sostanziale il comportamento strutturale.

Il miglioramento sismico, invece, aumenta la capacità della struttura di resistere al terremoto senza necessariamente raggiungere il livello pieno previsto per il nuovo. È la strada più frequente per le case storiche in muratura, perché consente di ridurre concretamente il rischio con interventi proporzionati, sostenibili dal punto di vista economico e rispettosi del valore architettonico dell'edificio. Esiste poi una terza categoria, le riparazioni o interventi locali, che riguardano singole porzioni (un muro, un architrave, una porzione di solaio) senza alterare il comportamento globale. Capire in quale categoria ricade il proprio progetto è fondamentale perché determina gli obblighi normativi, i documenti da depositare e, spesso, le agevolazioni a cui si può accedere.

La valutazione della vulnerabilità: il primo passo

Prima di posare anche un solo tirante, qualunque intervento serio parte da una valutazione della vulnerabilità sismica dell'edificio. È un'analisi condotta da un ingegnere o un architetto strutturista che fotografa lo stato di salute della costruzione e ne stima il comportamento di fronte a un terremoto. Senza questo passaggio si rischia di spendere su interventi inutili o, peggio, di rinforzare un punto lasciandone scoperti altri ben più critici.

In genere la valutazione comprende alcune fasi:

  • Rilievo geometrico e dei dettagli costruttivi: si misurano spessori dei muri, tipologia della malta, presenza e qualità dei collegamenti, caratteristiche dei solai e delle fondazioni.
  • Indagini sui materiali: prove anche poco invasive (endoscopie, martinetti piatti, prelievo di campioni) per conoscere la reale resistenza della muratura, che spesso differisce molto dai valori teorici.
  • Analisi storica e dei dissesti: si studiano lesioni, fuori piombo, cedimenti e precedenti interventi, perché raccontano come l'edificio si è già comportato nel tempo.
  • Modellazione e calcolo: si quantifica il livello di sicurezza attuale e si confronta con quello obiettivo, individuando i punti deboli da rinforzare.

Il risultato è una vera e propria “diagnosi” che orienta tutte le scelte successive e permette di concentrare le risorse dove servono davvero. È anche il documento di partenza per accedere alle agevolazioni fiscali, che spesso richiedono di certificare il passaggio a una classe di rischio sismico migliore.

Costi e conclusioni

Per quanto riguarda i costi (che sono la cosa che ci assilla di più) non è possibile dare un prezzo finito e preciso senza prima conoscere:
  1. Vetustà dell’edificio (la sua età)
  2. Usura dell’edificio
  3. Metratura dell’edificio
  4. Composizione interna
  5. Tipologia di struttura (villa, villetta, fienile, casa di piccole dimensioni, ecc)

La cosa migliore che possiate fare è rivolgervi ad un tecnico professionista che saprà fornirvi tutte le informazioni del caso e che potrà fare una perizia accurata sul vostro immobile, scegliendo la tipologia più adatta di intervento da fare. Quando poi dovete fare questo tipo di interventi non lesinate mai sulle spese, a volte è meglio spendere un pochino di più per un lavoro fatto a regola d’arte.

Per concludere spero che questo articolo vi servirà a riflettere e mettere più in sicurezza le vostre abitazioni che sono davvero il bene più prezioso che ognuno di noi possiede.

Errori comuni da evitare

Affrontare un intervento antisismico senza un metodo può portare a spendere male e a ottenere una sicurezza solo apparente. Ci sono alcuni errori ricorrenti che vale la pena conoscere in anticipo per non ripeterli:

  • Saltare la diagnosi iniziale: agire “a sensazione” o copiare la soluzione adottata da un vicino è un classico. Ogni edificio ha una sua storia e va studiato singolarmente prima di decidere come intervenire.
  • Rinforzare solo una parte: irrigidire un punto e lasciare deboli gli altri può addirittura peggiorare il comportamento d'insieme, concentrando le sollecitazioni dove la struttura non è stata adeguata.
  • Trascurare i collegamenti: l'errore più diffuso è pensare solo ai muri dimenticando solai, coperture e nodi. È proprio la mancanza di collegamenti efficaci a innescare i ribaltamenti.
  • Ignorare gli elementi non strutturali: comignoli, cornicioni, tramezzi e controsoffitti pesanti possono causare danni gravi alle persone anche quando la struttura regge. Vanno messi in sicurezza insieme al resto.
  • Affidarsi a chi non è qualificato: gli interventi sulle parti strutturali richiedono progettazione, direzione lavori e collaudo da parte di tecnici abilitati. Risparmiare su queste figure è il modo più sicuro per buttare via i soldi spesi nei lavori.

Evitare questi errori significa partire da una progettazione seria, scegliere imprese competenti e considerare l'edificio come un sistema unico in cui ogni elemento collabora con gli altri.

Domande frequenti sulla casa anti-sismica

È obbligatorio rendere anti-sismica una casa in muratura già esistente?

L'adeguamento sismico è obbligatorio per i nuovi edifici e in caso di interventi strutturali rilevanti o cambi di destinazione d'uso. Per le case esistenti senza lavori in corso non c'è un obbligo retroattivo generale, ma il miglioramento sismico resta fortemente consigliato per ridurre il rischio di crollo e tutelare l'incolumità di chi abita l'immobile.

Qual è la differenza tra adeguamento e miglioramento sismico?

L'adeguamento sismico porta l'edificio a rispettare integralmente i requisiti di sicurezza previsti dalle norme tecniche attuali, mentre il miglioramento aumenta la capacità antisismica della struttura senza raggiungere necessariamente il livello pieno richiesto per un edificio nuovo. Il miglioramento è spesso la soluzione più sostenibile per gli edifici storici in muratura.

Quali sono le tecniche più usate per consolidare la muratura?

Le tecniche più diffuse sono l'inserimento di tiranti o catene metalliche, la realizzazione di cordoli in sommità dei muri, l'intonaco armato e la cucitura della muratura con tondini in acciaio inox. Oggi si usano anche fibre di carbonio e reti in FRP, materiali leggeri e poco invasivi che rinforzano le pareti senza appesantire la struttura.

Quanto costa rendere anti-sismica una casa in muratura?

Non esiste un prezzo fisso: il costo dipende da età, stato di conservazione, metratura, conformazione interna e tipologia di intervento. Un consolidamento parziale incide meno di un adeguamento completo. Solo un tecnico, dopo un sopralluogo e una perizia, può fornire una stima attendibile e indicare la soluzione più adatta al singolo immobile.

Ci sono detrazioni fiscali per gli interventi anti-sismici?

Sì, in Italia esiste il cosiddetto Sismabonus, un'agevolazione fiscale dedicata agli interventi di riduzione del rischio sismico sugli edifici esistenti. L'aliquota e i massimali variano nel tempo in base alle leggi di bilancio, quindi è fondamentale verificare le regole vigenti con un professionista o un CAF prima di avviare i lavori.