Risposta rapida. La pendenza minima del tetto dipende dal manto di copertura: tegole marsigliesi almeno 30% (17°), coppi 25-30% (14-17°), lamiera grecata 7-12%, guaina bituminosa 3-5%, pannelli sandwich 5-10%. Pendenze inferiori al minimo richiedono sigillature aggiuntive e aumentano il rischio di infiltrazioni. Oltre il 60% servono ganci antiscivolo per le tegole.
La pendenza minima delle falde di un tetto è un tema fondamentale dell’architettura e dipende da molteplici fattori, come il tipo di copertura e la zona climatica.
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| Coperture a falda in coppi (foto di JacekAbramowicz – Fonte: pixabay.com) |
Come si calcola la pendenza della falda
Il valore della pendenza di una falda è espressa in percentuale (%) ed è un rapporto che mette il relazione la lunghezza della falda e il suo dislivello, cioè la differenza di quota tra la linea di gronda e la linea di colmo.
Se partiamo dalla figura di un triangolo con tre vertici, ipotizzando un dislivello di 2,40 metri (AB) e la loro distanza in proiezione ortogonale pari a 6,00 metri (BC), la pendenza della falda sarà così determinata:
Pendenza = (AB/BC) x 100 ovvero (2,40 / 6,00) x 100 = 40 %
Trovato il valore percentuale sarà un gioco da ragazzi conoscere la misura dell’angolo, in gradi, applicando la seguente proporzione:
α : 90° = pendenza : 100%
α = 90 x 40/100 = 36°
Vediamo ora una tabella di conversione gradi/percentuale:
a | b | % | gradi |
100 | 100 | 100 | 45 |
95 | 100 | 95 | 44 |
90 | 100 | 90 | 42 |
85 | 100 | 85 | 40 |
80 | 100 | 80 | 39 |
75 | 100 | 75 | 37 |
70 | 100 | 70 | 35 |
65 | 100 | 65 | 33 |
60 | 100 | 60 | 31 |
55 | 100 | 55 | 29 |
50 | 100 | 50 | 27 |
45 | 100 | 45 | 24 |
40 | 100 | 40 | 22 |
35 | 100 | 35 | 19 |
30 | 100 | 30 | 17 |
25 | 100 | 25 | 14 |
20 | 100 | 20 | 11 |
15 | 100 | 15 | 9 |
10 | 100 | 10 | 6 |
5 | 100 | 5 | 3 |
Classificazione in base alla pendenza
Ciò che caratterizza il tipo, la modalità costruttiva, i materiali con cui è fatta e l’architettura dell’edificio stesso è la pendenza delle falde del tetto, fondamentale per il corretto deflusso dell’acqua piovana nei pluviali e negli scarichi. In base alla pendenza le coperture possono essere:
- tetti a falde: costituiti da una o più falde variamente conformate, con pendenza più o meno accentuata a seconda dei materiali impiegati nel manto di copertura
- tetti piani: costituiti da superfici con pendenze minime ma sufficienti ad assicurare lo smaltimento dell’acqua verso gli scarichi.
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| Complesso di edifici con tetto piano (foto di JanneG – Fonte: pixabay.com) |
Criteri per la scelta della forma del tetto a falda
- tetti semplici: quelli impiegati per coprire edifici a pianta rettangolare; questi a sua volta si distinguono in:
- tetti a una falda
- tetti a due falde o a capanna
- tetti a quattro falde o a padiglione
- tetti curvi
- tetti composti: quelli utilizzati per coprire edifici a pianta articolata.
- evitare di assegnare pendenze diverse alle falde di uno stesso tetto;
- ridurre al minimo indispensabile la presenza di compluvi e delle intersezioni delle falde con superfici verticali;
- proteggere con converse e grembiali le linee di compluvio;
- disporre le falde tenendo conto della direzione prevalente del vento, dell’esposizione e dell’irraggiamento solare.
Come scegliere la pendenza delle falde
La pendenza del tetto deve essere scelta, oltre che in relazione alla eventuale necessità di fruire di una sufficiente altezza del locale sottotetto, in base ai seguenti criteri:
- la pendenza minima: la pendenza minima delle falde deve essere sufficiente a garantire la tenuta all’acqua , in relazione al tipo di materiali impiegati per il manto di copertura e alla loro sovrapposizione. In caso di pendenza insufficiente deve essere predisposto uno strato impermeabilizzante al di sotto del manto di copertura
- la pendenza massima: la pendenza massima deve essere scelta in relazione all’esigenza di assicurare il posizionamento degli elementi del manto di copertura, in modo che non avvengano scivolamenti e spostamenti verso il basso.
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| Pendenze normalmente consigliate per vari tipi di manti di copertura |
Aspetti da valutare per trovare la pendenza ideale
Sulla determinazione della pendenza ideale del tetto incide anche la lunghezza della falda: nelle falde troppo lunghe, soprattutto se di scarsa pendenza, possono verificarsi infiltrazioni attraverso il manto per effetto di fenomeni di capillarità, specialmente in presenza di abbondanti precipitazioni. Quando invece è richiesto dall’esposizione del vento, o quando la pendenza della falda supera un certo limite, è necessario fissare le tegole inchiodandole ai listelli dell’orditura oppure utilizzando della malta cementizia.
In generale nelle aree di pianura e nelle aree mediterranee, con la presenza di un clima mite e soleggiato si privilegiano i tetti piani, mentre nelle aree montane e pedemontane i tetti a falde, e più le precipitazioni di acqua e neve sono abbondanti e più la falda deve essere inclinata; il peso della neve infatti potrebbe compromettere la staticità dell’intera struttura.
Le indicazioni concernenti la pendenza e la lunghezza massima delle falde realizzate con tegole di laterizio sono riportate nella seguente tabella:
Tipo di tegola | Zona climatica | Pendenza | Lunghezza |
Coppi
| Tutta Italia | 35-45 | 10 |
Marsigliesi Portoghesi Olandesi
| Italia Settentrionale e zone
| 35-60 | 12 |
Marsigliesi Portoghesi Olandesi
| Italia Centrale, Meridionale e insulare | 30-60 | 10 |
I tetti piani
I tetti piani hanno una pendenza minima atta a garantire il normale deflusso dell’acqua piovana, permettendo quindi di evitare problematiche dovute a ristagno di liquidi. Secondo la normativa si considerano tetti piani quelli che hanno una pendenza minima inferiore al 5%.
Fondamentale quindi per un tetto piano è il sistema di impermeabilizzazione, la cui scelta deve essere fatta considerando:
- condizioni climatiche del luogo dove si trova l’edificio;
- grado di accessibilità alla copertura e conseguente entità e natura dei carichi agenti;
- necessità di isolare termicamente l’ambiente interno.
A seconda del tipo di fruizione i tetti piani possono
- praticabili: quando sono accessibili alle persone. Si distinguono in:
- terrazze;
- tetti a giardino pensile;
- tetti carrabili.
- non praticabili: quando sono accessibili alle persone se non per operazioni di manutenzione;
In fase di realizzazione, è necessario prevedere i seguenti strati:
- strato di impermeabilizzazione
- strato di pendenza
- strato di separazione: generalmente realizzato mediante la posa di TNT
- strato di isolamento termico: generalmente realizzato con la posa di pannelli rigidi di materiale isolante
- barriera al vapore: impedisce la formazione di condensa,
- strato portante.
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Domande frequenti sulla pendenza del tetto
Qual è la pendenza minima per un tetto in tegole?
Per le tegole marsigliesi la pendenza minima è 30% (17°); per le portoghesi 25%; per i coppi 25-30% (14-17°). Sotto questi valori l'acqua può risalire per capillarità nella sovrapposizione e infiltrarsi. In zone piovose o ventose aumentare del 5-10%.
Che pendenza deve avere un tetto in lamiera?
Per lamiera grecata la pendenza minima è 7-12% (4-7°) in funzione della lunghezza di falda e delle sovrapposizioni. Per falde molto lunghe (>10 m) portarsi al 12-15%. Per pannelli sandwich coibentati 5-10%. Sotto questi valori serve guaina aggiuntiva tra le sovrapposizioni.
Cosa succede se il tetto ha pendenza troppo bassa?
Rischi principali: ristagno d'acqua, infiltrazioni nelle sovrapposizioni, risalita per capillarità sotto le tegole, accumulo di foglie e sporco, ghiaccio invernale. Se la pendenza è sotto il minimo del manto scelto, va applicato un sottotegola traspirante impermeabile o cambiata la tipologia di copertura.
Come si misura la pendenza di un tetto?
Con la formula pendenza % = (dislivello / base orizzontale) × 100. Esempio: se in 5 m di falda orizzontale il tetto sale di 1,5 m, la pendenza è (1,5/5)×100 = 30%. Equivalente in gradi: arctan(0,30) ≈ 17°. Si misura con livella digitale o laser.


