Come eliminare il ponte termico del balcone

Eliminare i ponti termici dal balcone è cruciale per migliorare l’efficienza energetica e il comfort abitativo.

In questo articolo, esploreremo le migliori strategie e soluzioni pratiche per risolvere questo problema comune nell’ambito dell’edilizia. Dalla corretta identificazione dei punti critici all’applicazione di tecniche di isolamento termico, forniremo agli specialisti tutte le informazioni necessarie per affrontare efficacemente questa sfida.

eliminare il ponte termico dal balcone
Foto di Michael Gaida – Fonte: pixabay.com

Effetti negativi del ponte termico sul balcone

Un ponte termico è una zona di dispersione di calore causata da discontinuità di materiali, spesso presente tra struttura e tamponamenti. È cruciale evitare i ponti termici con isolamento a cappotto e corretta esecuzione dei lavori.

In Italia nel 2005 si è recepita la normativa europea per l’abbattimento delle dispersioni termiche negli edifici con l’entrata in vigore del decreto legislativo 192/2005 (relativo al rendimento energetico nell’edilizia) che impone determinati standard per le nuove abitazioni che non devono superare determinati livelli.

Vediamo allora i principali effetti negativi del ponte termico.

  • La dispersione termica dall’interno della stanza all’esterno, il che
    significa sprechi inquinamento e maggiori costi.
  • La formazione di condensa e si verifica quando l’umidità presente negli ambienti, incontrando una superficie con temperatura più
    bassa, cambiando di stato, si trasforma in acqua.
  • La comparsa di muffa nelle zone più fredde vicino al ponte termico. Umidità e basse temperature sono le condizioni ideali per la formazione di muffe che rovinano intonaci e talvolta anche le strutture portanti.
  • Infine, il terzo effetto negativo del ponte termico è la dilatazione termica di materiali diversi che, a contatto tra loro, creano dei micro movimenti che possono causare distacchi e formazione di crepe, con il conseguente degrado di tutta la facciata.

Come eliminare il ponte termico dal balcone

Un punto critico classico, soprattutto delle vecchie abitazioni, è il
balcone. Spesso si usava mettere un davanzale in marmo o in pietra
come unico elemento di separazione tra interno ed esterno che veniva
posizionato a cavallo della muratura perimetrale dell’abitazione sul quale
veniva installato direttamente il serramento.

Il davanzale diventava così l’unico elemento di separazione tra
interno ed esterno e anche il serramento non era di certo un serramento a taglio termico. Veniva utilizzato il marmo o la pietra per ragioni
estetiche e pratiche ma dal punto di vista delle dispersioni energetiche è
pessimo.

In questo caso è inutile cambiare solo il serramento mettendo un serramento di ultima generazione a taglio termico se prima non eliminiamo il ponte termico del balcone.

Ovviamente come già detto la soluzione ottimale è quella di isolare
l’intero edificio con l’isolamento a cappotto anche in corrispondenza di pilastri, finestre, balconi dai quali, se non correttamente protetti, può
avvenire dissipazione di calore. Gli isolanti scelti per il cappotto
possono essere costituiti da pannelli in sughero, in lana di vetro o di roccia, argilla espansa, etc.; molte aziende forniscono pannelli, di diverso materiale, le cui caratteristiche comuni sono ottima resistenza alla compressione, bassa permeabilità all’acqua, e soprattutto bassa conduttività termica e buona resistenza alla diffusione del vapore.

Un’altra soluzione meno efficace ma comunque utile in caso non si possa
fare un cappotto è quello di utilizzare un termo intonaco da esterno. Se
invece siamo nel caso di edifici esistenti possiamo sostituire l’infisso e poi, sotto il davanzale e nelle pareti della nicchia del termosifone, è mettere uno strato o due di polistirolo o altro materiale isolante in modo da limitare e
impedire il flusso di calore.

Come riconoscere un ponte termico sul balcone

Prima di intervenire è importante capire dove e quanto il balcone disperde calore, perché non tutti i segnali sono ugualmente evidenti. Spesso il problema si manifesta in inverno, quando la differenza di temperatura tra interno ed esterno è maggiore e la soletta del balcone, che attraversa la parete come una vera e propria aletta di raffreddamento, porta il freddo direttamente all'interno dell'abitazione.

I sintomi più frequenti che indicano la presenza di un ponte termico in corrispondenza del balcone sono:

  • Condensa e gocce d'acqua sulla parete interna, soprattutto nell'angolo in cui la soletta del balcone si innesta nel muro perimetrale.
  • Macchie di muffa scure lungo lo spigolo soffitto-parete o dietro i mobili addossati alla parete fredda, dove l'aria circola poco.
  • Sensazione di parete fredda al tatto e correnti d'aria percepite vicino alla portafinestra, anche con i serramenti chiusi.
  • Intonaco che si sfoglia o piccole crepe ricorrenti nella zona di attacco del balcone, segno di movimenti dovuti agli sbalzi termici.

La diagnosi più affidabile si ottiene con una termografia a infrarossi: una termocamera fotografa la facciata e l'interno mostrando in colori diversi le zone più fredde, dove il calore fugge. È un'indagine non invasiva che permette di mappare con precisione l'estensione del ponte termico e di dimensionare correttamente l'intervento, evitando di isolare a caso o di sottostimare il problema.

Soluzioni tecniche per correggere il ponte termico

Una volta individuato il punto critico, esistono diverse strategie di correzione, dalla più completa alla più localizzata. La scelta dipende dalla possibilità di intervenire sull'esterno dell'edificio, dallo spessore disponibile e dal budget.

  1. Cappotto termico che avvolge la soletta. È la soluzione più efficace: il pannello isolante riveste l'intradosso (la parte inferiore del balcone), l'estradosso e i bordi della soletta, "fasciando" il punto di passaggio del calore. In questo modo la soletta non è più in contatto diretto con l'aria esterna su tutti i lati e il ponte termico viene drasticamente ridotto.
  2. Isolamento del solo intradosso. Quando non si può intervenire sopra il balcone, si applicano pannelli isolanti sotto la soletta. È meno risolutivo del cappotto integrale ma riduce sensibilmente la dispersione e si esegue rapidamente.
  3. Termointonaco da esterno. Un intonaco alleggerito con perlite, sughero o aerogel migliora la prestazione della muratura nella zona critica. Utile come complemento o quando lo spessore disponibile per un cappotto è minimo.
  4. Materiali ad alte prestazioni in spessore ridotto. Nella nicchia del termosifone, sotto il davanzale o negli sguinci della portafinestra, dove ogni millimetro conta, si usano pannelli in aerogel o sotto vuoto: a parità di prestazione occupano molto meno spazio dei materiali tradizionali.
  5. Sostituzione del serramento a taglio termico, da abbinare sempre alla correzione del davanzale passante, altrimenti il vantaggio dell'infisso nuovo viene vanificato.

Nelle nuove costruzioni il problema si risolve all'origine con appositi elementi a taglio termico strutturale inseriti tra soletta del balcone e solaio interno: una connessione armata e isolata che regge i carichi interrompendo al tempo stesso il flusso di calore.

Errori comuni da evitare

Molti interventi falliscono o rendono meno del previsto a causa di alcuni errori ricorrenti. Conoscerli in anticipo aiuta a non sprecare tempo e denaro:

  • Cambiare solo gli infissi lasciando il davanzale passante in marmo o pietra: il ponte termico resta e la condensa pure.
  • Isolare a macchia trattando un solo lato della soletta: il calore trova comunque una via di fuga dai lati non coperti.
  • Sottovalutare lo spessore dell'isolante per ragioni estetiche, ottenendo una correzione insufficiente.
  • Trascurare la continuità dell'isolamento tra cappotto di facciata e zona del balcone, creando interruzioni dove il ponte termico si ricrea.
  • Non risolvere prima le infiltrazioni: applicare isolante su una muratura umida significa intrappolare l'umidità e favorire la muffa.

Affidarsi a una diagnosi termografica e a un progettista o a un'impresa esperta in efficientamento energetico è il modo migliore per evitare questi errori e ottenere un risultato duraturo.

Normativa e detrazioni fiscali

L'isolamento dell'involucro edilizio, inclusa la correzione dei ponti termici, è inquadrato dalla normativa sul rendimento energetico degli edifici, che fissa i valori massimi di trasmittanza termica delle strutture in funzione della zona climatica. Rispettare questi limiti non è solo un obbligo tecnico per molti interventi, ma è anche la condizione per accedere alle agevolazioni fiscali.

Gli interventi che migliorano la prestazione energetica dell'edificio rientrano infatti tra quelli che danno diritto a detrazioni fiscali per il risparmio energetico, a patto che i nuovi materiali e i serramenti rispettino i requisiti di trasmittanza previsti e che l'intervento produca un effettivo miglioramento. Per ottenere il beneficio è indispensabile conservare l'asseverazione tecnica, le schede dei prodotti con i valori certificati e le ricevute dei pagamenti tracciabili. Poiché aliquote, massimali e adempimenti vengono aggiornati periodicamente, conviene sempre verificare le condizioni vigenti al momento dei lavori e farsi seguire da un tecnico abilitato.

Domande frequenti sul ponte termico del balcone

Come si capisce se il balcone ha un ponte termico?

I segnali più tipici sono la formazione di condensa e di muffa sulla parete interna in corrispondenza dell'attacco del balcone, una sensazione di parete fredda al tatto e tracce di umidità nell'angolo tra soletta e muro. La conferma definitiva si ottiene con una termografia a infrarossi, che evidenzia le zone più fredde della facciata dove il calore si disperde.

Si può eliminare il ponte termico del balcone senza rifare il cappotto di tutto l'edificio?

Sì, ma con efficacia ridotta. Quando il cappotto integrale non è possibile si può intervenire in modo localizzato isolando l'intradosso e l'estradosso della soletta, applicando termointonaco sulla zona critica e inserendo pannelli isolanti nella nicchia del termosifone e sotto il davanzale. Sono soluzioni utili a limitare le dispersioni, anche se non eliminano del tutto il ponte termico come farebbe un taglio termico strutturale.

Basta cambiare il serramento per risolvere il problema?

No. Installare un infisso a taglio termico è utile, ma se resta il davanzale passante in marmo o in pietra a fare da ponte tra interno ed esterno la dispersione continua. È quindi inutile spendere per un serramento di ultima generazione senza prima correggere il ponte termico del balcone e del davanzale.

Quali materiali isolanti si usano per correggere il ponte termico del balcone?

Per il cappotto si usano pannelli in EPS, in lana di roccia o di vetro, in sughero o in poliuretano. Per gli spazi ridotti, come la nicchia del termosifone o l'intradosso del balcone, sono utili i materiali ad alte prestazioni e basso spessore come l'aerogel o i pannelli sottili sotto vuoto. La scelta dipende da spessore disponibile, resistenza al fuoco e budget.

Eliminare il ponte termico del balcone dà diritto a detrazioni fiscali?

Gli interventi di isolamento termico dell'involucro, compresa la correzione dei ponti termici, rientrano tra quelli che danno diritto alle detrazioni per il risparmio energetico, a condizione che migliorino la prestazione dell'edificio e rispettino i requisiti di trasmittanza previsti per la zona climatica. Poiché aliquote e massimali cambiano nel tempo, conviene verificare le agevolazioni vigenti al momento dei lavori e conservare la documentazione tecnica e i pagamenti tracciabili.