Piastrelle in cotto: tipi, formati, prezzi e come sceglierle

In breve: Le piastrelle in cotto sono lastre di argilla cotta, in tre tipi: fatte a mano, trafilate e pressate, da 20 a oltre 80 euro al mq.

Le piastrelle in cotto sono uno dei pavimenti più antichi e ancora oggi tra i più richiesti per case di campagna, casali, tavernette e terrazzi: argilla cotta, superficie calda e irregolare, un colore che cambia con la luce. Sono però un materiale poroso, che va scelto e trattato con criterio per non trasformarsi in una superficie che si macchia al primo bicchiere rovesciato.

Qui trovi tutto quello che serve per scegliere: i tipi di cotto in commercio, formati e spessori, prezzi realistici, dove usarlo e cosa aspettarsi dalla posa e dal trattamento.

Piastrelle in cotto: tipi, formati, prezzi e come sceglierle
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Cosa sono le piastrelle in cotto e come si producono

Le piastrelle in cotto sono lastre di argilla modellate e cotte in forno tra 900 e 1.100 °C, senza smalto in superficie. Il colore, dal rosa al rosso al bruno, dipende dai minerali dell'argilla e dalla temperatura di cottura.

A differenza del gres porcellanato, il cotto resta poroso: assorbe acqua e sostanze grasse, per questo va sempre trattato dopo la posa. La porosità è anche il suo pregio: la superficie è calda al tatto, antiscivolo, traspirante e invecchia acquistando patina invece di consumarsi. Le zone di produzione storiche in Italia sono l'Impruneta in Toscana, il Salento, la Sicilia e alcune aree dell'Umbria e delle Marche.

I tre tipi di cotto: fatto a mano, trafilato e pressato

In commercio esistono tre famiglie di piastrelle in cotto, che si distinguono per il metodo di formatura e per l'aspetto finale: fatto a mano, trafilato ed estruso, pressato.

  • Cotto fatto a mano: l'argilla viene stesa in stampi di legno e livellata a mano. Ogni pezzo è diverso, con bordi irregolari, superficie mossa e forte variazione di colore. È il più pregiato e il più costoso, ideale per restauri e case storiche.
  • Cotto trafilato (estruso): l'impasto passa attraverso una trafila e viene tagliato a misura. Superficie leggermente rigata, spessore costante, tonalità più uniforme. È il compromesso più diffuso tra aspetto naturale e facilità di posa.
  • Cotto pressato: formatura a pressa a secco, pezzi calibrati e rettificati, superficie liscia e regolare. Si posa con fughe strette come una piastrella moderna; alcune versioni sono già trattate in fabbrica e non richiedono impregnante.

Esistono anche il cotto levigato, con superficie lisciata a macchina e aspetto più elegante, e il cotto smaltato (maiolica), che ha uno strato vetroso colorato e non è poroso, ma perde l'effetto naturale.

Formati, spessori e finiture disponibili

I formati più comuni delle piastrelle in cotto vanno dal 15×15 al 40×40 cm, con il 30×30 e il rettangolare 15×30 (detto tavella o pianella) tra i più usati. Lo spessore varia da 12 a 30 mm.

Il formato influenza l'effetto finale e la posa: pezzi piccoli e irregolari danno un pavimento rustico con fughe larghe (8-15 mm), formati grandi e calibrati un aspetto più contemporaneo. Le posa classiche sono a correre, a spina di pesce con le pianelle, a scacchiera diagonale o con listelli di raccordo. Per i rivestimenti verticali, come cucine in muratura, camini e scale, si usano gli spessori più sottili (12-15 mm) e i pezzi speciali: gradini, angolari, battiscopa e zoccolini coordinati.

Le finiture superficiali sono tre: naturale (grezza, da trattare in opera), levigata e pretrattata, con impregnante applicato in fabbrica. La finitura anticata, con bordi bisellati e superficie spazzolata, imita il cotto di recupero.

Quanto costano le piastrelle in cotto al metro quadro

Il prezzo delle piastrelle in cotto va da circa 20-30 euro al metro quadro per il pressato industriale a 40-60 euro per il trafilato di qualità, fino a 60-90 euro e oltre per il fatto a mano delle fornaci storiche. Il cotto di recupero originale può superare i 100 euro.

Al materiale vanno aggiunti i costi di posa e trattamento, che per il cotto sono più alti rispetto al gres: la posa con fuga larga e la stuccatura costano in media 25-40 euro al metro quadro, mentre il ciclo di trattamento in opera, con lavaggio acido, impregnante e cera, aggiunge 15-25 euro al metro quadro. Un pavimento in cotto finito e trattato costa quindi realisticamente tra 70 e 150 euro al metro quadro, a seconda del tipo scelto.

Chi vuole risparmiare senza rinunciare all'effetto naturale può orientarsi sul trafilato pretrattato: costa un po' di più del grezzo ma elimina il ciclo di trattamento in cantiere.

Dove usare il cotto in casa e all'esterno

Le piastrelle in cotto vanno bene in soggiorni, cucine, ingressi, tavernette, scale e terrazzi; sono meno adatte ai bagni con doccia a pavimento e alle zone dove cadono spesso liquidi colorati.

All'esterno serve un cotto certificato ingelivo, cioè resistente al gelo: l'acqua assorbita che ghiaccia sfalda le piastrelle non idonee in un paio di inverni. Il cotto fatto a mano ad alta temperatura e molti trafilati sono ingelivi, ma va verificato sulla scheda tecnica. Per terrazzi e portici conviene anche uno spessore maggiore (20-30 mm) e una posa con pendenza corretta per lo scolo dell'acqua.

In cucina il cotto è bellissimo ma esposto a olio e vino: qui il trattamento antimacchia è obbligatorio e la manutenzione va rinnovata ogni 1-2 anni. Sul riscaldamento a pavimento il cotto funziona bene perché conduce e accumula calore, purché la posa sia fatta con adesivi flessibili.

Posa e trattamento: cosa aspettarsi

La posa del cotto si fa su massetto asciutto con adesivo cementizio a letto pieno o, per i pezzi fatti a mano, con malta tradizionale; le fughe vanno da 5 a 15 mm secondo il tipo di piastrella.

  1. Bagnatura: il cotto grezzo va immerso in acqua prima della posa, così non assorbe l'acqua dell'adesivo.
  2. Posa a letto pieno, battendo ogni pezzo e controllando la planarità, con fughe regolari.
  3. Stuccatura con boiacca cementizia dopo 24-48 ore, pulendo subito gli eccessi.
  4. Lavaggio acido dopo 7-15 giorni, con detergente tamponato, per togliere residui di cemento ed efflorescenze.
  5. Trattamento a pavimento asciutto: impregnante idro-oleorepellente e finitura con cera o protettivo, in due mani.

Il pavimento è pronto per l'uso dopo circa tre settimane dalla posa. Il cotto pretrattato salta gli ultimi due passaggi e riduce i tempi a pochi giorni.

Come scegliere le piastrelle in cotto giuste

La scelta dipende da tre fattori: stile della casa, budget e uso della stanza. Il fatto a mano per il rustico autentico, il trafilato per il miglior rapporto qualità-prezzo, il pressato pretrattato per chi vuole meno manutenzione.

  • Chiedi sempre campioni di più pezzi: il cotto varia molto e una sola piastrella non rappresenta la partita.
  • Verifica sulla scheda tecnica assorbimento d'acqua e ingelività, soprattutto per l'esterno.
  • Ordina un 10-15% in più per tagli, scarti e riparazioni future dello stesso lotto.
  • Preferisci lo stesso fornitore per piastrelle e pezzi speciali, così i toni coincidono.
  • Se vuoi la fuga stretta scegli il pressato calibrato; il fatto a mano vuole fughe larghe.

In sintesi

Le piastrelle in cotto restano una scelta di carattere: calde, naturali, capaci di invecchiare bene. Il segreto è scegliere il tipo giusto per l'uso previsto, verificare ingelività e assorbimento sulla scheda tecnica e mettere in conto il trattamento, che è parte integrante del pavimento e non un optional.

Domande frequenti

Le piastrelle in cotto si macchiano facilmente?

Sì, se non sono trattate: il cotto è poroso e assorbe olio, vino e caffè. Con un impregnante idro-oleorepellente e una finitura a cera, rinnovata ogni 1-2 anni, le macchie restano in superficie e si tolgono con un detergente neutro.

Che differenza c'è tra cotto fatto a mano e cotto trafilato?

Il fatto a mano è formato in stampi di legno, con pezzi irregolari e forte variazione di colore; il trafilato esce da una trafila, ha spessore costante e toni più uniformi. Il primo costa il doppio e si posa con fughe larghe, il secondo è più pratico.

Il cotto va bene per il pavimento esterno?

Sì, purché sia certificato ingelivo e posato con la giusta pendenza: il cotto non ingelivo assorbe acqua che ghiacciando lo sfalda. Per terrazzi e portici conviene uno spessore di 20-30 mm e un trattamento idrorepellente.

Quanto costa un pavimento in cotto finito?

Tra 70 e 150 euro al metro quadro tutto compreso: 20-90 euro di piastrelle secondo il tipo, 25-40 euro di posa e stuccatura e 15-25 euro di ciclo di trattamento. Il cotto pretrattato elimina l'ultima voce.