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Sanatoria edilizia: cos’è e come si fa

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La sanatoria edilizia è una procedura tale che permette di “sanare”
eventuali e modesti abusi edilizi che normalmente si trovano in caso di
ristrutturazione dell’edificio. Vediamo meglio cos’è una sanatoria edilizia,
come si fa e quali sono i tempi e i costi per ottenerla.

sanatoria edilizia
Sanatoria edilizia: cos’è e come si fa (foto di JESHOOTS – Fonte:
pixabay.com)

Cos’è una sanatoria edilizia

La sanatoria edilizia è una particolare procedura che serve per
“sanare” un
abuso edilizio,
ovvero qualcosa che è difforme dall’ultima autorizzazione edilizia presente
agli atti nel Comune dove si trova l’edificio. I
parametri urbanistici quali sagoma del fabbricato, altezza e volume
devono essere uguali all’ultimo stato autorizzato od eventualmente rientrare
entro la tolleranza del 2%.

In determinati casi specifici, quando le difformità superano la
tolleranza costruttiva del 2%

allora si andrà ad eseguire una pratica edilizia (SCIA o Permesso di
Costruire) per andare a sanare e quindi regolarizzare l’abuso. Tali difformità
andranno ben evidenziate su una tavola dedicata segnando le demolizioni e le
nuove costruzioni (gialli e rossi) accompagnato da una relazione tecnica.

Con la sanatoria edilizia, oltre a “normalizzare” l’abuso vengono annullate
anche le sanzioni che eventualmente si devono pagare per averlo commesso o
comunque l’ordinanza di demolizione. Quando si inizia a fare una
ristrutturazione edilizia è normalissimo una volta reperiti i vari
documenti e autorizzazioni edilizie trovare delle difformità rispetto allo
stato autorizzato o addirittura trovare delle pareti o stanze che non erano
state previste. Questo vuol dire che negli anni sono state realizzate delle
costruzioni senza però richiedere l’autorizzazione al Comune e questo
succedeva regolarmente.

Come si fa una sanatoria edilizia

Abbiamo appena visto che la sanatoria edilizia è un modo per sanare la
situazione dello stato di fatto (cioè com’è l’edificio allo stato attuale)
rispetto a quello che è rappresentato nei disegni dell’ultima autorizzazione
edilizia. Ricordiamo che fa fede l’autorizzazione edilizia e non il catasto
per la legittimità urbanistica dell’edificio.

Se gli abusi sono di modesta entità e comunque dentro la sagoma del fabbricato
si possono sanare tranquillamente pagando una piccola sanzione, sempre
però che siano rispettati i requisiti fondamentali come le norme
igienico-sanitarie e/o le norme antisismiche, le leggi sulla sicurezza, le
barriere architettoniche
e le norme che riguardano l’impatto ambientale. Veniamo ora ai fatti e
cerchiamo di capire come si fa una sanatoria edilizia.

La pratica della sanatoria edilizia riguardante un immobile deve essere
eseguita da un professionista, tecnico abilitato (geometra o
architetto) che produrrà gli appositi moduli cartacei oppure online e i
relativi disegni con timbro e firma. Inoltre secondo l’art. 36 del D.P.R.
380/2001 deve essere rispettata la doppia conformità, ovvero devono
essere rispettate le legittime condizioni regolamentari urbanistiche sia al
momento della realizzazione dell’abuso edilizio che nel momento in cui si
richiede la sanatoria edilizia.

Una volta presentata la pratica l’Ufficio comunale ha tempo 60 giorni per
validare o respingere la domanda di sanatoria. In caso di diniego vi è
l’ordinanza di demolizione, anche se è possibile rivolgersi a un giudice
amministrativo. Ovviamente sono casi molto rari perchè normalmente il tecnico
prima di presentare la pratica va in comune a parlare con il tecnico per
sistemare i disegni in modo che vengano accolti o comunque trovare una
soluzione.

Quali sono le tempistiche

I tempi per ottenere una sanatoria edilizia vanno sostanzialmente in funzione
del tipo di pratica che si richiede; queste sono indicate dalle norme anche se
poi nella realtà non sempre vengono rispettate, soprattutto nei comuni piccoli
e poco strutturati con il personale.

Se si chiede la sanatoria edilizia attraverso un Permesso di Costruire i tempi
sono di 90 giorni, che si allunga di altri 15 giorni se si richiedono delle
integrazioni da parte dell’Ente comunale. Se invece si richiede una SCIA
allora i tempi si abbassano per un massimo di 60 giorni.

Una volta ottenuto la nuova autorizzazione con la sanatoria degli abusi
edilizi allora si può procedere con il certificato di agibilità e la
variazione catastale, in modo da regolarizzare sia la parte urbanistica che
quella catastale.

Sanatoria edilizia: Costi

Quanto costa una sanatoria edilizia? Il
costo di una pratica per una sanatoria edilizia dipende
sostanzialmente da due fattori principali: l’onorario e quindi la parcella del
professionista e il tipo di abuso.

Per quanto riguarda la parcella del professionista essa può variare da
geometra e architetto, ma varia soprattutto in base al tipo di pratica e al
professionista. In ogni casi il prezzo medio di mercato si aggira
dai 500 euro ai 1500 euro. Ovviamente più la pratica è complessa e
articolata e più il costo sarà elevato.

Per la sanzione da pagare al Comune invece normalmente per gli abusi minori
si paga un minimo di 516 euro che possono aumentare in base al Comune e
in base all’entità e alla gravità dell’abuso edilizio. A questi costi si
devono poi aggiungere il costo dei diritti di segreteria e delle due
marche da bollo

da 16 euro.

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