Se dobbiamo costruire, ristrutturare e semplicemente dare una rinfrescata alla nostra casa abbiamo decisamente bisogno di un professionista, in particolare di un architetto.
Scegliere un architetto, e sceglierlo bene, può non essere così semplice. Una scelta sbagliata, infatti, può portare a risultati non desiderati con un costo non proprio economico per l’intervento del professionista.
Quindi in questo articolo proveremo a capire come scegliere un buon architetto adatto alle nostre esigenze.
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Come scegliere un buon architetto
Cercate qualcuno che abbia idee originali
Scegliete un professionista che conoscete
Consultare delle guide sull’argomento
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Quindi questi sono pochi consigli che secondo me potrebbero essere davvero utili nella scelta di un architetto e di qualsiasi altro professionista perché prima di fare qualsiasi scelta al riguardo bisogna sempre informarsi ed essere sicuri della propria scelta ma soprattutto delle nostre idee.
Cosa fa esattamente un architetto e quando serve davvero
Prima di capire come sceglierlo, è utile chiarire quali compiti svolge concretamente un architetto e in quali situazioni la sua presenza è indispensabile o anche obbligatoria per legge. L'architetto non si limita a disegnare la pianta della casa: è il professionista che traduce le esigenze e il budget del committente in un progetto coerente, fattibile e a norma, coordinando tutte le fasi dall'idea iniziale alla consegna del cantiere.
Nel concreto, le attività che un architetto può seguire sono molteplici:
- Progettazione architettonica: definizione degli spazi, dei volumi, della distribuzione interna e dell'aspetto estetico dell'edificio.
- Pratiche edilizie e urbanistiche: presentazione al Comune di CILA, SCIA o permesso di costruire a seconda dell'intervento, verifica della conformità al regolamento edilizio e al piano regolatore.
- Direzione dei lavori: controllo che l'impresa esegua il cantiere secondo il progetto, i tempi e le regole dell'arte.
- Computo metrico e capitolato: stima dei costi e definizione dei materiali e delle lavorazioni, strumenti fondamentali per chiedere preventivi confrontabili alle imprese.
- Coordinamento della sicurezza, quando previsto, e rapporti con gli altri tecnici (geometra, ingegnere strutturale, termotecnico).
Per piccoli interventi di manutenzione ordinaria spesso non è necessario un architetto, ma per una ristrutturazione importante, un cambio di destinazione d'uso, una modifica delle facciate o una nuova costruzione la sua figura diventa essenziale per evitare errori progettuali, contestazioni e problemi in fase di accatastamento o di vendita futura dell'immobile.
Titoli, iscrizione all'albo e documenti da verificare
Un passaggio che molti committenti trascurano è la verifica formale dei requisiti del professionista. In Italia il titolo di architetto è protetto: per firmare progetti e pratiche occorre essere iscritti all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di riferimento. Chiedere il numero di iscrizione all'albo e controllarlo è un gesto semplice che tutela da figure improvvisate.
Oltre all'iscrizione, prima di firmare un incarico conviene chiarire alcuni punti pratici:
- La presenza di una polizza di responsabilità civile professionale valida, oggi obbligatoria, che copre eventuali errori progettuali.
- L'esperienza specifica sul tipo di intervento richiesto: chi ha già seguito ristrutturazioni simili alla vostra offre maggiori garanzie rispetto a chi si occupa solo di nuove costruzioni o di interni commerciali.
- La chiarezza del disciplinare d'incarico: un buon professionista mette per iscritto le prestazioni incluse, i tempi, le fasi e il compenso, evitando malintesi successivi.
Diffidate di chi propone accordi solo verbali o di chi è disposto a "firmare" pratiche senza seguire realmente il progetto: si tratta di una pratica scorretta che può esporre il committente a sanzioni e responsabilità.
Quanto costa un architetto: come si compone la parcella
Il costo dell'architetto è una delle prime domande di chi si avvicina a una ristrutturazione, ma non esiste una tariffa unica: dal 2012 in Italia i minimi tariffari sono stati aboliti e il compenso è liberamente concordato tra le parti. In linea generale, la parcella può essere calcolata in tre modi, spesso combinati tra loro.
- A percentuale sul costo dell'opera: il compenso corrisponde a una quota dell'importo complessivo dei lavori. È il metodo più diffuso per i progetti di una certa dimensione.
- A corpo (forfait): un importo fisso pattuito in anticipo per un incarico ben definito, utile quando l'oggetto è chiaro e circoscritto.
- A tempo (tariffa oraria o giornaliera): usato soprattutto per consulenze, sopralluoghi o prestazioni parziali.
Sul totale incidono diversi fattori: la complessità del progetto, la necessità di pratiche urbanistiche articolate, il coinvolgimento di altri tecnici, eventuali rilievi e pratiche catastali. Per orientarsi senza brutte sorprese il consiglio è sempre lo stesso: chiedere un preventivo scritto e dettagliato, che distingua le singole prestazioni (progetto, pratiche, direzione lavori) così da capire cosa è incluso. Confrontare due o tre proposte aiuta a valutare non solo il prezzo ma anche la qualità e la completezza del servizio offerto.
Errori comuni da evitare nella scelta
Anche con le migliori intenzioni, è facile commettere alcuni errori che compromettono il rapporto con il professionista e, di conseguenza, il risultato finale. Conoscerli in anticipo aiuta a non caderci.
- Scegliere solo in base al prezzo più basso: un compenso troppo ridotto spesso si traduce in meno tempo dedicato, sopralluoghi sbrigativi e progetti poco curati. Il risparmio iniziale può tradursi in costi maggiori in cantiere.
- Non definire il budget fin dall'inizio: comunicare con onestà quanto si intende spendere permette all'architetto di progettare soluzioni realistiche, evitando proposte fuori portata.
- Saltare il contratto scritto: senza un disciplinare d'incarico chiaro è difficile far valere i propri diritti in caso di ritardi o prestazioni mancanti.
- Ignorare il portfolio e le referenze: guardare i lavori già realizzati e, quando possibile, parlare con clienti precedenti è il modo migliore per capire lo stile e l'affidabilità del professionista.
- Non verificare la conformità urbanistica dello stato di fatto: prima di progettare è fondamentale accertarsi che l'immobile sia regolare; partire da abusi non sanati può bloccare tutto l'intervento.
Evitare questi passi falsi significa costruire un rapporto di fiducia solido, in cui il professionista lavora con serenità e il committente sa sempre a che punto è il proprio progetto.
Domande frequenti su come scegliere un architetto
Quando è obbligatorio rivolgersi a un architetto?
L'architetto (o un altro tecnico abilitato) è necessario ogni volta che l'intervento richiede una pratica edilizia: ristrutturazioni importanti, modifiche strutturali, cambi di destinazione d'uso, opere sulle facciate o nuove costruzioni. Per la manutenzione ordinaria, come tinteggiare o sostituire pavimenti, di norma non serve un progetto firmato da un professionista.
Qual è la differenza tra architetto e geometra?
Entrambi possono firmare molte pratiche edilizie, ma con competenze diverse. L'architetto ha una formazione più orientata alla progettazione, all'estetica e agli spazi, mentre il geometra è spesso più operativo su rilievi, pratiche catastali e cantieri di dimensioni contenute. Per progetti complessi o di forte valore architettonico l'architetto è in genere la scelta più indicata.
Come capire se un architetto è iscritto all'albo?
Basta chiedere il numero di iscrizione all'Ordine degli Architetti della sua provincia e verificarlo: l'iscrizione all'albo è obbligatoria per firmare progetti e pratiche. È inoltre buona norma accertarsi che il professionista abbia una polizza assicurativa di responsabilità civile valida, anch'essa oggi obbligatoria.
L'architetto segue anche i lavori in cantiere?
Sì, se gli viene affidata la direzione dei lavori. In questo ruolo controlla che l'impresa esegua il progetto correttamente, nel rispetto dei tempi, dei materiali concordati e delle regole dell'arte. È un servizio prezioso, soprattutto in ristrutturazioni e nuove costruzioni, che conviene mettere per iscritto nell'incarico.
Posso chiedere più preventivi a diversi architetti?
Assolutamente sì ed è anzi consigliabile. Confrontare due o tre proposte permette di valutare prezzo, prestazioni incluse e qualità del servizio. Per essere comparabili, i preventivi dovrebbero distinguere le singole voci, come progetto, pratiche e direzione lavori, ed essere sempre messi per iscritto.

