Pro e contro dell’impianto fotovoltaico

Pro e contro dell’impianto fotovoltaico 

Prima di investire in un progetto o fare una spesa é bene essere sicuri al 100% che ci siano dei grossi vantaggi.
L’impianto fotovoltaico é quel tipo d’investimento che scatena una serie di domande che nella maggior parte dei casi ci frenano dal metterlo in atto perché il suo costo non é di certo cosa da poco.
Conviene davvero installarlo?
Ammortizzare il costo iniziale é davvero così semplice come dicono? 
In questo articolo analizzeremo insieme i pro e i contro dell’impianto fotovoltaico e vedremo se é davvero conveniente come scelta.
Foto di xvj89, Fonte: Pixabay.com

PRO 

Partiamo parlando dei vantaggi che ha l’impianto fotovoltaico  perché sono comunque più numerosi rispetto ai contro e ci tengo a sottolinearli, soprattutto perché va a produrre energia pulita e rinnovabile che per il nostro pianeta é un’enorme toccasana e se tutti iniziassimo ad installarli si vedrebbero grandi risultati e miglioramenti dell’ambiente.
Ma cominciamo:
 1. PREZZI RIBASSATI –  rispetto ad un paio di anni fa i prezzi si sono sgonfiati veramente tanto. Parliamo quasi di 1/3 rispetto a cinque anni fa.
 2. AMMORTIZZA I SUOI COSTI – in base ai risparmi energetici generati nel tempo riuscirete a ripagare l’impianto. Ecco perché si é soliti dire che “si ripaga da solo”
3. SCARSA MANUTENZIONE – non essendo costituito da componenti meccaniche é molto difficile che possa rompersi o necessitare di manutenzione continua
 4. RIDUZIONE DEI COSTI MENSILI – essendo un impianto che produce da solo energia elettrica non ha bisogno di allacciarsi alla rete per utilizzarla e quindi il prezzo delle bollette mensili viene ridotto di molto
Parliamo quindi di vantaggi decisamente allettanti sia dal punto di vista economico che da quello pratico.
E per finire ovviamente c’é la parte puramente etica di utilizzare e produrre energia pulita e assolutamente naturale.

CONTRO

Passiamo ora ai contro che vedremo velocemente e che sono quelli che bene o male conosciamo già tutti quanti, ossia:
 1. COSTO INIZIALE ELEVATO – diciamo che non parliamo di un investimento economico quando parliamo di impianto fotovoltaico. É vero che negli anni i soldi vengono ampiamente recuperati ma sul momento dell’acquisto la cifra da sborsare non é assolutamente abbordabile per tutti
 2. L’ENERGIA AUTO-PRODOTTA DEVE ESSERE UTILIZZATA SUBITO – in pratica dovrete organizzarvi per sfruttare l’energia prodotta subito per evitare che venga immessa nella rete e quindi che vi venga pagata meno del dovuto
 3. INSTALLAZIONE AD HOC – i panelli richiedono un’inclinazione di circa 30 gradi in modo da favorirne l’esposizione al sole
 4. PRODUZIONE INTERMITTENTE – la produzione non é costante, ossia non tutti i giorni l’impianto produce nello stesso modo e la stessa quantità di energia
 5. CALO FISIOLOGICO ANNUALE – ogni anno i pannelli hanno un calo del rendimento dello 0,8% e quindi bisogna metterlo in conto nella rendita annuale

CONCLUSIONE

Per concludere possiamo dire che i pro sono molto incoraggianti e vale la pena prenderli in considerazione. 
Per quanto riguarda i contro sono anche questi da valutare bene e considerare nella scelta finale.
In generale possiamo però dire che l‘Impianto fotovoltaico é conveniente e che potrebbe essere un ottimo investimento.

Come funziona un impianto fotovoltaico

Per valutare con cognizione di causa pro e contro è utile capire come lavora l'impianto. Il principio di base è semplice: i moduli fotovoltaici, composti da celle in silicio, convertono la luce solare in corrente elettrica continua sfruttando il cosiddetto effetto fotovoltaico. Questa corrente, però, non è direttamente utilizzabile dagli elettrodomestici di casa, che funzionano in corrente alternata.

Entra quindi in gioco l'inverter, il vero "cervello" dell'impianto: trasforma la corrente continua dei pannelli in corrente alternata a 230 V, gestisce il flusso di energia e ottimizza la produzione in base all'irraggiamento del momento. Un impianto domestico tipico è composto da pochi elementi principali:

  • I moduli installati sul tetto o su una struttura a terra, esposti il più possibile verso sud;
  • L'inverter che converte e regola l'energia prodotta;
  • Il quadro elettrico e le protezioni che mettono in sicurezza l'intera linea;
  • Il contatore bidirezionale, che misura sia l'energia prelevata dalla rete sia quella eventualmente immessa;
  • L'eventuale sistema di accumulo (batterie) per conservare l'energia non consumata subito.

Quando l'impianto produce più di quanto la casa sta consumando in quel momento, l'energia in eccesso viene immagazzinata nelle batterie, se presenti, oppure immessa in rete. Quando invece i pannelli non bastano (di sera o nelle giornate poco luminose), si attinge dalla rete o dall'accumulo. Capire questo equilibrio è la chiave per valutare davvero la convenienza dell'investimento.

Come dimensionare l’impianto sui propri consumi

Uno degli errori più frequenti è ragionare solo sulla potenza dell'impianto senza partire dal dato più importante: il proprio consumo annuo di energia elettrica, espresso in kWh e facilmente reperibile in bolletta. Un impianto sovradimensionato produce energia che finisce in gran parte in rete a una valorizzazione bassa, mentre uno sottodimensionato costringe a continui prelievi dalla rete, vanificando parte dei vantaggi.

Per orientarsi conviene seguire alcuni passaggi:

  1. Recuperare i kWh consumati nell'ultimo anno sommando le bollette;
  2. Valutare in quali fasce orarie si concentrano i consumi (diurni o serali);
  3. Stimare la producibilità della propria zona, che al Sud è più alta che al Nord a parità di potenza;
  4. Considerare orientamento e inclinazione effettivi della falda del tetto, oltre a eventuali ombreggiamenti da alberi, camini o edifici vicini.

Per un'abitazione media, una potenza compresa indicativamente tra 3 e 6 kW copre gran parte del fabbisogno familiare; chi prevede di installare una pompa di calore o di ricaricare un'auto elettrica dovrà mettere in conto una potenza superiore. Affidarsi a un tecnico per un sopralluogo serio evita stime ottimistiche e delusioni successive.

Il ruolo dell’autoconsumo e dell’accumulo

Il vero motore del risparmio non è quanta energia produce l'impianto, ma quanta se ne autoconsuma, cioè si utilizza direttamente in casa nel momento in cui viene prodotta. L'energia autoconsumata sostituisce a tutti gli effetti quella che avremmo pagato in bolletta, mentre quella immessa in rete viene remunerata molto meno. Spostare i consumi (lavatrice, lavastoviglie, climatizzatore) nelle ore centrali della giornata è il modo più semplice per alzare l'autoconsumo senza spendere un euro in più.

Quando le abitudini di consumo sono prevalentemente serali, il sistema di accumulo a batterie diventa interessante: immagazzina di giorno l'energia in eccesso per restituirla la sera. Va però valutato con attenzione, perché incide sul costo totale e ha una sua vita utile: conviene a chi ha consumi serali importanti e cerca la massima indipendenza dalla rete, meno a chi è in casa soprattutto di giorno.

Costi indicativi e tempi di ammortamento

Il costo di un impianto fotovoltaico residenziale dipende da molti fattori: la potenza installata, la qualità di moduli e inverter, la complessità del tetto, l'eventuale presenza di un sistema di accumulo e il costo della manodopera nella propria zona. In linea generale, all'aumentare della potenza il costo per ogni kW installato tende a scendere, perché alcune voci (progettazione, pratiche, allaccio) restano fisse a prescindere dalla dimensione.

Più che concentrarsi sul prezzo assoluto, conviene ragionare in termini di tempo di rientro: il numero di anni necessari perché i risparmi in bolletta compensino la spesa iniziale. Questo tempo si riduce quando:

  • l'autoconsumo è elevato, perché ogni kWh prodotto e usato in casa vale di più;
  • il costo dell'energia di rete è alto, rendendo più conveniente produrla in proprio;
  • si accede a detrazioni fiscali o incentivi che abbattono la spesa netta;
  • l'impianto è ben dimensionato e installato a regola d'arte, con perdite minime.

È importante diffidare dei preventivi troppo bassi: componenti di scarsa qualità o installazioni approssimative possono tradursi in rese inferiori e guasti precoci, allungando di fatto i tempi di ammortamento. Chiedere sempre più preventivi dettagliati e confrontarli a parità di componenti è il modo migliore per fare una scelta consapevole.

Errori comuni da evitare

Molte delusioni legate al fotovoltaico nascono non dalla tecnologia in sé, ma da scelte iniziali sbagliate. Ecco gli errori che ricorrono più spesso e che vale la pena evitare:

  • Dimensionare a caso, senza partire dai consumi reali: porta a impianti troppo grandi o troppo piccoli rispetto alle esigenze;
  • Ignorare le ombre: anche una piccola porzione di pannello in ombra può ridurre in modo sproporzionato la produzione dell'intera stringa;
  • Scegliere solo in base al prezzo, trascurando garanzie, qualità dei componenti e affidabilità dell'installatore;
  • Sottovalutare l'inverter, che ha una vita utile più breve dei moduli e prima o poi andrà sostituito;
  • Trascurare l'autoconsumo, lasciando che gran parte dell'energia finisca in rete invece di essere usata in casa;
  • Dimenticare la manutenzione: una pulizia periodica e il controllo della produzione mantengono l'impianto efficiente nel tempo.

Evitare questi passi falsi significa, in concreto, accorciare i tempi di rientro e godere appieno dei vantaggi descritti in apertura. Il fotovoltaico premia chi lo progetta con attenzione e lo gestisce con consapevolezza, trasformandolo in un investimento solido e duraturo.

Domande frequenti sull’impianto fotovoltaico

In quanti anni si ripaga un impianto fotovoltaico?

In condizioni medie il tempo di rientro dell'investimento si colloca solitamente tra i 6 e i 10 anni, in funzione dei consumi, della quota di energia autoconsumata, della zona geografica e degli eventuali incentivi. Una maggiore percentuale di autoconsumo accorcia sensibilmente i tempi di rientro.

Serve l'accumulo con le batterie?

L'accumulo non è obbligatorio ma aumenta l'autoconsumo, permettendo di usare di sera l'energia prodotta di giorno. Conviene soprattutto a chi è poco in casa nelle ore diurne. Comporta un costo aggiuntivo, quindi va valutato in base ai propri consumi e abitudini.

Il fotovoltaico funziona anche d'inverno o con il cielo nuvoloso?

Sì, ma con resa inferiore. I pannelli producono in base alla quantità di luce, non solo del sole diretto: in inverno e con cielo coperto la produzione cala ma non si azzera. Il dimensionamento corretto tiene conto della media annuale tra mesi estivi più produttivi e mesi invernali.

Quanta manutenzione richiede un impianto fotovoltaico?

Molto poca. Non avendo parti meccaniche in movimento, l'impianto richiede principalmente la pulizia periodica dei pannelli e un controllo dell'inverter, componente con vita utile inferiore a quella dei moduli. Un monitoraggio della produzione aiuta a individuare subito eventuali cali anomali.

Serve un permesso per installare un impianto fotovoltaico?

Per gli impianti residenziali sui tetti, nella maggior parte dei casi si rientra nell'edilizia libera senza necessità di permessi particolari. Servono però la comunicazione al gestore di rete per l'allaccio e attenzioni specifiche in caso di edifici vincolati o centri storici. È sempre bene verificare con un tecnico abilitato.