Orari per rumori in condominio
I rumori in condominio, sono una delle maggiori fonti di liti tra vicini. Vediamo in questo articolo quali sono i rumori ammessi, le fasce di tolleranza, e quelli che sono considerati un vero e proprio reato.
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La convivenza in condominio purtroppo il più delle volte non è semplice e una delle classiche cause che possono generare liti e problemi di vicinato sono i rumori e le fasce orarie in cui vengono fatti. Ovviamente da una parte dovrebbe valere la regola del buonsenso ovvero non fare rumore alle sei di mattina oppure alle undici di sera o mezzanotte oppure mettersi a fare rumore la Domenica mattina che è il giorno di riposo, o ancora a far andare la lavatrice a tarda sera per risparmiare con la fascia oraria; e dall’altra dovrebbe esserci un po di tolleranza e comprensione come nel caso nell’appartamento del vicino ci siano dei bambini piccoli oppure il nostro vicino abbia degli ospiti a cena e quindi nel far festa si faccia del rumore. Spesso quando si usa il buonsenso e c’è tolleranza i rapporti tra vicini non degenerano ma purtroppo non sempre è così. Allora la soluzione è adottare all’unanimità in assemblea condominiale con l’amministratore di condominio un regolamento condominiale dove siano stabiliti degli orari di riposo cui tutti sono dovuti rispettare. Includere gli orari di riposo e silenzio nel regolamento condominiale non è obbligatorio e allora se non è stabilito dal regolamento condominiale vale la disciplina legale e cosa prevede la legge in caso di rumori molesti condominiali. Il riposo e il silenzio sono importantissimi per la nostra salute e il nostro benessere.
Uno dei rumori più fastidiosi nei condomini è il classico rumore da calpestio provocato dalle vibrazioni che dai solai si propagano lungo le strutture oppure tra pareti confinanti di due appartamenti ed in genere è un problema dei vecchi palazzi e condomini. Negli edifici moderni infatti il problema del rumore da calpestio è risolto con i pavimenti galleggiate in grado di attenuare il rumore e le pareti confinanti e i controsoffitti hanno l’isolamento acustico che garantisce che i rumori rimangano all’interno della casa e non diano fastidio ai vicini.
> Leggi anche: Gli effetti del rumore sulla salute
Rumori di condominio: cosa dice la legge?
Il Codice Civile parla del concetto di “tollerabilità” e dice che il proprietario di un appartamento non può contestare i rumori del vicino se questi non superano la “normale tollerabilità”. Ora capite bene che il concetto di tollerabilità non è oggettivo e ma soggettivo e quello che per me è tollerabile per il mio vicino non lo è, e in caso di contenzioso spetta al Giudice stabilire se è tollerabile o meno. Insomma il Codice Civile non dice nulla in merito a:
- orari in cui fare silenzio;
- orari in cui è possibile fare le pulizie di casa;
- orari e i giorni in cui è possibile far venire le ditte per i lavori agli appartamenti;
- soglie di decibel oltre le quali il rumore si considera intollerabile;
- soglia del volume di televisione e stereo, ecc.
Cosa fare se il mio vicino è maleducato? Consigli pratici
Per esempio se so che devo fare dei piccoli lavori di ristrutturazione o devo spostare dei mobili o comunque devo fare un’attività che produce rumore la cosa migliore da fare, per la cortesia il buon senso e la correttezza, è sempre quella di avvisare i condomini che portino pazienza per questi motivi. Poi potremmo trovare il condomino che rompe le scatole ma se noi ci poniamo in un animo umile e gentile chiedendo permesso difficilmente troveremo chi ci mette il bastone tra le ruote, al contrario se iniziamo a fare rumore magari per diversi giorni a orari inconsueti allora potremmo giustamente scatenare l’ira degli altri condomini.
