Quanta plastica si usa in edilizia?

Quanta plastica si usa in edilizia?

In edilizia viene utilizzata moltissima plastica perché ha davvero moltissime destinazioni d’uso in questo campo e molto utili soprattutto. La plastica viene utilizzata moltissimo soprattutto grazie alle sue caratteristiche fisiche e tecniche. Si tratta di circa 10 tonnellate di plastica all’anno, decisamente una quantità significativa, ma andiamo a vedere dove viene utilizzata e perché.
tubazioni-plastica-cantiere
Foto di Hebi B, Fonte: Pixabay.com

Ottima resistenza alla corrosione

La durata di un materiale in edilizia è fondamentale visto le spese che si devono sostenere nella costruzione di una casa o di un edifico in generale. Più un materiale è duraturo e più è preferito il suo utilizzo, la plastica è un materiale decisamente duraturo
Viene infatti impiegata per le tubature, per i cavi sotterranei o interni, per gli infissi.
Abbiamo appena nominato tre cose che speriamo sempre tutti che ci durino un’eternità, soprattutto le tubazioni e i cavi, perché gli infissi per quanta manutenzione possa venire fatta si deteriorano un pochino più velocemente rispetto agli altri due.

Ottime proprietà isolanti

La plastica è un ottimo isolante acustico e termico, quindi viene impiegato nell’isolamento degli edifici che è decisamente uno degli aspetti più importanti.
Un buon isolamento permette di:
  • Mantenere temperature costanti all’interno (non disperde caldo o freddo)
  • Diminuire l’inquinamento acustico
  • Risparmiare a livello energetico 

Prezzo

Si tratta di un materiale decisamente economico anche quando si tratta di componenti personalizzate o summisura. Quindi nella maggior parte dei casi viene preferita rispetto ad altri  materiali anche per la sua economicità, farsi una casa è sempre molto costoso e quindi se c’è la possibilità di risparmiare un pochino è giusto farlo, soprattutto se non si va ad inficiare l’efficienza dell’edificio.

Igieniche e sostenibili

Essendo impermeabili e molto semplici da pulire, le componenti in materiali plastici sono molto igieniche e indicate per il trasporto dell’acqua, ecco perché vengono utilizzate moltissimo per la costruzione di tubature. Oltre poi a farci risparmiare ,sia al momento dell’acquisto e del montaggio che durante l’utilizzo , possono essere riciclate e quindi riutilizzate, oppure riconvertite per altri impieghi. E’ giusto chiarire che non vengono buttate, ma vengono riutilizzate in un modo o nell’altro. La plastica se smaltita nel modo corretto NON INQUINA!

Antincendio

Molti dei prodotti in plastica utilizzati in edilizia resistono in modo eccellente al fuoco e quindi sono molto indicate, soprattutto in edifici pubblici e di grandi dimensioni. Immaginate un enorme palazzo che prende fuoco, con centinaia di persone dentro, i materiali devono reggere il più a lungo possibile in modo che tutte le persone possano evacuarlo senza pericolo.

Le principali tipologie di plastica usate in edilizia

Quando si parla di "plastica" in cantiere si fa in realtà riferimento a una famiglia molto ampia di materiali, ciascuno con proprietà specifiche e un campo di applicazione preciso. Conoscere le differenze aiuta a capire perché un componente viene scelto al posto di un altro e a non commettere errori quando si acquistano materiali per una ristrutturazione o un'autocostruzione.

Le materie plastiche più diffuse nell'edilizia sono:

  • PVC (cloruro di polivinile): rigido e resistente, è il re di tubazioni di scarico, profili per infissi, canaline portacavi e guaine isolanti per cavi elettrici. Esiste anche in versione flessibile per teli e membrane.
  • Polietilene (PE): leggero e molto resistente all'urto, viene usato per tubi dell'acqua, teli di protezione, barriere al vapore e geomembrane per impermeabilizzazioni.
  • Polipropilene (PP): impiegato in tubazioni per acqua calda e impianti di riscaldamento perché tollera bene le alte temperature.
  • Polistirene espanso ed estruso (EPS e XPS): i classici pannelli bianchi o colorati per il cappotto termico e l'isolamento di tetti e pavimenti.
  • Poliuretano (PU): presente come schiuma isolante, pannelli ad alta efficienza e sigillanti espandenti.

Ognuno di questi materiali viene scelto in funzione del compito che deve svolgere: rigidità strutturale, flessibilità, capacità isolante o resistenza chimica. Spesso, in un singolo edificio, convivono tutte queste plastiche in punti diversi dell'opera.

Dove si usa concretamente la plastica in un edificio

La plastica è praticamente invisibile nell'aspetto finale di una casa, eppure è ovunque dietro le quinte. Seguendo idealmente il percorso di un cantiere, la incontriamo già nelle fasi iniziali e fino alle rifiniture.

  • Impianti idraulici e di scarico: tubi, raccordi, sifoni e pozzetti. È forse l'applicazione più nota e capillare.
  • Impianti elettrici: guaine, corrugati, scatole di derivazione e canaline che proteggono i cavi.
  • Isolamento termico e acustico: pannelli per il cappotto, materassini, barriere al vapore.
  • Impermeabilizzazioni: membrane e teli che proteggono fondazioni, terrazze e coperture dall'acqua.
  • Serramenti: finestre, persiane e cassonetti in PVC.
  • Finiture e accessori: zoccolini, profili paraspigolo, griglie e reti.

Questa diffusione capillare spiega perché il settore delle costruzioni sia uno dei principali consumatori di materie plastiche, secondo solo al comparto degli imballaggi.

Vantaggi e svantaggi della plastica in edilizia

La grande versatilità della plastica non deve far dimenticare che, come ogni materiale, presenta anche dei limiti. Valutare in modo equilibrato pro e contro è il modo migliore per usarla bene.

Tra i vantaggi principali troviamo la leggerezza, che rende più semplici trasporto e posa, la resistenza alla corrosione e all'umidità, le ottime proprietà isolanti, la facilità di lavorazione e il costo contenuto. Molti componenti plastici, inoltre, richiedono pochissima manutenzione nel tempo.

Sul fronte degli svantaggi occorre considerare la sensibilità ai raggi UV di alcune plastiche economiche, che possono ingiallire o infragilirsi se esposte al sole senza protezione, la dilatazione termica più marcata rispetto ai metalli e la necessità di una corretta gestione del fine vita per evitare impatti ambientali. Anche il comportamento al fuoco va verificato caso per caso: solo i prodotti certificati offrono garanzie precise.

Manutenzione e durata nel tempo

Uno dei motivi per cui la plastica è così apprezzata in edilizia è la scarsa manutenzione che richiede. Tubazioni e cavi, una volta posati a regola d'arte, possono restare in servizio per decenni senza alcun intervento. Gli infissi in PVC necessitano soltanto di una pulizia periodica con acqua e detergente neutro e di un controllo della ferramenta e delle guarnizioni.

Per allungare la vita dei materiali plastici è utile seguire alcune accortezze: proteggere dall'esposizione solare diretta i componenti non stabilizzati ai raggi UV, evitare il contatto con solventi aggressivi che possono danneggiare alcune superfici, e curare la posa lasciando lo spazio necessario alla dilatazione termica. Una posa corretta, in fondo, conta spesso più della qualità del materiale stesso: anche il miglior tubo, se installato male, può dare problemi.

Plastica e ambiente: riciclo e sostenibilità

Il tema ambientale è ormai centrale anche in edilizia. La buona notizia è che molte plastiche da costruzione sono riciclabili: gli sfridi di lavorazione, i vecchi tubi e i pannelli isolanti rimossi durante le ristrutturazioni possono essere recuperati e trasformati in nuovi prodotti. La condizione fondamentale è una corretta raccolta differenziata in cantiere, separando le plastiche dagli altri rifiuti e tenendole pulite da malta, terra o colle.

Va inoltre considerato l'intero ciclo di vita: un materiale isolante in plastica, pur derivando dal petrolio, può far risparmiare nell'arco degli anni molta più energia di quella necessaria a produrlo, riducendo i consumi di riscaldamento e raffrescamento dell'edificio. Per questo, più che demonizzare la plastica in modo generico, conviene sceglierla con criterio, preferire prodotti certificati e gestirne correttamente lo smaltimento a fine vita.

Domande frequenti sulla plastica in edilizia

Quali tipi di plastica si usano di più in edilizia?

I più diffusi sono il PVC per tubazioni e infissi, il polietilene (PE) e il polipropilene (PP) per tubi e teli, il poliuretano espanso e il polistirene (EPS e XPS) per l'isolamento termico. Ognuno viene scelto in base alla funzione: rigidità per i profili, flessibilità per le guaine, leggerezza e bassa conducibilità per i pannelli isolanti.

La plastica usata in edilizia è sicura per l'acqua potabile?

Sì, a patto di usare tubi certificati per uso idrosanitario. Materiali come PE, PP e PVC-U per acqua potabile sono prodotti secondo norme specifiche, sono atossici, non rilasciano sostanze nell'acqua e resistono alla corrosione meglio dei metalli. È importante verificare le marcature e le certificazioni riportate sul tubo.

Le plastiche edili sono riciclabili?

Molte lo sono. Sfridi di PVC, tubi in PE e pannelli in polistirene possono essere recuperati e riconvertiti in nuovi prodotti. Il riciclo dipende però dalla raccolta differenziata in cantiere e dalla pulizia del materiale: residui di malta, colla o terra ne riducono la riciclabilità. Conferire correttamente gli scarti è quindi essenziale.

La plastica resiste davvero al fuoco?

Dipende dal materiale e dagli additivi. Alcune plastiche tecniche sono autoestinguenti o trattate con ritardanti di fiamma e rientrano in classi di reazione al fuoco adatte all'edilizia. Altre plastiche comuni bruciano facilmente: per questo negli edifici pubblici si usano solo prodotti con certificazione di reazione al fuoco idonea alla destinazione d'uso.

Quanto durano i materiali plastici impiegati in edilizia?

Tubazioni e cavi in plastica installati correttamente possono durare anche 50 anni o più, perché non si corrodono e resistono all'umidità. Gli infissi in PVC hanno una vita media di 30-40 anni. La durata reale dipende dalla qualità del materiale, dall'esposizione ai raggi UV e dalla corretta posa in opera.