Quanta plastica si usa in edilizia?
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| Foto di Hebi B, Fonte: Pixabay.com |
Ottima resistenza alla corrosione
Ottime proprietà isolanti
- Mantenere temperature costanti all’interno (non disperde caldo o freddo)
- Diminuire l’inquinamento acustico
- Risparmiare a livello energetico
Prezzo
Igieniche e sostenibili
Antincendio
Le principali tipologie di plastica usate in edilizia
Quando si parla di "plastica" in cantiere si fa in realtà riferimento a una famiglia molto ampia di materiali, ciascuno con proprietà specifiche e un campo di applicazione preciso. Conoscere le differenze aiuta a capire perché un componente viene scelto al posto di un altro e a non commettere errori quando si acquistano materiali per una ristrutturazione o un'autocostruzione.
Le materie plastiche più diffuse nell'edilizia sono:
- PVC (cloruro di polivinile): rigido e resistente, è il re di tubazioni di scarico, profili per infissi, canaline portacavi e guaine isolanti per cavi elettrici. Esiste anche in versione flessibile per teli e membrane.
- Polietilene (PE): leggero e molto resistente all'urto, viene usato per tubi dell'acqua, teli di protezione, barriere al vapore e geomembrane per impermeabilizzazioni.
- Polipropilene (PP): impiegato in tubazioni per acqua calda e impianti di riscaldamento perché tollera bene le alte temperature.
- Polistirene espanso ed estruso (EPS e XPS): i classici pannelli bianchi o colorati per il cappotto termico e l'isolamento di tetti e pavimenti.
- Poliuretano (PU): presente come schiuma isolante, pannelli ad alta efficienza e sigillanti espandenti.
Ognuno di questi materiali viene scelto in funzione del compito che deve svolgere: rigidità strutturale, flessibilità, capacità isolante o resistenza chimica. Spesso, in un singolo edificio, convivono tutte queste plastiche in punti diversi dell'opera.
Dove si usa concretamente la plastica in un edificio
La plastica è praticamente invisibile nell'aspetto finale di una casa, eppure è ovunque dietro le quinte. Seguendo idealmente il percorso di un cantiere, la incontriamo già nelle fasi iniziali e fino alle rifiniture.
- Impianti idraulici e di scarico: tubi, raccordi, sifoni e pozzetti. È forse l'applicazione più nota e capillare.
- Impianti elettrici: guaine, corrugati, scatole di derivazione e canaline che proteggono i cavi.
- Isolamento termico e acustico: pannelli per il cappotto, materassini, barriere al vapore.
- Impermeabilizzazioni: membrane e teli che proteggono fondazioni, terrazze e coperture dall'acqua.
- Serramenti: finestre, persiane e cassonetti in PVC.
- Finiture e accessori: zoccolini, profili paraspigolo, griglie e reti.
Questa diffusione capillare spiega perché il settore delle costruzioni sia uno dei principali consumatori di materie plastiche, secondo solo al comparto degli imballaggi.
Vantaggi e svantaggi della plastica in edilizia
La grande versatilità della plastica non deve far dimenticare che, come ogni materiale, presenta anche dei limiti. Valutare in modo equilibrato pro e contro è il modo migliore per usarla bene.
Tra i vantaggi principali troviamo la leggerezza, che rende più semplici trasporto e posa, la resistenza alla corrosione e all'umidità, le ottime proprietà isolanti, la facilità di lavorazione e il costo contenuto. Molti componenti plastici, inoltre, richiedono pochissima manutenzione nel tempo.
Sul fronte degli svantaggi occorre considerare la sensibilità ai raggi UV di alcune plastiche economiche, che possono ingiallire o infragilirsi se esposte al sole senza protezione, la dilatazione termica più marcata rispetto ai metalli e la necessità di una corretta gestione del fine vita per evitare impatti ambientali. Anche il comportamento al fuoco va verificato caso per caso: solo i prodotti certificati offrono garanzie precise.
Manutenzione e durata nel tempo
Uno dei motivi per cui la plastica è così apprezzata in edilizia è la scarsa manutenzione che richiede. Tubazioni e cavi, una volta posati a regola d'arte, possono restare in servizio per decenni senza alcun intervento. Gli infissi in PVC necessitano soltanto di una pulizia periodica con acqua e detergente neutro e di un controllo della ferramenta e delle guarnizioni.
Per allungare la vita dei materiali plastici è utile seguire alcune accortezze: proteggere dall'esposizione solare diretta i componenti non stabilizzati ai raggi UV, evitare il contatto con solventi aggressivi che possono danneggiare alcune superfici, e curare la posa lasciando lo spazio necessario alla dilatazione termica. Una posa corretta, in fondo, conta spesso più della qualità del materiale stesso: anche il miglior tubo, se installato male, può dare problemi.
Plastica e ambiente: riciclo e sostenibilità
Il tema ambientale è ormai centrale anche in edilizia. La buona notizia è che molte plastiche da costruzione sono riciclabili: gli sfridi di lavorazione, i vecchi tubi e i pannelli isolanti rimossi durante le ristrutturazioni possono essere recuperati e trasformati in nuovi prodotti. La condizione fondamentale è una corretta raccolta differenziata in cantiere, separando le plastiche dagli altri rifiuti e tenendole pulite da malta, terra o colle.
Va inoltre considerato l'intero ciclo di vita: un materiale isolante in plastica, pur derivando dal petrolio, può far risparmiare nell'arco degli anni molta più energia di quella necessaria a produrlo, riducendo i consumi di riscaldamento e raffrescamento dell'edificio. Per questo, più che demonizzare la plastica in modo generico, conviene sceglierla con criterio, preferire prodotti certificati e gestirne correttamente lo smaltimento a fine vita.
Domande frequenti sulla plastica in edilizia
Quali tipi di plastica si usano di più in edilizia?
I più diffusi sono il PVC per tubazioni e infissi, il polietilene (PE) e il polipropilene (PP) per tubi e teli, il poliuretano espanso e il polistirene (EPS e XPS) per l'isolamento termico. Ognuno viene scelto in base alla funzione: rigidità per i profili, flessibilità per le guaine, leggerezza e bassa conducibilità per i pannelli isolanti.
La plastica usata in edilizia è sicura per l'acqua potabile?
Sì, a patto di usare tubi certificati per uso idrosanitario. Materiali come PE, PP e PVC-U per acqua potabile sono prodotti secondo norme specifiche, sono atossici, non rilasciano sostanze nell'acqua e resistono alla corrosione meglio dei metalli. È importante verificare le marcature e le certificazioni riportate sul tubo.
Le plastiche edili sono riciclabili?
Molte lo sono. Sfridi di PVC, tubi in PE e pannelli in polistirene possono essere recuperati e riconvertiti in nuovi prodotti. Il riciclo dipende però dalla raccolta differenziata in cantiere e dalla pulizia del materiale: residui di malta, colla o terra ne riducono la riciclabilità. Conferire correttamente gli scarti è quindi essenziale.
La plastica resiste davvero al fuoco?
Dipende dal materiale e dagli additivi. Alcune plastiche tecniche sono autoestinguenti o trattate con ritardanti di fiamma e rientrano in classi di reazione al fuoco adatte all'edilizia. Altre plastiche comuni bruciano facilmente: per questo negli edifici pubblici si usano solo prodotti con certificazione di reazione al fuoco idonea alla destinazione d'uso.
Quanto durano i materiali plastici impiegati in edilizia?
Tubazioni e cavi in plastica installati correttamente possono durare anche 50 anni o più, perché non si corrodono e resistono all'umidità. Gli infissi in PVC hanno una vita media di 30-40 anni. La durata reale dipende dalla qualità del materiale, dall'esposizione ai raggi UV e dalla corretta posa in opera.
