Demolire una casa: quanto costa davvero, dal metro cubo allo smaltimento

Risposta rapida. Demolire una casa costa in media 15-30 euro al metro cubo vuoto per pieno: per una villetta di 100 mq su due piani (circa 600 mc) si spendono 10.000-20.000 euro, smaltimento macerie e pratica SCIA inclusi. Con amianto o accessi difficili il prezzo può raddoppiare.

In certe circostanze per lavori di ristrutturazione è necessario demolire una casa interamente per poi ricostruirla da capo oppure demolirla parzialmente per esempio per fare un ampliamento. Vediamo quali sono le varie tipologie di demolizione, i costi da sostenere, le eventuali agevolazioni fiscali disponibili e come fare per risparmiare.

Demolizione di un'abitazione con escavatore dotato di martello idraulico che genera detriti e polvere sotto la luce del giorno
La foto è stata realizzata utilizzando strumenti di intelligenza artificiale

Cosa si intende per demolizione di una casa

La demolizione di una casa o un edificio consiste in una serie di operazioni da effettuare con sequenza inversa rispetto a quelle di costruzione seguendo tecniche specifiche in relazione alle situazioni contestuali, ai procedimenti costruttivi o ai materiali con cui è stata realizzata la costruzione da demolire. La demolizione di una casa può essere totale (demolizione e successiva ricostruzione ex-novo) oppure parziale per lavori di ristrutturazione e dal punto di vista burocratico sarà necessario presentare una semplice SCIA firmata da un progettista.

La demolizione di una casa è un intervento molto impegnativo che richiede una progettazione e un’organizzazione specifiche, che stabiliscano la sequenza delle fasi operative, la scelta delle attrezzature necessarie, le misure di sicurezza adottate e soprattutto le modalità di smaltimento della grande quantità di macerie risultanti. Tali macerie che, come si può immaginare, sono di natura estremamente commista, prendono il nome di rifiuti da demolizione e ricostruzione e vengono indicati ormai comunemente con il termine rifiuti da C&D.

 

Esigenze legate alla demolizione degli edifici

I casi in cui si debba necessario demolire una casa sono essenzialmente due: il primo può essere dovuto per ordinanza comunale o di un giudice a seguito di un’ordinanza di demolizione di un abuso edilizio, il secondo può essere di carattere puramente economico in cui demolire una casa per poi ricostruirla è più conveniente che ristrutturarla.

> Leggi l’articolo: Ristrutturare casa per poi rivenderla conviene?

Le problematiche tecniche e organizzative introdotte dagli interventi di demolizione totale di una casa sono di grande importanza. Oltre alla necessità primaria di salvaguardare l’ambiente, si devono considerare altre esigenze legate alle fasi esecutive:

  • garantire particolari condizioni di sicurezza per la manodopera impiegata in relazione alla specificità delle operazioni e alla precarietà delle situazioni che si creano nel cantiere;
  • garantire l’integrità degli edifici adiacenti con adeguate misure di protezione e prevenzione;
  • limitare i disagi creati all’ambiente circostante, per quanto riguarda la formazione di polveri, gli spostamenti d’aria, la rumorosità delle operazioni, etc.)

Nei casi che prevedono la demolizione parziale di una casa possono inoltre manifestarsi altre esigenze particolarmente importanti:

  • intervenire con demolizioni mirate operando “chirurgicamente” su singole parti dell’edificio senza danneggiare quelle contigue;
  • non produrre vibrazioni e scuotimenti delle strutture esistenti non soggette a demolizione.

Tipi e sistemi di demolizione

Esiste una netta distinzione tra vari tipi di demolizione, che dipende dall’entità dell’intervento:
  • demolizione totale dell’edificio: effettuata allo scopo di radere al suolo il fabbricato esistente e liberare l’area occupata;
  • demolizione parziale dell’edificio: limitata alla riduzione del volume edificato tramite demolizione di alcuni piani o di una parte della pianta della costruzione;
  • demolizione di determinati elementi edilizi della costruzione: mantenendone integri altri, come accade spesso nelle ristrutturazioni interne, quando per esempio si spostano le pareti interne senza toccare le strutture e le chiusure esterne.

Data la varietà di situazioni e di esigenze da soddisfare, i sistemi di demolizione devono essere scelti caso per caso a seconda delle caratteristiche e delle potenzialità delle attrezzature nonché dei condizionamenti imposti dal cantiere e dei materiali costituenti l’edificio da demolire. Si possono distinguere:

  • sistemi basati sull’impiego di esplosivi;
  • sistemi basati sull’urto;
  • sistemi basati sull’impiego di utensili diamantati;
  • sistemi basati sull’impiego di pinze idrauliche.
 
 
Escavatore che demolisce un edificio con macerie e polvere in pieno giorno
La foto è stata realizzata utilizzando strumenti di intelligenza artificiale

Smaltimento e riutilizzo dei rifiuti da C&D

La quantità dei rifiuti da C&D è estremamente elevata e pone in modo pressante, l’esigenza di utilizzarli attraverso forme adeguate di riciclo, in modo da ridurne la quantità conferita alle discariche e da soddisfare una parte della richiesta aggregati per costruzione limitando il materiale estratto alle cave e salvaguardando l’ambiente. Con i processi costruttivi a secco e l’utilizzo di materiali bio-ecologici dell’architettura sostenibile e della bio-edilizia i materiali utilizzati possono essere riutilizzati e riciclati. 
 
Per risolvere questo problema sono però necessari un atteggiamento consapevole degli operatori che consideri i rifiuti da C&D quali risorse da valorizzare, e non come materiali ormai inutili, e una reimpostazione degli aspettino organizzativi e tecnici della fase di demolizione, introducendo nuovi concetti quali:
  • gestione dei rifiuti: insieme delle attività di programmazione, organizzazione, esecuzione delle operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • riciclo: operazione di recupero dei rifiuti finalizzata ad ottenere materie prime secondarie, previo trattamento;
  • riutilizzo: operazione di recupero dei rifiuti finalizzata al riuso di semilavorati e componenti edilizi, mantenendoli tali e quali, oppure previo trattamento.
Per ottenere risultati soddisfacenti occorre introdurre una particolare procedura di demolizione che eviti la commistione dei rifiuti da C&D e ne consenta al contrario la selezione fin dal momento delle operazioni di cantiere: questa procedura viene denominata demolizione selettiva.
 
 

Quanto costa demolire una casa?

Demolire una casa a volte può essere più conveniente dal punto di vista economico rispetto che ristrutturare però per demolire una casa bisogna comunque sostenere dei costi non indifferenti. Il costo per demolire una casa varia da Regione a Regione e di solito viene calcolato a metro cubo di macerie (in genere si parte dai 30-40 €/mq), considerando anche l’estensione dei solai, l’altezza dei piani e la presenza di strutture aggettanti come balconi o grondaie. Il preventivo per il costo relativo per demolire una casa tiene conto anche della messa in sicurezza della zona nel periodo della demolizione e eventuali danni che può causare.
Ovviamente il consiglio è di farsi fare diversi preventivi e confrontarli perché dipende dal posto, dall’entità dell’intervento e dalla ditta che esegue i lavori. Ricordiamo che è possibile sfruttare anche le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione della casa, che consistono in una detrazione IRPEF al 50% distribuita in dieci anni. È possibile usufruire delle agevolazioni fiscali solo se si procede alla ricostruzione, e solo se tale ricostruzione riproduce fedelmente il fabbricato preesistente dal punto di vista della volumetria e della sagoma.
 
 

Domande frequenti su quanto costa demolire una casa

Quanto costa demolire una casa di 100 mq?

Una casa di 100 mq su un piano, alta circa 3 metri, sviluppa 300-350 mc vuoto per pieno: a 15-30 euro al mc la demolizione meccanica costa 5.000-10.000 euro. Vanno aggiunti lo smaltimento delle macerie (25-45 euro a tonnellata, circa 100-150 tonnellate per 100 mq), la pratica edilizia e l'eventuale bonifica: in totale si arriva a 9.000-18.000 euro.

Che permesso serve per demolire una casa?

Per una demolizione senza ricostruzione basta una SCIA firmata da un tecnico abilitato, con piano di sicurezza e piano di gestione dei rifiuti da demolizione; se si ricostruisce, la pratica segue quella dell'intervento (SCIA o permesso di costruire). Su immobili vincolati o in centro storico serve anche l'autorizzazione paesaggistica o della Soprintendenza, che allunga i tempi di 60-120 giorni.

Quanto tempo serve per demolire una casa?

La demolizione meccanica di una villetta con escavatore e pinza idraulica richiede 3-7 giorni lavorativi, a cui si sommano 1-2 settimane per la separazione e il conferimento delle macerie. La parte lunga è la burocrazia: 30 giorni per la SCIA, oltre alla bonifica dell'amianto, che da sola porta via 2-4 settimane tra piano di lavoro ASL e rimozione.

Conviene demolire e ricostruire o ristrutturare?

Demolire e ricostruire conviene quando il costo della ristrutturazione supera il 60-70% di quello del nuovo, cioè con strutture ammalorate, solai da rifare e impianti da zero. Una ricostruzione parte da 1.300-1.800 euro al mq contro i 600-1.200 euro al mq di una ristrutturazione pesante, ma offre classe energetica A4, antisismica e la libertà di riorganizzare gli spazi.

Quali errori fanno lievitare il preventivo di demolizione?

I tre errori più cari: non fare la mappatura dell'amianto prima del preventivo (la bonifica costa 15-40 euro al mq di copertura), non separare le macerie in cantiere (il conferimento indifferenziato costa il doppio di quello selezionato) e dimenticare gli allacci da staccare, con gestori che fatturano 200-500 euro a intervento. Chiedete sempre un computo a corpo, non a ore.