In breve: Un canale di gronda da 25-33 cm di sviluppo serve fino a 60-100 m² di falda, con pendenza di 3-5 mm al metro e un pluviale ogni 10-12 m.
Il canale di gronda è la parte orizzontale della grondaia: raccoglie l'acqua che scende dalla falda e la porta ai pluviali, i tubi verticali che la scaricano a terra. Quando è sottodimensionato o posato senza pendenza, i problemi arrivano puntuali: acqua che tracima sulla facciata, macchie di umidità, intonaci che si sfaldano e fondazioni bagnate.
In questa guida vediamo come si sceglie la misura del canale in base al tetto, che pendenza dargli, quanti pluviali servono e quali errori evitare, qualunque sia il materiale scelto.
Com'è fatto un canale di gronda
Il canale di gronda è un profilo aperto, in lamiera, rame, alluminio o PVC, fissato sotto il bordo del tetto con staffe chiamate cicogne.
Il dato che lo descrive non è la larghezza ma lo sviluppo: la larghezza della lamiera piana prima della piegatura. Uno sviluppo 33 significa che il canale è ricavato da una striscia di 33 cm. I profili più diffusi sono:
- semicircolare (tondo): scorre bene, si pulisce facilmente, è il più comune nelle case tradizionali;
- quadro o sagomato: a parità di sviluppo contiene un po' più d'acqua e dà una linea più moderna;
- nascosto o incassato: integrato nel cornicione, esteticamente pulito ma più difficile da ispezionare.
Completano il sistema i bocchettoni di scarico, le testate di chiusura, i giunti e gli angoli.
Che misura scegliere: sviluppo e superficie del tetto
Lo sviluppo del canale si sceglie in base ai metri quadrati di falda che scaricano in quel tratto, misurati in proiezione orizzontale.
Come riferimento indicativo, per un clima con piogge intense come quello italiano:
- sviluppo 25 cm: fino a 40-60 m² di falda, tettoie e piccoli edifici;
- sviluppo 28-33 cm: 60-100 m², la misura tipica di villette e case unifamiliari;
- sviluppo 40 cm: 100-150 m², falde grandi o tetti molto pendenti;
- sviluppo 50 cm e oltre: capannoni e coperture estese.
Il calcolo preciso segue la norma UNI EN 12056-3 e tiene conto dell'intensità di pioggia della zona e della posizione dei bocchettoni. In caso di dubbio conviene salire di una misura: la differenza di costo è minima, quella di funzionamento durante un temporale no.
La pendenza giusta
Il canale di gronda va posato con una pendenza di 3-5 mm per metro verso il bocchettone, cioè circa lo 0,3-0,5%.
Senza pendenza l'acqua ristagna, deposita foglie e sporco e, d'inverno, gela. Con troppa pendenza il canale scende visibilmente rispetto alla linea del tetto e, nei tratti lunghi, l'estremità bassa finisce troppo lontana dal bordo delle tegole, lasciando cadere l'acqua fuori.
In pratica, su un tratto di 10 metri l'estremità alta sta 3-5 cm più in alto di quella vicina al pluviale. Si ottiene tendendo uno spago fra la prima e l'ultima cicogna, con il dislivello già calcolato, e allineando tutte le staffe intermedie allo spago.
Quanti pluviali servono e dove metterli
Serve un pluviale ogni 10-12 metri di canale, e comunque almeno uno per ogni tratto indipendente di gronda.
Il diametro del pluviale va proporzionato al canale: con sviluppi 25-33 si usano in genere pluviali da 80-100 mm, con sviluppi 40 si sale a 100-120 mm. Alcune regole pratiche:
- sui tratti lunghi conviene mettere il bocchettone al centro, con due pendenze opposte: si dimezza la lunghezza percorsa dall'acqua;
- sui tratti oltre 12-15 metri servono due pluviali o un giunto di dilatazione, soprattutto con rame e PVC che si allungano col caldo;
- i bocchettoni vanno lontani dagli angoli della casa, dove l'acqua della falda si concentra e rischia di tracimare.
Staffe e posa: gli errori più comuni
Le cicogne vanno messe ogni 50-70 cm e il canale deve stare sotto la linea delle tegole, non davanti.
- Staffe troppo distanti: con la neve o l'acqua ferma il canale si imbarca.
- Canale troppo alto: la neve che scivola dal tetto lo strappa via; il bordo esterno deve restare sotto il prolungamento ideale della falda.
- Canale troppo basso o arretrato: con piogge forti l'acqua salta oltre il canale.
- Materiali misti: rame e lamiera zincata a contatto creano corrosione galvanica; viti e staffe vanno dello stesso metallo del canale.
- Nessuna dilatazione: sui tratti lunghi il canale si deforma o si stacca ai giunti.
Il lavoro in quota richiede ponteggio o trabattello e dispositivi anticaduta: è uno dei casi in cui il fai da te è sconsigliato sopra il piano terra.
Materiali e costi al metro
Il canale di gronda costa da 8 a 15 euro al metro in PVC, 15-30 in lamiera o alluminio preverniciato e 40-70 in rame, posa esclusa.
La posa aggiunge in media 15-30 euro al metro, più il costo del ponteggio se serve. Il PVC è economico e leggero ma soffre il sole e il gelo; l'alluminio preverniciato è il compromesso più diffuso; il rame dura decenni e si abbina bene a coperture in coppi, ma costa di più ed è soggetto a furti nei cantieri. Per le differenze fra i materiali si può vedere la guida alle tipologie di grondaie; qui conta ricordare che la misura giusta vale per tutti: un canale in rame sottodimensionato tracima esattamente come uno in PVC.
In sintesi
Un canale di gronda funziona se ha lo sviluppo adatto alla falda, una pendenza costante di pochi millimetri al metro e abbastanza pluviali per scaricare in fretta. Sono tre numeri semplici, ma sbagliarne uno basta a far tracimare l'acqua sulla facciata al primo temporale.
Domande frequenti
Che sviluppo deve avere il canale di gronda di una villetta?
Per una villetta con falde fino a 100 m² si usa di solito uno sviluppo da 28 a 33 cm; per falde più grandi o tetti molto pendenti si sale a 40 cm.
Quanta pendenza deve avere una grondaia?
Tra 3 e 5 millimetri per metro verso il bocchettone: su 10 metri di canale l'estremità alta sta 3-5 cm più su di quella vicina al pluviale.
Ogni quanti metri serve un pluviale?
Indicativamente ogni 10-12 metri di canale. Nei tratti lunghi conviene il bocchettone al centro, con due pendenze opposte.
A che distanza vanno le staffe della grondaia?
Le cicogne si mettono ogni 50-70 cm; nelle zone con neve abbondante conviene stare verso i 50 cm per evitare che il canale si imbarchi.