Risposta rapida. La tegola si sceglie prima di tutto sulla pendenza della falda e sul peso che il tetto può portare, non sull’estetica. Con falde poco inclinate servono i coppi, che la norma UNI 9460 ammette già dal 30% di pendenza ma pesano di più (circa 48-60 kg/m²); su falde più ripide convengono le tegole a innesto — marsigliesi e portoghesi, minimo 35% ma solo 40-47 kg/m² — che sono anche più rapide da posare.
Le tegole sono da millenni una soluzione molto valida per ricoprire
i manti di copertura dei tetti a falda, nel complesso problema della
protezione dagli agenti atmosferici. In Italia, paese particolarmente ricco di
ottima argilla, i tetti di laterizio rappresentano una caratteristica
peculiare di molti paesi e paesaggi urbani.
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| Copertura edifici in laterizio (foto di JacekAbramowicz – Fonte: pixabay.com) |
Quale tegola scegliere: il confronto
I tipi di tegola descritti in questa pagina non sono intercambiabili: ciascuno ha una pendenza minima sotto la quale non garantisce più la tenuta, e un peso che la struttura del tetto deve poter reggere. Sono questi due numeri a restringere la scelta, prima ancora del gusto o della tradizione locale.
| Tegola | Tenuta affidata a | Pendenza minima | Peso del manto | Pezzi al m² |
|---|---|---|---|---|
| Coppi (curve, alla romana) | sovrapposizione | 30% (circa 17°) | 48-60 kg/m² | 13-15 coppi, più gli embrici |
| Marsigliesi | innesto | 35% (circa 19°) | 40-47 kg/m² | 12-15 |
| Portoghesi | innesto | 35% (circa 19°) | circa 40 kg/m² | 11-14 |
Le pendenze minime sono quelle della UNI 9460 per le coperture discontinue in laterizio, riferite a un clima temperato con piogge medie e neve modesta: 30% per i coppi e 35% per le tegole a innesto. Vanno lette come una soglia di sicurezza, non come un optimum: le schede di alcuni produttori scendono a 30% anche per le innestate, e in zone asciutte con poche precipitazioni si posa anche più in piano. Nel dubbio si alza la pendenza, non si abbassa.
Quando conviene ciascuna
I coppi convengono quando la falda è poco inclinata e non si può alzarla, quando il vincolo paesaggistico o il contesto storico impongono il laterizio a canale, e quando la struttura del tetto è in grado di reggere i venti chili in più al metro quadro. Il rovescio della medaglia è la posa: due strati di elementi, più pezzi da maneggiare, più tempo, e una tenuta che dipende interamente da quanto una tegola ricopre quella sotto.
Le marsigliesi convengono sui tetti nuovi a falda regolare, dove contano la rapidità di posa e il peso contenuto. L’incastro rende la copertura più prevedibile: la tenuta non dipende dalla mano di chi posa ma dal rispetto della pendenza minima. Sono la scelta ordinaria della ristrutturazione quando non ci sono vincoli estetici.
Le portoghesi convengono dove si vuole l’incastro delle marsigliesi ma una resa a vista più vicina all’onda del coppo, e sono le più leggere delle tre: a parità di falda scaricano meno peso sulla struttura, il che le rende comode sui recuperi di tetti vecchi dove l’orditura non è stata dimensionata per un manto pesante.
Su una ristrutturazione c’è un vincolo in più che viene prima di tutti gli altri: la pendenza esistente. Cambiare tipo di tegola su un tetto già costruito ha senso solo se la falda rispetta la soglia del tipo nuovo, altrimenti si sta comprando un’infiltrazione. Verificare la pendenza reale è il primo passo, non l’ultimo.
Tipi di tegole per tetti
Le tegole sono elementi in laterizio conformati in modo da realizzare
il rivestimento superiore dei tetti, detto manto di copertura. La presenza di
molti tipi di tegole in commercio trova giustificazione, oltre che nella
esigenza di risolvere problemi costruttivi specifici (che variano per esempio
secondo la pendenza della falda), nella necessità di soddisfare diverse esigenze
di carattere estetico, che impongono talvolta la scelta di determinati
prodotti compatibili con le tradizioni costruttive locali.
I laterizi per coperture oggi in produzione sono raggruppabili in due
categorie fondamentali:
- TEGOLE A SOVRAPPOSIZIONE:
- tegole piane o embrici;
- tegole curve o coppi;
- TEGOLE A INNESTO:
- tegole Marsigliesi;
- tegole Portoghesi;
- tegole Olandesi.
Essi sono impiegati nei tetti a
falde con manto di copertura discontinuo per realizzare i seguenti tipi
di copertura:
- alla romana (o a tegole maritate);
- a coppi;
- a tegole innestate.
Tegole a sovrapposizione
Si dicono a sovrapposizione le tegole sprovviste di dispositivi di
aggancio o di innesto che vengono poste in opera in modo tale che ciascuna
di esse ricopra parzialmente quella sottostante. La tenuta agli agenti
atmosferici è dunque affidata soltanto alla pendenza e alla lunghezza del
ricoprimento di una tegola sull’altra. Tale lunghezza è un fattore molto
importante: mentre una sovrapposizione eccessiva appesantisce inutilmente il
tetto e costituisce un maggior costo ingiustificato, al contrario una
sovrapposizione insufficiente non garantisce la tenuta del manto, rendendo
possibili infiltrazioni nel sottotetto a causa di risalita di acqua per
capillarità lungo le fessure tra le tegole.
Le tegole prodotte più recentemente però sono spesso provviste di intagli
che consentono di regolare opportunamente la lunghezza di sovrapposizione e
di ridurre il pericolo di scorrimento per effetto di neve, vento o altre
cause accidentali. Talvolta vengono “fissate” con la malta.
I tipi di tegole a sovrapposizione più diffusi sono le
tegole curve o coppi, le tegole piane o embrici, la cui forma è di antichissima
origine, utilizzate dagli antichi romani e nel Medioevo.
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| Copertura in laterizio (foto di Aldonahawthorne – Fonte: pixabay.com) |
Tegole a innesto
Le tegole a innesto sono dotate di scanalature e sormonti lungo i
bordi, tali da consentire la loro precisa connessione e giustapposizione al
momento della posa in opera. La tenuta agli agenti atmosferici dei
tetti coperti con tegole a innesto
è quindi legata soltanto alla pendenza delle falde, che non deve essere
inferiore a quella minima prevista per il tipo di tegola impiegato, e non
alla entità della sovrapposizione degli elementi, come accade per i
coppi e gli embrici.
I tipi di tegole a innesto più diffusi sono le
tegole marsigliesi, le portoghesi e le olandesi: esse rappresentano
il prodotto di tecniche di produzione e di stampaggio di più recente
evoluzione.
|
Tipi di tegole |
Peso unitario (Kg) |
Pendenza della falda (%) |
|
|
Tegole a sovrapposizione |
Tegole curve o coppi |
2 |
35 – 45 (14) |
|
Tegole piane o embrici |
3,4 |
35 – 45 (14) |
|
|
Tegole a innesto |
Tegole marsigliesi |
2,9 |
30 – 60 |
|
Tegole portoghesi |
3 |
30 – 60 |
|
|
Tegole olandesi |
3 |
30 – 60 |
|
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(14) |
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Manti di copertura a tegole sovrapposte
Gli embrici e i coppi sono gli elementi che compongono i manti di
copertura più ricorrenti nelle tradizioni costruttive italiane. Bisogna
ricordare però che nei manti di copertura a elementi sovrapposti non
è raro riscontrare infiltrazioni per risalite dell’acqua dovute alla
capillarità; particolari condizioni, come la presenza di detriti, polvere o
altre cause di intasamento delle fessure tra le tegole, costituiscono
fattori che influiscono negativamente sulla tenuta del manto.
Copertura alla romana
La copertura alla romana o a tegole maritate era già di largo
impiego nell’antica Roma ed è ancora oggi molto apprezzata in diverse
regioni italiane. Essa è costituita da uno strato inferiore di embrici,
poggiati l’uno sull’altro in modo che ognuno deponga l’acqua su quello
sottostante, e di uno strato superiore di coppi sovrapposti per coprire i
vuoti tra le file di embrici.
Copertura a coppi
La copertura a coppi è costituita da due strati di tegole curve. Ogni
tegola dello strato inferiore (coppo canale) viene posta in opera con la
parte larga rivolta verso l’alto, cioè verso il colmo, in modo da ricevere
l’acqua dalla parte più stretta del coppo sovrastante. Ogni tegola dello
strato superiore (coppo cappello) viene disposta con la parte più larga
rivolta verso il basso, cioè verso la gronda, in modo da sovrapporsi a quella
sottostante.
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| Copertura a coppi (foto di Capri23auto – Fonte: pixabay.com) |
Manti di copertura a tegole innestate
Le tegole a innesto, a differenza di quelle a sovrapposizione, richiedono
un’orditura di sostegno notevolmente più semplice e leggera e consentono
quindi sensibili economie nella realizzazione del tetto. Le tipologie di
coperture a tegole innestate sono quindi:
- Copertura a tegole marsigliesi: si tratta di un tipo di copertura
assai diffusa, caratterizzata dall’estrema facilità di posa degli
elementi; - Copertura a tegole portoghesi: ha un aspetto simile alla romana,
della quale costituisce una valida alternativa; - Copertura a tegole olandesi: la sua caratteristica essenziale e più
apprezzata risiede nella formazione di una superficie lievemente ondulata
delle falde del tetto.
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| Copertura in laterizio con tegole olandesi (foto di Barni1 – Fonte: pixabay.com) |
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