Tetto a padiglione: com’è fatto, pendenze, pro e contro

In breve: Il tetto a padiglione è una copertura a quattro falde inclinate che scendono su tutti i lati dell’edificio, senza timpani in facciata.

È una delle forme di tetto più diffuse in Italia, soprattutto nelle villette e nelle case di campagna. Rispetto al classico tetto a due falde protegge meglio tutte le facciate, ma è più complesso da costruire. Vediamo com’è fatto, quali pendenze si usano e quando conviene sceglierlo.

Tetto a padiglione: com’è fatto, pendenze, pro e contro
La foto è stata realizzata utilizzando strumenti di intelligenza artificiale

Com’è fatto un tetto a padiglione

Un tetto a padiglione ha quattro falde: due trapezoidali sui lati lunghi e due triangolari sui lati corti, tutte con la stessa gronda.

Le falde si incontrano lungo gli spigoli inclinati chiamati displuvi, che scendono dagli estremi del colmo verso gli angoli dell’edificio. Se la pianta è quadrata, le quattro falde sono triangoli che si uniscono in un solo punto: in questo caso si parla di tetto a piramide. Se la pianta è a L o a T, nascono anche i compluvi, gli angoli rientranti in cui l’acqua converge.

La struttura può essere in legno (travi, puntoni d’angolo, travetti e tavolato), in laterocemento o in acciaio. I puntoni di displuvio sono gli elementi più caricati e vanno dimensionati con cura.

Pendenze consigliate

La pendenza di un tetto a padiglione dipende dal manto di copertura e dalla zona climatica, di solito fra il 30 e il 45%.

  • Coppi: 30-45%, minimo indicativo 30% per evitare risalite d’acqua.
  • Tegole portoghesi o marsigliesi: 30-40%.
  • Lamiera o pannelli sandwich: anche sotto il 15%.
  • Zone con neve abbondante: pendenze più alte per favorire lo scivolamento.

Nelle falde triangolari la pendenza è uguale a quella delle falde lunghe se il colmo è centrato. Il regolamento edilizio comunale può fissare limiti alla pendenza e all’altezza del colmo: va controllato prima di progettare.

Vantaggi

Il pregio principale del padiglione è che protegge tutte e quattro le facciate dalla pioggia e resiste bene al vento.

  • Gronda continua: tutti i muri esterni sono riparati, con meno degrado di intonaci e infissi.
  • Stabilità al vento: le falde inclinate su ogni lato offrono meno presa rispetto ai timpani verticali del tetto a capanna.
  • Carico distribuito: il peso grava su tutti i muri perimetrali.
  • Estetica: aspetto compatto e regolare, molto usato nelle ville.

Svantaggi

Il padiglione costa di più, è più complesso e offre meno spazio abitabile nel sottotetto.

  • Costo: più tagli, pezzi speciali per i displuvi e più lavoro di carpenteria; in media il 10-20% in più di un tetto a due falde della stessa superficie.
  • Sottotetto ridotto: le falde inclinate su ogni lato abbassano il volume utile, rendendo difficile ricavare stanze abitabili.
  • Punti delicati: displuvi e compluvi richiedono colmi e scossaline posati con cura, altrimenti sono i primi punti di infiltrazione.
  • Finestre in falda: niente timpani verticali, quindi la luce al sottotetto arriva solo da lucernari o abbaini.

Padiglione o capanna: quale scegliere

Il tetto a capanna conviene se si vuole sfruttare il sottotetto; il padiglione se conta di più proteggere le facciate e resistere al vento.

Il tetto a capanna ha due falde e due timpani verticali: costa meno, è più semplice da isolare e lascia un sottotetto più alto, con finestre sui timpani. Il padiglione è preferibile in zone ventose, in campagna, sulle case isolate e dove si vogliono gronde su tutti i lati. Esistono anche soluzioni intermedie, come il tetto a mezzo padiglione, con una piccola falda solo nella parte alta del timpano.

In fase di rifacimento conviene verificare con un tecnico lo stato dei puntoni d’angolo e dell’orditura: sono le parti che più spesso mostrano cedimenti nei tetti in legno vecchi.

Isolamento e manutenzione

Un tetto a padiglione si isola di solito sopra le falde, con pannelli continui sotto il manto, perché il sottotetto è poco sfruttabile.

L’isolamento all’estradosso evita i ponti termici in corrispondenza dei displuvi e protegge anche la struttura in legno dagli sbalzi di temperatura. Se invece il sottotetto non è abitato, si può isolare in modo più economico il solaio di sottotetto, lasciando le falde ventilate. In entrambi i casi serve una buona ventilazione sotto il manto, con prese d’aria in gronda e uscite lungo il colmo e i displuvi.

La manutenzione si concentra sui punti critici: ogni uno o due anni conviene controllare i colmi dei displuvi, le scossaline, le gronde e i compluvi, dove si accumulano foglie e detriti. Un coppo spostato su un displuvio basta a far entrare acqua nell’orditura, e le infiltrazioni sui tetti in legno si scoprono spesso solo quando la trave è già marcita.

In sintesi

Il tetto a padiglione è una copertura robusta ed elegante, che ripara tutte le facciate e resiste bene al vento, al prezzo di un costo maggiore e di un sottotetto meno sfruttabile. Prima di sceglierlo valuta come vuoi usare lo spazio sotto il tetto e controlla le regole edilizie del tuo Comune su pendenze e altezze.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra tetto a padiglione e tetto a capanna?

Il tetto a capanna ha due falde e due timpani verticali, il padiglione ha quattro falde inclinate e nessun timpano. Il padiglione protegge tutte le facciate, la capanna lascia più spazio nel sottotetto.

Quale pendenza deve avere un tetto a padiglione con coppi?

Con i coppi si usa di solito una pendenza fra il 30 e il 45%. Sotto il 30% l’acqua scorre lentamente e con vento forte può risalire tra gli elementi.

Quanto costa un tetto a padiglione?

Costa in genere il 10-20% in più di un tetto a due falde di pari superficie, per via dei displuvi, dei tagli del manto e della carpenteria più complessa.

Cos’è il displuvio in un tetto a padiglione?

È lo spigolo inclinato in cui si incontrano due falde adiacenti e da cui l’acqua scende su entrambi i lati. Si copre con elementi di colmo come il colmo principale.