In breve: Il tetto a una falda è una copertura con un solo piano inclinato che scarica l'acqua da un lato: pendenza dal 7% al 35% secondo il manto.
Il tetto a una falda, detto anche monofalda o a falda unica, è la forma di copertura più semplice che esista: un solo piano inclinato che va dal muro più alto a quello più basso. Per molto tempo è stato associato a tettoie, garage e ampliamenti addossati alla casa; oggi è una scelta frequente anche nelle abitazioni nuove, per il suo aspetto essenziale e perché si presta bene al fotovoltaico.
In questa guida vediamo quando conviene, che pendenza deve avere con i diversi manti di copertura, come si costruisce la struttura, quanto costa al metro quadro e quali permessi servono per realizzarlo o per trasformare un tetto esistente.
Cos'è un tetto a una falda
Un tetto a una falda è una copertura formata da un unico piano inclinato, che raccoglie l'acqua piovana e la porta verso una sola gronda.
A differenza del tetto a capanna, che ha due falde e una linea di colmo in mezzo, il monofalda non ha colmo: la parte alta appoggia su un muro più alto (o su una trave sostenuta da pilastri) e la parte bassa sul muro opposto. Il dislivello fra i due appoggi determina la pendenza. È la stessa logica della tettoia addossata a una parete, ma estesa a un intero edificio.
In molti testi tecnici si trova anche come tetto "a un'acqua", proprio perché l'acqua scende da un solo lato.
Quando conviene la copertura a falda unica
Il tetto a una falda conviene quando la pianta è stretta o allungata, quando l'edificio si appoggia a una parete esistente e quando si vuole orientare tutta la copertura verso sud.
I casi tipici sono:
- ampliamenti e verande addossati alla casa, dove la falda parte sotto la gronda del tetto esistente;
- garage, depositi e tettoie, dove conta la semplicità di esecuzione;
- case contemporanee a uno o due piani, con la parete alta vetrata verso il panorama;
- edifici con fotovoltaico: una falda unica esposta a sud con inclinazione vicina a 30° ospita tutti i moduli nella posizione migliore.
Conviene meno su piante quadrate molto larghe, dove una falda sola diventerebbe lunghissima e richiederebbe travi di grande sezione.
Pendenza del tetto a una falda: i valori per ogni manto
La pendenza di un tetto a una falda dipende dal manto di copertura: più il materiale è discontinuo, più la falda deve essere inclinata.
I valori minimi di riferimento sono:
- tegole marsigliesi: almeno 30% (circa 17°);
- coppi: 25-30% (14-17°);
- lamiera grecata: 7-12%, di più se la falda supera i 10 metri;
- pannelli sandwich coibentati: 5-10%;
- guaina bituminosa o manti continui: 3-5%.
La pendenza si calcola dividendo il dislivello fra i due appoggi per la distanza in orizzontale e moltiplicando per 100: se in 5 metri la falda sale di 1,5 metri, la pendenza è del 30%. In zone molto piovose o ventose è prudente aggiungere un 5-10% ai minimi.
Attenzione anche alla neve: le NTC 2018 applicano lo stesso coefficiente di forma alle falde fino a 30°, quindi una falda poco inclinata non riduce il carico di progetto, e la struttura va dimensionata di conseguenza.
Struttura: come si costruisce un tetto monofalda
La struttura di un tetto a una falda è fatta da travi inclinate che appoggiano su due cordoli a quote diverse, con sopra il pacchetto di copertura.
Nella versione più diffusa, in legno, le travi principali poggiano su un dormiente fissato al cordolo del muro alto e su uno fissato al muro basso. Se la distanza fra i due appoggi supera i 5-6 metri si passa al legno lamellare o si inserisce una trave intermedia su pilastri.
Sopra le travi si monta di solito un tetto ventilato:
- tavolato in legno;
- freno o barriera al vapore;
- isolante (fibra di legno, lana di roccia o pannelli rigidi);
- telo impermeabile traspirante;
- listelli di ventilazione e listelli porta tegole;
- manto di copertura.
Un dettaglio che nel monofalda pesa più che altrove è la gronda: tutta l'acqua finisce su un solo lato, quindi canale e pluviali vanno dimensionati per l'intera superficie. La regola pratica è circa 1 cm² di sezione di pluviale per ogni metro quadro di copertura in proiezione.
Pro e contro rispetto al tetto a due falde
Rispetto al tetto a due falde, il monofalda costa meno e si costruisce prima, ma concentra acqua e vento su un solo lato dell'edificio.
Vantaggi:
- nessun colmo, nessun compluvio: meno pezzi speciali e meno punti deboli per le infiltrazioni;
- struttura più semplice e tempi di posa più brevi;
- sottotetto sfruttabile sul lato alto, per un soppalco o un locale tecnico;
- superficie unica e ben orientata per pannelli solari e fotovoltaici.
Svantaggi:
- una sola gronda raccoglie tutta la pioggia;
- la parete alta è più esposta al vento e alla pioggia battente;
- con luci ampie servono travi più alte;
- l'altezza massima dell'edificio cresce, e questo conta nei limiti urbanistici del Comune.
Quanto costa un tetto a una falda
Un tetto a una falda in legno, isolato, ventilato e coperto in tegole costa indicativamente 190-270 euro al metro quadro, posa compresa.
Gli ordini di grandezza più comuni sono:
- tetto in legno ventilato con tegole: 190-270 €/m²;
- pannelli sandwich coibentati su struttura esistente: circa 50-90 €/m²;
- tettoia monofalda in legno lamellare, aperta e senza isolamento: circa 150-250 €/m²;
- sola sostituzione del manto (tegole o coppi): intorno ai 70 €/m².
Sul totale pesano ponteggi, lattonerie, smaltimento del vecchio tetto e progettazione strutturale. A parità di superficie il monofalda risparmia qualcosa rispetto al tetto a due falde, soprattutto per l'assenza di colmo e di pezzi speciali, ma la differenza si riduce quando la luce da coprire è grande. Sono cifre indicative: per un prezzo reale servono almeno due o tre preventivi sullo stesso capitolato.
Permessi: cosa serve per realizzarlo o modificarlo
Rifare un tetto a una falda senza cambiarne forma è manutenzione, mentre crearne uno nuovo o cambiare la sagoma di quello esistente richiede un titolo edilizio vero e proprio.
In sintesi:
- rifacimento del manto con stessi materiali e stessa forma: manutenzione ordinaria o straordinaria, con CILA quando serve;
- sostituzione delle travi portanti: intervento strutturale, con progetto e pratica sismica;
- nuovo tetto o passaggio da due falde a una: modifica della sagoma, di norma con permesso di costruire o SCIA secondo il regolamento del Comune.
Le tettoie hanno regole proprie, che cambiano da Comune a Comune in base a dimensioni e uso. Prima di progettare conviene sempre una verifica con un tecnico abilitato, anche per le distanze dai confini e le altezze massime.
In sintesi
Il tetto a una falda è una soluzione semplice, economica e adatta a ampliamenti, tettoie e case moderne, a patto di rispettare la pendenza minima del manto scelto e di dimensionare bene struttura e gronda. Prima di decidere, confronta i preventivi sullo stesso capitolato e verifica con un tecnico che forma e altezze siano compatibili con le regole del tuo Comune.
Domande frequenti
Qual è la pendenza minima di un tetto a una falda?
Dipende dal manto: almeno 30% con tegole marsigliesi, 25-30% con i coppi, 7-12% con la lamiera grecata, 5-10% con i pannelli sandwich e 3-5% con la guaina bituminosa.
Un tetto a una falda costa meno di uno a due falde?
Di solito sì, perché non ha colmo né compluvi e la struttura è più semplice. Il risparmio si riduce quando la falda è molto lunga e servono travi di sezione maggiore.
Da che parte deve pendere un tetto a una falda?
Di norma verso il lato meno esposto alle piogge dominanti o verso il giardino, dove è facile scaricare l'acqua. Se si prevede il fotovoltaico, la falda va rivolta a sud.
Si può trasformare un tetto a due falde in un tetto a una falda?
Sì, ma cambia la sagoma dell'edificio: servono un progetto strutturale e di norma un permesso di costruire o una SCIA, oltre al rispetto delle altezze e delle distanze previste dal Comune.