In estate con il caldo afoso e umido si rende necessario installare il climatizzatore o il ventilatore per alleviare le nostre giornate e resistere al caldo. L’unico inconveniente è che un impianto di aria condizionata fa aumentare il costo in bolletta perchè consumano corrente elettrica. In realtà però esistono dei sistemi semplici e veloci, oltre che molto economici, per costruire un impianto di aria condizionata.
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| Come costruire un impianto di aria condizionata (immagine di tumisu -Fonte: https://pixabay.com) |
Predisposizione e installazione impianto di aria condizionata
- generalmente fanno rumore;
- una finestra non riesco a chiuderla del tutto;
- consumano di più;
- permettono di raffrescare solo una singola stanza.
Come costruire un impianto di aria condizionata fai da te
Tutto quello che occorre per costruire un impianto di aria condizionata sono:
- Una contenitore per ghiaccio abbastanza capiente, in modo da poter contenere almeno 5 o 6 bottiglie da 1,5 litro di acqua ghiacciata tirata fuori dal freezer;
- Un tubo circolare ad ancoraggio curvo, facilmente reperibile nei negozi di bricolage;
- Un piccolo o medio ventilatore.
Quali sono le varie fasi operative
- Segnare sul coperchio della ghiacciaia con un pennarello, le dimensioni del ventilatore e del tubo circolare;
- Con un taglierino, facendo attenzione a non farvi male, fate un taglio circolare sulla zona precedentemente segnata col pennarello e inserite il tubo cilindrico;
- Appoggiate il ventilatore sul foro ottenuto dopo il taglio eventualmente sigillando con del nastro adesivo;
- Aggiungete le bottiglie di acqua ghiacciata ed avviare il ventilatore.
Climatizzatore fisso, portatile o soluzione fai da te: come scegliere
Prima di decidere come rinfrescare casa conviene confrontare con lucidità le tre strade possibili, perché ciascuna risponde a esigenze diverse di budget, efficienza e praticità. La soluzione fai da te con ghiaccio e ventilatore descritta sopra è un rimedio di emergenza, utile per qualche ora in una singola stanza o quando non si può installare nulla di permanente: non abbassa davvero la temperatura ambiente di molti gradi, ma aumenta la sensazione di freschezza grazie al movimento d'aria e all'evaporazione. È economica e immediata, ma non sostituisce un vero impianto.
Il climatizzatore portatile monoblocco è il passo intermedio: non richiede opere murarie, si sposta da una stanza all'altra e va semplicemente collegato alla presa elettrica, con il tubo di scarico dell'aria calda da far passare attraverso una finestra socchiusa. In cambio offre prestazioni inferiori, consuma di più e fa più rumore rispetto a un fisso. È la scelta giusta per chi vive in affitto, per piccole metrature o per un uso saltuario.
Il climatizzatore fisso split (mono o multisplit) resta la soluzione più efficiente e silenziosa: l'unità esterna ospita compressore e condensatore, mentre le unità interne diffondono l'aria trattata. Richiede l'intervento di un tecnico abilitato per la posa e la carica del gas refrigerante, ma garantisce il miglior rapporto tra comfort, consumi e durata nel tempo. Quando la spesa iniziale è sostenibile, è quasi sempre l'investimento migliore.
Come dimensionare i BTU e la potenza del climatizzatore
Uno degli errori più frequenti è scegliere un climatizzatore senza valutare la potenza necessaria per l'ambiente da raffrescare. La potenza frigorifera si misura in BTU/h (British Thermal Unit): un apparecchio sottodimensionato lavora sempre al massimo senza mai raffreddare bene, mentre uno sovradimensionato si accende e spegne di continuo, consumando di più e deumidificando in modo irregolare.
Come regola di massima per un'abitazione mediamente isolata si possono considerare questi valori indicativi:
- fino a circa 15 m²: un'unità da 9.000 BTU è in genere sufficiente;
- tra 15 e 25 m²: orientarsi su 12.000 BTU;
- tra 25 e 40 m²: valutare 18.000 BTU o più;
- oltre i 40 m² o in caso di open space: meglio un multisplit o più unità.
Sono stime di partenza: il fabbisogno reale dipende dall'esposizione al sole, dal numero di finestre, dall'isolamento delle pareti, dall'altezza dei soffitti e dal numero di persone presenti. In caso di dubbio conviene farsi calcolare il dimensionamento corretto dal rivenditore o dall'installatore. Per ridurre i consumi, infine, è bene puntare su modelli con tecnologia inverter e classe energetica elevata, che modulano la potenza invece di funzionare a pieno regime in continuo.
Manutenzione del climatizzatore: pulizia e controlli
Un impianto di aria condizionata mantiene prestazioni elevate e consumi contenuti solo se sottoposto a una manutenzione regolare. Trascurarla significa respirare aria meno salubre, sprecare energia e ridurre la vita dell'apparecchio. Le operazioni principali sono alla portata di chiunque:
- Pulizia dei filtri dell'unità interna ogni 2-4 settimane durante l'uso intensivo: si estraggono, si lavano con acqua tiepida e si lasciano asciugare prima di rimontarli. Filtri sporchi riducono la resa e favoriscono la formazione di muffe e cattivi odori;
- Pulizia delle alette e dello scambiatore con un panno e, se necessario, prodotti igienizzanti specifici per climatizzatori;
- Controllo dello scarico della condensa, verificando che il tubo non sia ostruito per evitare gocciolamenti e ristagni;
- Verifica periodica del gas refrigerante da parte di un tecnico abilitato: una carica insufficiente fa perdere efficienza all'impianto.
Oltre alla pulizia ordinaria, è consigliabile far eseguire un controllo professionale prima dell'estate, quando l'apparecchio torna in funzione dopo i mesi freddi. Per gli impianti di una certa potenza la normativa prevede inoltre controlli e libretto dell'impianto: informarsi presso un tecnico è il modo più sicuro per restare in regola.
Errori comuni da evitare con l'aria condizionata
Anche con un buon impianto si commettono spesso piccoli errori che ne riducono l'efficacia o ne aumentano i consumi. Tenerli a mente aiuta a stare meglio e a risparmiare:
- Impostare temperature troppo basse: una differenza di 6-7 °C rispetto all'esterno è in genere sufficiente per il comfort; scendere oltre stressa l'organismo e fa lievitare la bolletta;
- Lasciare porte e finestre aperte mentre il climatizzatore è acceso: l'apparecchio lavora a vuoto cercando di raffreddare anche l'aria che entra da fuori;
- Dirigere il flusso d'aria direttamente sulle persone, causa frequente di torcicollo, raffreddori e fastidi: meglio orientare le alette verso l'alto;
- Dimenticare la manutenzione dei filtri, che peggiora resa e qualità dell'aria;
- Posizionare l'unità esterna in pieno sole o in spazi non ventilati, riducendone l'efficienza di smaltimento del calore.
Curare questi dettagli, insieme a un corretto dimensionamento e a una manutenzione costante, fa la differenza tra un impianto che rinfresca davvero a costi ragionevoli e uno che delude e pesa sulla bolletta.
Domande frequenti sull'impianto di aria condizionata
Funziona davvero l'aria condizionata fai da te con il ghiaccio?
È un rimedio di emergenza, non un vero climatizzatore. Il ventilatore che soffia sopra le bottiglie di ghiaccio aumenta la sensazione di freschezza grazie al movimento d'aria e all'evaporazione, dando sollievo in una singola stanza per qualche ora. Non abbassa però la temperatura ambiente come fa uno split: per un raffrescamento reale e duraturo serve un impianto vero e proprio.
Quanti BTU servono per raffrescare una stanza?
Dipende dalla superficie e dalle caratteristiche dell'ambiente. Come stima di partenza, per una stanza mediamente isolata si considerano circa 9.000 BTU fino a 15 m², 12.000 BTU tra 15 e 25 m² e 18.000 BTU oltre i 25 m². Esposizione al sole, numero di finestre, isolamento e persone presenti modificano il fabbisogno: in caso di dubbio è meglio farsi calcolare il dimensionamento corretto dall'installatore.
Ogni quanto vanno puliti i filtri del climatizzatore?
Durante l'uso intensivo conviene pulire i filtri dell'unità interna ogni 2-4 settimane. Si estraggono, si lavano con acqua tiepida e si lasciano asciugare bene prima di rimontarli. Filtri puliti garantiscono aria più salubre, migliore resa e consumi più bassi, mentre quelli sporchi favoriscono muffe e cattivi odori e fanno lavorare di più l'apparecchio.
Meglio un climatizzatore fisso o uno portatile?
Il fisso split è più efficiente, silenzioso ed economico nei consumi, ma richiede installazione da parte di un tecnico abilitato e opere fisse. Il portatile monoblocco non necessita di interventi murari e si sposta tra le stanze, ma consuma di più, fa più rumore e raffresca meno. Il portatile è ideale per affitti, piccole metrature o usi saltuari; il fisso conviene per un uso stabile e prolungato.
L'installazione del climatizzatore dà diritto a detrazioni fiscali?
Sì, l'installazione di climatizzatori ad alta efficienza energetica può rientrare tra gli interventi agevolabili per il risparmio energetico, a determinate condizioni e nel rispetto dei requisiti tecnici previsti. Spesso è richiesta la comunicazione ENEA e la conservazione della documentazione e dei pagamenti tracciabili. Poiché aliquote e requisiti vengono aggiornati periodicamente, conviene verificare le regole vigenti al momento dell'intervento con un tecnico o un commercialista.
