Condensatore ventilatore: cos’è, a cosa serve e come funziona

L’estate è nel pieno della sua stagione e con essa anche il caldo afoso che a
volte toglie il respiro. Chi non ha un climatizzatore può sempre utilizzare un
ventilatore per far circolare l’aria e sentire meno la sensazione di caldo.
Vediamo cos’è un condensatore per ventilatore e aria condizionata e come funziona.

condensatore ventilatore
Condensatore ventilatore (foto di peterweideman – Fonte: pixabay.com)

Condensatore ventilatore: a cosa serve

Risposta rapida: il condensatore serve a far partire e far girare il motore monofase del ventilatore. Crea uno sfasamento della corrente sull’avvolgimento ausiliario (secondario) rispetto a quello principale, generando il campo magnetico rotante che mette in rotazione le pale. Senza condensatore (o con un condensatore guasto) il motore ronza ma non parte, oppure gira piano e si surriscalda.

I ventilatori domestici – sia quelli a soffitto sia quelli a piantana o a colonna – usano quasi sempre un motore monofase asincrono. Questo tipo di motore, alimentato da una sola fase di rete (230 V), da solo non sarebbe in grado di partire: ha bisogno di un secondo avvolgimento, detto ausiliario o di avviamento, alimentato attraverso il condensatore. È proprio lo sfasamento introdotto dal condensatore (in anticipo rispetto alla tensione di rete) che simula una seconda fase e crea la coppia di spunto necessaria all’avviamento. Per questo, quando il condensatore si guasta, il sintomo classico è il ventilatore che “ronza” ma con le pale ferme.

Cos’è un condensatore per ventilatore

Il condensatore è un dispositivo elettronico passivo costituito da due
piastre conduttrici separate da un isolante, detto dielettrico, che può essere
polarizzato con l’applicazione di un campo elettrico. La capacità di
immagazzinare energia in un campo elettrico interno è direttamente
proporzionale all’area della piastra e inversamente proporzionale alla
distanza tra le due piastre.

In soldoni i condensatori sono dispositivi di immagazzinaggio
dell’energia essenziali per i circuiti elettronici analogici e digitali
utilizzati nella temporizzazione, per la creazione e la modellazione delle
forme d’onda, per il blocco della corrente continua e l’accoppiamento di
segnali in corrente alternata, per il filtraggio e il livellamento e,
naturalmente, per l’immagazzinaggio dell’energia.

Nel caso di un ventilatore da soffitto, il condensatore è applicato sul
motore del ventilatore e serve per mantenere una carica, ovvero questo
dispositivo fornisce energia al motore per farlo funzionare.

Condensatore di spunto e di marcia

Quando si parla di motori monofase ricorrono tre espressioni che conviene chiarire, perché spesso vengono confuse:

  • Condensatore di spunto (o di avviamento): interviene solo nei primi istanti per dare la coppia necessaria all’avvio. In alcuni motori viene escluso dal circuito una volta raggiunta la velocità di regime tramite un interruttore centrifugo.
  • Condensatore di marcia (permanente): resta sempre inserito durante il funzionamento e migliora rendimento, silenziosità e fattore di potenza. È la soluzione più diffusa nei ventilatori domestici, dove un unico condensatore permanente assolve sia all’avvio sia alla marcia.
  • Condensatore permanente: è di fatto un condensatore di marcia che rimane sempre collegato; nei piccoli ventilatori a soffitto e a piantana è quasi sempre questo il tipo presente.

Nella stragrande maggioranza dei ventilatori di casa troverai quindi un solo condensatore permanente: è quello da controllare e, in caso di guasto, da sostituire. La distinzione tra spunto e marcia diventa rilevante soprattutto su motori più grandi (pompe, compressori), ma è utile conoscerla per non confondersi davanti ai dati stampati sul componente.

Tipologie di condensatore

I condensatori per ventilatore non sono tutti uguali; in commercio se ne
trovano di svariati tipi che si differenziano per il materiale
utilizzato come armatura e per l’isolamento, ma anche per la capacità di
accumulare elettricità.

Possiamo così avere i seguenti tipi di condensatore:

  • condensatori ceramici (a strato singolo o multistrato MLCC);
  • condensatori elettrolitici al tantalio;
  • condensatori elettrolitici;
  • super condensatori;
  • condensatori in poliestere;
  • condensatori in mica;
  • condensatori polimerici;
  • condensatori passanti.

Quelli che funzionano meglio e hanno maggiori prestazioni sono i
condensatori elettrolitici e i super condensatori che sono fatti con film di
lamine sottili di metallo, e altri materiali, avvolti su se stessi che
consentono di aumentare la superficie di accumulo della carica elettrica.

Capacità in µF e tensione: come scegliere

Per scegliere il condensatore giusto contano due dati, entrambi stampati sull’involucro del componente originale:

  • Capacità in microfarad (µF): indica quanta carica il condensatore riesce ad accumulare e determina lo sfasamento. È il valore più importante: va rispettato esattamente quello indicato sul condensatore da sostituire (o sulla targhetta del motore).
  • Tensione di lavoro in Volt (Vac): per i ventilatori di rete a 230 V si usano tipicamente condensatori da 400 V o 450 V in corrente alternata. Si può montare un condensatore con tensione uguale o superiore a quella originale, mai inferiore.

La regola pratica è semplice: stessi µF, tensione uguale o maggiore. Non “arrotondare” la capacità sperando di avere più spinta: un valore di µF sbagliato fa girare il motore in modo irregolare, lo surriscalda e ne riduce la durata. Se i dati sul vecchio condensatore non sono più leggibili, fai riferimento alla targhetta del motore o al manuale del ventilatore, senza inventare valori a caso.

SintomoPossibile causaCosa controllare
Il motore ronza ma le pale restano fermeCondensatore esaurito o interrottoCapacità µF reale del condensatore (con tester)
Le pale partono solo se spinte a manoCoppia di spunto insufficienteCondensatore di avviamento/permanente
Ventilatore lento o che si surriscaldaCapacità calata sotto il valore nominaleConfronto µF misurati vs µF stampati
Condensatore gonfio, annerito o che perde liquidoGuasto evidente / elettrolita evaporatoSostituzione immediata del componente
Nessun segno di vita anche cambiando il condensatoreProblema su avvolgimenti, cablaggio o interruttoreContinuità avvolgimenti e contatti

Schema elettrico del ventilatore con condensatore

Lo schema elettrico di un ventilatore con condensatore è, nei casi più semplici, molto lineare. Il motore monofase ha due avvolgimenti: uno principale e uno ausiliario. La rete (fase e neutro a 230 V) alimenta direttamente l’avvolgimento principale; l’avvolgimento ausiliario viene invece alimentato in serie al condensatore, che ne sfasa la corrente. I due avvolgimenti sono in parallelo tra loro a valle dell’alimentazione, con il condensatore inserito sul ramo ausiliario.

In pratica il condensatore ha due terminali: uno va a un capo dell’avvolgimento ausiliario, l’altro al nodo comune fase/avvolgimento principale. Nei ventilatori a soffitto con regolazione di velocità si aggiungono prese intermedie degli avvolgimenti o un variatore, ma il principio resta identico. Prima di toccare i collegamenti, fotografa lo schema dei fili così com’è: ti servirà come riferimento per rimontare tutto correttamente, perché i colori dei cavi non sono standard tra una marca e l’altra.

Guasto del condensatore: cause e sintomi

Abbiamo visto che quando un ventilatore da soffitto non funziona più spesso
e volentieri il problema potrebbe essere il condensatore che si è bruciato.
Ma perché un condensatore si brucia e smette di funzionare?

Un condensatore si può bruciare, o addirittura esplodere, quando vengono
invertite le polarità che potrebbe generare un corto circuito; questo
potrebbe generare un accumulo di calore all’interno del condensatore, fino a
farlo esplodere al termine dell’evaporazione dell’elettrolita dovuto
all’aumento di pressione all’interno del componente elettrico passivo.

Un’altra causa che potrebbe comportare il guasto e la rottura del
condensatore per ventilatore sono i picchi di tensione nella rete elettrica,
la presenza di un fulmine o il sovraccarico elettrico dovuto a una tensione
superiore al valore nominale supportato.

Come sostituire il condensatore per ventilatore

E’ normale che dopo un pò di anni di utilizzo del ventilatore possa
non funzionare più. E’ il caso tipico del ventilatore da soffitto che
ad un certo punto le pale iniziano a non girare più e stanno ferme. In
questo caso molto probabilmente il problema riguarda il
condensatore che si è bruciato, quindi non è necessario buttarlo via
e prenderne uno di nuovo; semplicemente sostituendo il condensatore
bruciato il ventilatore ricomincia a funzionare.

⚠️ Sicurezza prima di tutto: si lavora con l’elettricità. Prima di qualsiasi intervento stacca la corrente dall’interruttore generale o dal magnetotermico della linea, non limitarti a spegnere il ventilatore. Un condensatore, anche scollegato, può rimanere carico: prima di toccarne i terminali scaricalo mettendoli brevemente in cortocircuito con un cacciavite a manico isolato (o tramite una resistenza). Se non hai dimestichezza con gli impianti elettrici o hai dubbi, affidati a un elettricista qualificato.

La procedura, in linea generale, è questa:

  1. Togli tensione alla linea e verifica con un cercafase che non ci sia corrente.
  2. Accedi al vano del condensatore (calotta del ventilatore a soffitto o base/colonna nel modello a piantana).
  3. Fotografa il cablaggio e scarica il condensatore prima di scollegarlo.
  4. Annota i dati stampati (µF e Vac) e scollega i terminali.
  5. Monta il nuovo condensatore con stessi µF e tensione uguale o superiore, ricollegando i fili come da foto.
  6. Richiudi, ridai corrente e verifica l’avvio.

Online si trovano numerosi video tutorial che mostrano passo passo come sostituire il condensatore di un ventilatore fai da te: utili come riferimento, purché si rispettino sempre le precauzioni di sicurezza.

Ventilatore a soffitto

Nel ventilatore a soffitto il condensatore è alloggiato in genere nella calotta superiore del corpo motore, vicino ai morsetti. Dopo aver staccato la corrente, smonta la copertura per accedere al componente. È l’intervento più frequente perché il sintomo tipico (pale ferme con motore che ronza) compare proprio su questi ventilatori. Lavorando in alto, su scala stabile, presta attenzione anche al fissaggio meccanico del ventilatore al soffitto.

Ventilatore a piantana

Nel ventilatore a piantana (o a colonna) il condensatore si trova di solito nella base o nel blocco motore dietro l’oscillazione. La logica di sostituzione è identica a quella del soffitto: stacca la corrente, scarica il condensatore, rispetta µF e Vac. Cambia solo il punto in cui smontare la scocca per raggiungere il componente. Anche per il condensatore per ventilatore a piantana vale la regola d’oro: capacità identica, tensione uguale o superiore.

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