In breve: La CIL è stata abolita nel 2016: oggi per una ristrutturazione interna leggera si presenta la CILA, asseverata da un tecnico.
Chi cerca la CIL per una ristrutturazione trova spesso moduli e guide vecchie. La comunicazione di inizio lavori semplice è stata eliminata dal decreto legislativo 222 del 2016, che ha riordinato i titoli edilizi.
Vediamo cos’era la CIL, cosa la sostituisce, quale pratica serve oggi per i lavori più comuni in casa e cosa si rischia se si sbaglia titolo.
Cos’era la CIL
La CIL era una comunicazione al Comune per alcuni lavori minori, che non richiedeva l’asseverazione di un tecnico abilitato.
Era prevista dall’articolo 6 del Testo unico dell’edilizia per interventi come opere temporanee, pavimentazioni di aree esterne, pannelli solari fuori dai centri storici e aree ludiche. Accanto esisteva la CIL asseverata, cioè con la relazione di un tecnico, per la manutenzione straordinaria interna: è da questa che è nata l’attuale CILA.
Perché oggi non si usa più
Dal dicembre 2016 la CIL non esiste più: i lavori che copriva sono passati in parte all’edilizia libera e in parte alla CILA.
- Edilizia libera: molte opere minori, come la manutenzione ordinaria, le pavimentazioni esterne e le opere temporanee da rimuovere entro 180 giorni, oggi non richiedono alcuna comunicazione, salvo quella per le opere temporanee.
- CILA: la comunicazione di inizio lavori asseverata è diventata il titolo residuale per tutti gli interventi che non rientrano né nell’edilizia libera né nella SCIA o nel permesso di costruire.
Se un modulo o un Comune parla ancora di CIL, quasi sempre intende la CILA o un vecchio modello non aggiornato.
Cosa presentare oggi per ristrutturare casa
Per una ristrutturazione interna senza toccare le strutture oggi si presenta la CILA, firmata da un tecnico.
- Nessuna pratica: tinteggiatura, rifacimento di pavimenti e rivestimenti, sostituzione di sanitari e infissi uguali, riparazione di impianti.
- CILA: spostamento o demolizione di tramezzi non portanti, rifacimento degli impianti con nuova distribuzione, frazionamento o accorpamento di unità senza modifiche strutturali, nuovo bagno.
- SCIA: interventi su parti strutturali, come aprire un varco in un muro portante o rifare un solaio.
- Permesso di costruire: ristrutturazioni che cambiano volumi, sagoma o prospetti oltre i limiti di legge.
Il confine tra un caso e l’altro dipende anche dal regolamento edilizio del Comune: il tecnico lo verifica prima di scegliere la pratica.
Come si presenta la CILA
La CILA si trasmette online allo Sportello unico per l’edilizia del Comune prima di iniziare i lavori, e i lavori possono partire subito.
- Un tecnico abilitato redige la relazione e assevera che i lavori rispettano le norme urbanistiche, igienico-sanitarie e di sicurezza.
- Si allegano elaborati grafici dello stato attuale e di progetto e i dati dell’impresa che esegue i lavori.
- A fine lavori si comunica la chiusura e, se cambiano le planimetrie, si aggiorna il catasto.
Il costo comprende i diritti di segreteria, spesso tra 50 e 150 euro, e l’onorario del tecnico, in genere da 500 a 1.500 euro a seconda del lavoro e dell’aggiornamento catastale.
CIL, CILA e CILAS: non confonderle
Oltre alla vecchia CIL e alla CILA esiste la CILAS, una variante nata solo per i lavori del Superbonus.
- CIL: comunicazione senza tecnico, abolita nel 2016; oggi non si presenta più.
- CILA: comunicazione asseverata da un tecnico, il titolo ordinario per la manutenzione straordinaria leggera.
- CILAS: CILA Superbonus, introdotta nel 2021 per gli interventi agevolati con il Superbonus, con regole semplificate sulla verifica dello stato legittimo.
Per una ristrutturazione normale, anche con detrazione al 50 per cento o bonus mobili, il titolo da presentare è la CILA ordinaria. La CILAS serve solo se l’intervento rientra nel Superbonus, che oggi riguarda casi sempre più limitati: il tecnico sa quale modulo usare nel portale del tuo Comune.
Cosa si rischia senza pratica
Fare lavori soggetti a CILA senza presentarla comporta una sanzione di 1.000 euro, ridotta a un terzo se la comunicazione si presenta spontaneamente mentre i lavori sono in corso.
Il problema più serio arriva però dopo: una planimetria non conforme può bloccare una compravendita o un mutuo, e senza titolo edilizio regolare non si accede ai bonus fiscali per la ristrutturazione. Sanare a posteriori costa quasi sempre di più che fare la pratica prima.
In sintesi
La CIL per ristrutturazione appartiene al passato: dal 2016 per i lavori interni senza parti strutturali si presenta la CILA, con un tecnico che assevera il progetto. Prima di aprire il cantiere fai verificare quale titolo serve davvero: tra edilizia libera, CILA e SCIA il confine dipende dal tipo di intervento e dal regolamento del tuo Comune.
Domande frequenti
La CIL esiste ancora?
No: è stata abolita dal decreto legislativo 222 del 2016. Le opere minori che copriva sono oggi in edilizia libera, mentre per la manutenzione straordinaria interna si usa la CILA.
Qual è la differenza tra CIL e CILA?
La CIL era una semplice comunicazione senza tecnico; la CILA è asseverata, cioè accompagnata dalla relazione di un tecnico abilitato che garantisce la conformità dei lavori alle norme.
Per rifare il bagno serve la CILA?
Se sostituisci sanitari e piastrelle senza modificare la distribuzione degli impianti è manutenzione ordinaria e non serve nulla. Se sposti scarichi e pareti o crei un bagno nuovo serve la CILA.
Quanto costa la CILA in totale?
Tra diritti di segreteria e onorario del tecnico si spendono in genere tra 600 e 1.700 euro; l’eventuale aggiornamento catastale fa salire la cifra.