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Pavimenti in porfido: tipologie e caratteristiche

Pavimenti in porfido: tipologie e caratteristiche

Il porfido è una pietra molto resistente alle azioni meccaniche utilizzata principalmente per le pavimentazioni esterne. Vediamo le altre caratteristiche ed i principali impieghi.

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Porfido (foto di mathiasfaust - Fonte: https://pixabay.com)

Cos'è il porfido?

Il porfido è un tipo di pietra naturale particolarmente versatile che viene spesso utilizzata per pavimentazioni esterne poiché è molto resistente sia al forte freddo sia a temperature decisamente elevate. Il porfido lo possiamo trovare perciò in particolare in vari tipi di pavimentazioni, dai sampietrini alle lastre di di vari formati regolari o irregolari. Il porfido fin dall'antichità veniva utilizzato per le pavimentazioni esterne o stradali perché è dotata di una scabrosità naturale e resiste molto bene alle azioni meccaniche. Inoltre, grazie alla varietà cromatica e alle possibili lavorazioni e finiture del porfido, permette di ottenere e realizzare pavimentazioni dall'elevato valore estetico oltre che funzionale. Si presta molto per esempio nelle case di campagna o case dallo stile rustico oppure nelle pavimentazioni dei centri storici e piazze.

Prestazioni delle pavimentazioni esterne: pavimenti in porfido

Alle pavimentazioni esterne si richiedono essenzialmente una elevata resistenza alle azioni meccaniche provocate dal traffico, specialmente nel caso di aree pubbliche, e una adeguata antiscivolosità per pedoni e veicoli, anche in condizioni di superficie bagnata o leggermente ghiacciata. Le prestazioni più importanti sono dunque la resistenza all'usura e il coefficiente d’attrito. Ad esse si aggiungono la resistenza agli agenti atmosferici e al gelo, che devono garantire la durabilità della pavimentazione anche in situazioni climatiche e ambientali sfavorevoli.

Altre prestazioni da considerare con particolare attenzione nei contesti urbani sono la facilità di manutenzione, l’agevole ripristino dell’aspetto superficiale dopo l’esecuzione di lavori nel sottosuolo, l’idoneità a costituire arredo urbano e segnaletica orizzontale mediante campiture, disegni, etc.

Anche le pavimentazioni esterne, come quelle interne, sono formate da uno strato superficiale (o strato di usura) che può essere realizzato con vari materiali come lastre di materiali lapidei, piastrelle o cubetti di porfido, e da un supporto le cui caratteristiche variano a seconda della natura del terreno, del tipo di pavimentazione e dei carichi previsti.

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Pavimentazione esterna in cubetti di porfido (foto di Elisa S89 - Fonte: https://pixabay.com)

Pavimentazioni in porfido: caratteristiche, tipologie e geometrie di posa

Le tipologie di pavimentazioni esterne di usuale impiego sono le pavimentazioni di lastre, le pavimentazioni di piastrelle e le pavimentazioni di cubetti.

Pavimentazioni di lastre:
Le pavimentazioni di lastre, comunemente chiamate lastricati o lastrici, sono in genere costituiti da lastre di quarziti, porfidi, etc. con superfici a spacco. La posa delle lastre viene in genere eseguita su uno strato di malta cementizia di 4-5 cm di spessore, in modo che si formino giunti di circa 1 cm di larghezza, in grado di assorbire le tolleranze dimensionali degli elementi. Si procede poi alla sigillatura con boiacca ricca di cemento fino a riempire completamente i giunti.

Le geometrie di posa tipiche ottenute con le lastre sono denominate:
- A misura fissa, ottenuta con lastre di dimensioni e formati uguali;
- A correre, costituita da lastre aventi una dimensione fissa e l’altra variabile. In tal modo i giunti risultano allineati in una sola direzione;
- A opus incertum, realizzata con elementi informi.


Pavimentazioni a cubetti:
Tra le pavimentazioni esterne lapidee occupano un posto particolare le pavimentazioni in cubetti di porfido, storicamente molto utilizzate per le loro elevate prestazioni di anti-scivolosità e di resistenza all’usura e soprattutto per la loro adattabilità a diverse situazioni d’impiego grazie alla varietà di disegni e alla integrabilità con altri elementi di arredo urbano. 

I cubetti di porfido vengono posati su un letto di sabbia di adeguato spessore (4 o 6 cm); altra sabbia viene fatta penetrare negli interstizi , che vengono costipati completamente mediante una battitura superficiale unita ad abbondante irrorazione di acqua. La posa si conclude con la sigillatura dei giunti mediante boiacca cementizia, oppure con altri materiali allo scopo di evitare l’eventuale fuoriuscita di sabbia causata da dilavamento e l’arrotondamento degli spigoli dei cubetti. Con i cubetti di porfido viene realizzato un tipo particolare di disegno, detto ad archi contrastanti, che permette di assorbire le sollecitazioni e le spinte derivanti dal transito dei veicoli. Esistono poi molte altre geometrie di posa, basate su particolari disposizioni dei cubetti e sull'integrazione con elementi lapidei di forme diverse.

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