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Tadao Ando e il calcestruzzo a vista

Tadao Ando è un architetto giapponese del '900 che ha utilizzato moltissimo il calcestruzzo a vista esaltandone le caratteristiche. Vediamo come l'ha utilizzato... 

Il calcestruzzo a vista è la soluzione più moderna e idonea, che permette di soddisfare esigenze sia di carattere tecnico-ingegneristico che di tipo economico ed estetico. L'architettura mostra un chiaro trend verso soluzioni personalizzate e l'unicità delle superfici. Il calcestruzzo a vista gettato in opera lascia un ampio spazio espressivo all'architettura.
Il cemento a vista, detto anche calcestruzzo a vista, indica una modalità di utilizzo architettonico del calcestruzzo che consiste nel non ricoprire le superfici a vista con intonaco o rivestirle con altri materiali (pietra, mattoni, piastrelle), ma lasciarle piuttosto visibili, evidenziando le forme e le caratteristiche strutturali della costruzione edilizia. L'architettura moderna in special modo con la corrente architettonica del Brutalismo (dal termine francese beton brut "cemento grezzo") ha fatto sempre più riferimento all'espressività e matericità del calcestruzzo a vista. A partire dai volumi plastici ma brutali di Le Corbusier, nell'Unité d'Habitation di Marseille (Marsiglia, 1950) e nella realizzazione della città di Chandigarh, dopo le quali è seguito un vero e proprio stile architettonico legato all'uso del calcestruzzo a vista. Con questa tecnica il cemento costruisce lo spazio architettonico divenendo parte essenziale del disegno architettonico.
unitè d'habitation le corbusier
Unitè d’Habitation Marsiglia – Le Corbusier
(Fonte: fondationlecorbusier.fr/)

Tadao Ando: origini della sua architettura

Tadao Ando è uno dei maestri dell’architettura del ‘900 e uno dei massimi esponenti dell’architettura contemporanea. L’architetto giapponese che ha fatto del calcestruzzo a vista il suo materiale principale per le sue architetture divenute famose in tutto il mondo. 
A partire dai suoi esordi, dopo un periodo di lavoro dedicato alle commesse di arredi o di piccole abitazioni, alla metà degli anni settanta, Tadao Ando sviluppa una poetica capace di lavorare sotto l’influsso di valori desunti dalla tradizione giapponese dell’abitare.
chiesa osaka
Chiesa della luce Ibaaki, Osaka, Giappone 1989 – Tadao Ando
(Fonte: dezeen.com/)
L’architettura tradizionale giapponese è costruita quasi esclusivamente con materiali di origine vegetale quali il legno, il bambù, le stuoie la paglia per il tetto. La sensazione che trasmette è pressoché monocromatica con una infinita variazione di sfumature e di toni. È ammesso un uso più che discreto della decorazione, efficace soprattutto in relazione alla penombra in cui è ambientata.  Il benessere ambientale quanto più è scarno, fatto di sensazioni tattili, luminose, acustiche, rapportato alla esaltazione di sensazioni corporee, tanto più stimola quelle che Tadao Ando definisce qualità non relazionali dell’abitare, qualità dello spazio architettonico in grado di accogliere e confortare la profondità dell’animo di chi lo abita.
chiesa osaka
Chiesa della luce Ibaaki, Osaka, Giappone 1987-1989 – Tadao Ando (https://www.designboom.com/) la chiesa della luce è un parallelepipedo di cemento armato in cui una delle pareti minori, quella dell’altare, esposta a sud è incisa da una croce per tutto lo spessore della muratura; si genera così una fonte di luce cruciforme.

Luce e materia, l’utilizzo del calcestruzzo a vista

Tadao Ando eredita dalla tecnica moderna del costruire il cemento armato e lo adotta, spesso in forma di muratura continua, come materiale dominante delle sue opere, in grado di conformare gli spazi e attribuire loro carattere cromatico, tattile e acustico, in parallelo con il ruolo che il legno e gli altri materiali vegetali svolgevano nell'architettura tradizionale. 
punta della dogana
Restauro Punta della Dogana a Venezia  2009 – Tadao Ando
(Fonte: archilovers.com/)
L’uso del calcestruzzo armato a vista, esteso su tutto l’edificio, comporta la soluzione dei problemi progettuali complessi nella definizione delle casseforme, quasi un progetto parallelo, per controllare la qualità delle superfici, dei giunti, dei raccordi, tra i piani e le superfici verticali. L’affinamento della tecnica di controllo di questi aspetti progettuali, ormai fa parte del bagaglio culturale dello studio di Tadao Ando, una sorta di manuale di progettazione in continua evoluzione rappresentato dagli esempi realizzati.  Dalla dimensione del tatami (90x180 cm) che era il modulo del dimensionamento della casa tradizionale, Tadao Ando ricava la dimensione del suo pannello da cassero, che attribuisce al calcestruzzo a vista la propria impronta e diventa modulo costruttivo e unità di misura dell’intero sistema progettuale.
benetton
Fabbrica Benetton a Treviso 1993 – 1995 Tadao Ando
(Fonte: fabrica.it/)
benetton
Fabbrica Benetton a Treviso 1993 – 1995 Tadao Ando
(Fonte: fabrica.it/)
Nell'accuratezza progettuale delle casseforme, in grado di determinare la qualità percettibili dei suoi muri, Tadao Ando recupera lo spirito della meticolosità e complessità dell’elaborazione artigianale della casa giapponese, che perseguiva la massima semplicità e minimalità espressiva attraverso il massimo rigore di esecuzione. Nei suoi edifici in cemento la luce naturale e artificiale viene usata come commento delle qualità estetiche e tattili delle superfici lisce.
Teatro Armani, Milano, Italia 2001 – Tadao Ando
(Fonte: it.pinterest.com)

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