Grattacieli a Milano

Grattacieli a Milano: quali sono


Milano cresce in altezza alla ricerca di nuovi record e di una nuova fisionomia, e si sviluppa nel segno di una nuova architettura sempre più sostenibile e dalle forme ardite, complice un mercato immobiliare che riesce ad attirare ingenti investimenti dall'estero. Il skyline di Milano è in continua mutazione con il restyling delle “vecchie” architetture e quelle nuove come Gioia 22 ma anche City Life, la Torre Galfa e la Torre UnipolSai.

skyline-Milano
Uno skyline della città di Milano con i suoi grattacieli (Fonte: www.ilgiorno.it/)

Quali sono i nuovi grattacieli di Milano?

Nella classifica dei grattacieli a Milano al primo posto c’è la Torre Unicredit a Porta Nuova, 217,7 metri per 33 piani, progettata dall’archistar César Pelli e completata nel 2012, uno dei simboli della nuova Milano. Dal secondo al quarto posto, invece, dominano le tre torri di CityLife (torre Allianz, torre Generali e torre PwC) progettate da Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind.
Il quarto posto, per ora, è di Palazzo Lombardia, la nuova sede della Regione (161,3 metri). Il Bosco Verticale di Stefano Boeri si piazza al 12° posto, mentre il primo dei «vecchi» grattacieli resta il Pirellone (1958), 9° in classifica con i suoi 127,1 metri e 32 piani.


City Lyfe

Il progetto City Lyfe si inserisce nella riqualificazione dell'area ex-Fiera, che è stata lasciata in seguito allo spostamento delle attività fieristiche nel nuovo polo di Rho-Pero firmato da Massimiliano Fuksas (fatta eccezione per le attività di FieraMilanoCity, ospitate nell'area del Portello, che rimarrà come polo interno della Fiera). A servire l'area, sotto la grande piazza centrale sottostante i tre grattacieli è presente la fermata Tre Torri della MM5 e verranno realizzati 5 km di piste ciclabili.
Sul progetto Libeskind ha affermato che esso rappresenta «Milano come portale per l'Europa». L'idea di fondo si basa su vasti spazi pubblici insieme ad aree di svago e gioco attorno alle residenze. Le tre torri sono invece destinate a diventare uno dei nuovi simboli della città nel mondo, come è stato dimostrato dal forte interesse che il progetto ha destato anche all'estero.

City Lyfe
Le tre torri di City Lyfe progettate da Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind (Fonte: www.giovanardi.com)

Il bosco verticale di Stefano Boeri

Il Bosco Verticale è un modello di edificio residenziale sostenibile, un progetto di riforestazione metropolitana che contribuisce alla rigenerazione dell’ambiente e alla biodiversità urbana senza espandere la città sul territorio. Si tratta di un modello di densificazione verticale della natura all’interno della città, che opera in relazione alle politiche di rimboschimento e naturalizzazione dei grandi confini urbani e metropolitani. Il primo esempio di Bosco Verticale, composto da due torri residenziali di 110 e 76 m di altezza, è stato realizzato nel centro di Milano, ai confini del quartiere Isola, e ospita 800 alberi (ognuno di questi di 3, 6 o 9 metri), 4.500 arbusti e 15.000 piante e una vasta gamma di arbusti e piante floreali, distribuiti in relazione alla posizione delle facciate verso il sole. In ogni Bosco Verticale è presente una quantità di alberi che occuperebbe una superficie di 20.000 mq. Il sistema vegetale del Bosco Verticale aiuta nella creazione di uno speciale microclima, produce umidità e ossigeno, assorbe particelle di CO2 e polveri sottili.

Gli habitat biologici del Bosco Verticale aumentano la biodiversità, aiutando a generare un ecosistema urbano. I diversi tipi di vegetazione creano infatti un ambiente verticale che può anche essere colonizzato da uccelli e insetti, trasformando il Bosco Verticale in un simbolo della ricolonizzazione spontanea della città da parte di piante e animali.

Leggi anche questo articolo: Le torri verdi e i Boschi Verticali


Il Bosco Verticale è anche una misura “anti-sprawl”, che mira a controllare e ridurre l’espansione urbana. Se pensiamo a loro in termini di densificazione urbana, ogni torre del Bosco Verticale è equivalente a una zona di espansione residenziale che può misurare fino a 50.000 metri quadrati.
Il Bosco Verticale è un punto di riferimento nella città in grado di generare nuovi tipi di paesaggi variabili, che possono cambiare la loro forma in ogni stagione secondo le tipologie delle piante coinvolte. L’immissione di più Boschi Verticali offrirà una visione diversa della città metropolitana.

bosco-verticale-a-Milano
Il “Bosco Vericale” di Stefano Boeri un esempio straordinario di architettura applicata alla  sostenibilità (Fonte: www.milanoevents.it)

Il grattacielo Pirelli a Milano detto il “Pirellone”

Progettato nel 1950 da Gio Ponti, Giuseppe Valtolina, Pier Luigi Nervi, Antonio Fornaroli, Alberto Rosselli, Giuseppe Rinardi e Egidio Dell’Orto, costruito tra il 1956 e il 1961, il Pirellone, chiamato in questo modo dai milanesi, nasce nel Centro Direzionale adiacente alla Stazione Centrale di Milano.
La realizzazione di quest’opera architettonica importante, simbolo del razionalismo italiano, venne affidata all’impresa Bonomi, in collaborazione con Comolli e Silce. Con i suoi 127 metri di altezza, distribuiti in 31 piani, due dei quali sotterranei, il Pirellone è uno dei grattacieli in calcestruzzo armato più alti del mondo.

Inizialmente l’edificio fu costruito per ospitare gli uffici della famosa azienda italiana di pneumatici Pirelli: l’area infatti era occupata già da stabilimenti del gruppo, distrutti tuttavia da bombardamenti aerei durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1978, l’edificio fu acquistato dalla Regione Lombardia per ospitare la propria sede a seguito della ristrutturazione dell’architetto Bob Noorda.

Pirellone-a-Milano
Il Pirellone in centro a Milano progettato da Gio Ponti e Pier Luigi Nervi (Fonte: www.milanoevents.it)


Torre Velasca

Simbolo della Milano proiettata verso lo sviluppo e la crescita economica, la Torre Velasca, situata nell'omonima piazza, esprime tutta la forza e il Razionalismo Italiano durante gli anni della ricostruzione del dopoguerra. Fu eretta dopo un lungo studio per adattare gli angusti spazi della piazza che la ospita.
Espressione di questo progetto è anche lo stile architettonico, definito “neoliberty”: da una parte richiamava i palazzi dell’Ottocento, dall’altra puntava allo slancio verso l’economia del decennio successivo.
Riuscì a fondere la tradizione con l'innovazione attraverso delle scelte tecniche all'avanguardia, come ad esempio i caratteristi "puntoni" che sorreggono il peso del volume superiore, che furono un vero e proprio vanto dalla sperimentazione tecnica degli ingegneri italiani che lavorarono al progetto.
Un progetto tutto italiano che segue non solo le istanze estetiche del “boom economico”, ma anche quelle di un rapporto armonico con l’assetto urbano della città, svettando insieme al Duomo e al Castello Sforzesco, del quale richiama lo stile nella scelta dei colori e dei materiali.

torre-Velasca-Milano
La Torre Velasca e la Madonnina del Duomo di Milano (Fonte: en.wikipedia.org/)

I nuovi grattacieli a Milano: Torre Unipolsai

Arriva per ultimo, meno alto dei vicini Unicredit e Solaria. Ma quello di UnipolSai sarà forse il grattacielo più spettacolare e sostenibile nello skyline di Porta Nuova. Centoventicinque metri verso il cielo tutti di legno e vetro, con la facciata scandita da griglie a «X». «Metafora della società dove si intrecciano le relazioni», spiega l’architetto Mario Cucinella. Sul tetto una serra giardino panoramica, al piano terra l’auditorium da trecento persone. E in mezzo piani bianchissimi, concentrici, che si affacciano a terrazza sull’atrio, con alberi e aree per riunioni somiglianti a salotti. Cucinella, attento al green, ha pensato un edificio che «respira, dinamico, grazie alla parete a doppia pelle che d’inverno lo isola dal freddo e d’estate lo protegge dal surriscaldamento», racconta. I consumi energetici saranno ridotti al minimo, con pannelli solari diffusi e sistemi di raccolta delle acque piovane, anche grazie ad una «vela» sporgente che renderà scenografico l’ingresso e gli farà ombra.

nuovi-grattacieli-a-Milano
Nuova Torre UnipolSai a Milano progettata dall’architetto
Mario Cucinella (Fonte: www.luukmagazine.com)


Torre Gioia 22: il nuovo grattacielo di Porta Nuova a Milano

In ordine di tempo l'ultima torre annunciata è Gioia 22, che prenderà il posto dell'ex edificio Inps di via Melchiorre Gioia appunto, già in fase di demolizione. Il palazzo non oscurerà il primato né della Torre Allianz (la più alta in città con i suoi 242 metri, inclusa l'antenna) né della vicina Torre UniCredit che svetta per 231 metri nell'area di Porta Nuova.
L'edificio in costruzione sarà realizzato su disegno di Gregg E. Jones, principal dello studio Pelli Clark Pelli architect, e sarà terminato nel 2020. La superficie totale sarà di 68.432 mq per 26 piani fuori terra dove lavoreranno 2.700 persone, 6mila metri quadri di pannelli fotovoltaici per un totale di 225mila moduli. 
Dodicesima è la torre Galfa che Unipol sta ristrutturando a due passi da Gioia 22 e che ospiterà hotel e residenze.

Torre Gioia 22-Milano-grattacieli
Render della Torre Gioia 22 a Milano Porta Nuova, Porta Nuova, frutto di uno tra i più grandi interventi di riqualificazione urbana d'Europa, progettata dall’architetto Gregg Jones di Pelli Clarke Pelli Architects 
(Fonte: www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com)

Leggi anche: Aqua Tower di Chicago: l'edificio più alto del mondo mai realizzato da una donna



Nessun commento

Starbuild.it. Powered by Blogger.